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Giardini della Cannara sul fiume Etrusco

di Patrizia Spinelli Napoletano
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • Attraverso il rigoglio di Ceanothus e ginestre una prospettiva della casa, del prato che la circonda e della parete di pioppi di cinta vista dal pontile che chiude questo delizioso giardino sul fiume.
  • Mirella Valmaggi Faggiani, carissima, affettuosa ospite e straordinaria creatrice di questo affascinante e coinvolgente giardino poggiato sull’acqua, pensato da lei come un luogo radioso e semplice di pace.
  • Vegliati dalle cime dei cipressi gli appartamenti interni, affacciati sul fiume, si aprono sull’ultima parte del giardino fra il folto rampicante di Ficus repens, vite, Rosa banksiae ‘Lutea’  mentre cespugli  e arbusti da fiore e da foglia festonano finestre e portefinestre.
  • Dal prato davanti la casa il giardino, fra fioriture di azalee, rododendri e iris, si avvia verso il pontile proiettato nel fiume fra sponde fiorite di Ceanothus e ginestre e controsponde selvatiche di bambù e graminacee.
  • Di nuovo sulla terraferma, fra la casa e il Marta, un gazebo di castagno arrampicato da rose, serve per deliziose colazioni all’aperto culla te dal frusciare del fiume che gli scorre alle spalle e dal continuo canto degli uccelli fra cui timidi aironi cinerini che si appostano fra canne e bambù per la pesca.
  • Sempre nella parte retrostante della tenuta, costeggiando la casa, un nuovo ponticello, lasciato il prato delle magnolie, fra ciuffi di peonie guada la vasca delle ninfee bordata da papiri, graminee e sfere di sempreverdi il cui lato esterno, oltre gli olivi, è lambito dallo scorrere del fiume.
  • Un taglio trasversale delle mura posteriori evidenzia lo stretto passeggio di tufo che solca il giardino e la ricchezza delle rose rampicanti e come con una tipologia così facile (per reperimento e manutenzione) di arbusto da fiore si possa creare un incantevole rivestimento, tra l’altro piante di Rosa banksiae si sviluppano bene anche in vaso in pieno sole.
  • Il prato delle collezioni di magnolie e arbusti da fiore è fronteggiato dalle cime di cipressi e pioppi del paesaggio d’ingresso e dalle mura medievali posteriori della casa foderate di bambù, edera su cui si arrampicano le copiosa fioriture di roselline di Rosa ‘Albertine’, Rosa banksiae lungo il margine sinistro in direzione del ponte e la peschiera delle anguille, R. banksiae ‘Lutea’ invece a destra verso gli appartamenti interni, veranda e pergola di rose. Una bordura blu di iris germaniche intervallate da agapanti delimita il prato longitudinale alle mura.
  • Dal ponte che collega le due rive del giardino (davanti la facciata e retrostante) si scoprono il laterale della casa trapunto di vite e glicine e l’intercalare di grandi pioppi che prospettano sull’antica peschiera quadra per la cattura delle anguille, conservata da Mirella esattamente com’era. Semplici ranghi di calle e vegetazione d’acqua bordano l’argine.
  • Contro il folto dei bambù, pioppi, magnolie grandiflora, soulangeana, stellate e gruppi di spirea e palla di neve (Viburnum opulus) che costellano la prima parte di questa zona del giardino, superata la pergola del ponte un camminamento in tufo fra Phormium, rosmarini e basse bordure di sempreverdi scende il lieve dislivelli e inizia la scoperta di questo nuovo aspetto del paesaggio.
  • Su una pavimentazione di scarde di pietra locale fa ombra la pergola di rampicanti, fra cui gelsomini, e pareti fitte di bambù che orna l’ingresso al giardino retrostante la casa e incornicia uno dei capi dell’antico ponte, dalle sponde di castagno intrecciato, collegamento fra le due maggiori “penisole” erbose solcate dal corso del fiume Marta.
  • La prospettiva d’ampio respiro della grande prateria ellittica, sul prato un panca in legno per il relax sotto l’ombra leggera degli aceri mentre a destra si allunga la profondità della lunga aiuolatura – “mixed border” – vivida delle fioriture e fogliature di striscianti, stagionali e perenni, disposte in altezze crescenti fino alla parete di altofusti, che si conclude lungo i padiglioni del bed&breakfast verso il giardino posteriore.
  • Un ponticello raccorda fra acacie, aceri, getti di Phormium e arbusti rotondi da fiore e da foglia, le sponde del giardino davanti la facciata anteriore della casa, contraddistinto sullo sfondo dai pennoni dei cipressi d’ingresso e dal Taxodium distichum, a quelle del prato frontale in forma ellittica separate dal trapelare dell’acqua fluviale.
  • La facciata anteriore della piccola fortezza medievale de La Cannara, trasformata nella casa dei proprietari, la cui pietra grigia scompare sotto il rivestimento di vite, bambù, la ricaduta fitta del glicine.
  • Uno dei grappoli lunghi, colmi e viola intenso del glicine che decora l’intera lunghezza della facciata principale dell’abitazione.


 

Piccolo paradiso, semplice e fiabesco insieme, affettuoso e vivido “giardino di casa” disegnato dalla sua creatrice lungo le rive del Marta, il fiume magico degli Etruschi intorno alla storia remota di un’antica peschiera per le anguille.

 

Nella Tuscia, annidata nella mitezza della campagna viterbese e solcata dalle diramazioni del fiume Marta, La Cannara è annunciata dall’affettuosa presenza dei proprietari Mirella e Massimo Faggiani che mi aspettano in una radiosa giornata di maggio sulla soglia di questo giardino del cuore.

Una volta La Cannara, anche proprietà dei papi romani, era una antica peschiera per anguille, un salto di acqua su una griglia robusta di quadrello di quercia, probabilmente progettata e realizzata dagli Etruschi circa duemila anni fa sulle acque del Marta, emissario del lago di Bolsena – che attraversate le valli circostanti si getta nel Tirreno - solcato dal passaggio migratorio delle anguille in transito verso il Mare dei Sargassi. In epoca medievale le furono costruiti intorno un ponte ed una piccola fortezza in pietra e quando Mirella e Massimo Faggiani, in cerca di uno speciale territorio, videro il posto dall’insolita conformazione articolata fra le due rive fluviali e lo sentirono subito come loro. Al centro la strana casa di pietra grigia, oggi fittamente trapunta di edera e dal viola intenso del glicine, immersa nello scroscio cantante e continuo dell’acqua. Attorno, senza geometria, così volutamente lasciato, il terreno si spiega frammentato e irregolare, proprio per questo di grandissimo fascino.

 

Nell’ideare il giardino nessuna apparente disciplina, ma un paesaggio vero, affettuoso che Mirella Valmaggi con un’assoluta passione per i fiori oggi totalmente ricambiata, ha voluto conservasse una sua peculiare naturalità, come la spontanea vegetazione fluviale, da lei arricchita di essenze in modo apparentemente casuale, secondo natura, ma gestito da una regia “complessa e sommessa”. Piantagioni, abbinamenti, potature studiati secondo il corso delle stagioni, i venti e le zone di sole e ombra, riuscite acclimatazioni di specie esotiche e nordiche insieme all’habitat mediterraneo, per un gioioso totale di circa 300 essenze messe a dimora con successo.

 

Tre grandi cipressi centrali accolgono all’ingresso dalla rotondità del primo prato e fanno subito atmosfera insieme, a sinistra, alla curva concava di pioppi maritati fra loro da ghirlande di Rosa banksiae. Dietro il triumvirato dei cipressi, totalmente foderata di edera e glicine, la casa si allunga a destra congiungendosi alla prateria dopo aver doppiato un ponticello raccordo di due lembi di terra tagliati da uno dei molti trapelare d’acqua. La campitura a prato si allarga ellittica verso il fondo completata, nella cinta degli altofusti che delimita questa parte del paesaggio dalla strada, dalla curva profonda e coloratissima del “mixed-border” di stagionali, perenni e arbustive in altezza crescente, ornamento anche della sezione da poco dedicata al bed&breakfast. Da qui un nuovo ponte traghetta al giardino posteriore quello più legato e interferito dal fiume e all’antica storia del sito.

 

A destra del cavalcavia il Marta scorre fra alte pareti di bambù orlate di gunnera manicata e vegetazione d’acqua mentre a sinistra confluisce nella trappola della peschiera quadra che riflette anche la facciata laterale della casa. Una pergola di rampicanti passa dal ponte alla sorpresa del nuovo paesaggio. Qui sottili percorsi di tufo costringono il passo in un cammino in continuo contatto fisico e visivo con fioriture e alberi. A destra sul prato verdissimo collezioni di magnolie, spirea, salici, viburni, aceri e spalliere di rose, mentre di fronte scorre la facciata posteriore della casa  trapunta dall’arrampicarsi pervadente di Rosa banksiae ‘Lutea’ e rosate. Un nuovo passaggio sospeso fra le peonie scorre sulla vasca delle ninfee e si raccorda alla “penisola-prato della pergola di castagno per colazioni all’aperto tappezzata di rose rosa rampicanti. Oltre il territorio avanza fra la casa e il fiume attraverso l’affascinante irregolarità del prato bordato da ricche aiuolature, fino a concludersi fra graminee e rose con il pontile proiettato nell’acqua.

 

La Cannara di Mirella Valmaggi e Massimo Faggiani

Tel/Fax 0761 872121, miremass@virgilio.it, http://www.lacannara.it

Apertura su prenotazione  

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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