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Oidio del rododendro e dell'azalea

di Mario Ferrari
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Oidio del rododendro e dell'azalea
Oidio del rododendro e dell'azalea

Il mal bianco di queste due importanti Ericacee ornamentali è provocato da ceppi di Sphaerotheca pannosa e di Erysiphe polygoni ed Erysiphe azaleae.

Sono tre classici funghi agenti di oidio, con micelio epifita e responsabile della formazione di caratteristiche patine biancastre sulle foglie dei germogli.

 

Danni

Questa manifestazione sintomatologica produce danni estetici, ma soprattutto funzionali, infatti i germogli colpiti restano atrofici, le foglioline diventano clorotiche, si deformano e, in caso di infezioni massicce, i germogli stessi e le foglie colpite subiscono necrosi assumendo un deprimente effetto estetico.

Le piante colpite inoltre compromettono la fioritura, in quanto i boccioli fiorali non si aprono o lo fanno irregolarmente e le piante infette vanno incontro a inevitabili stress con conseguenti deperimenti vegetativi e fisiologici.

 

Questa malattia è favorita da umidità atmosferica elevata ed è ostacolata dalle piogge dilavanti, si presenta generalmente in forma endemica e di facile controllo.

 

Lotta

Questo patogeno colpisce in modo sporadico ed endemico, per cui il controllo risulta agevolato. Si interviene generalmente alle prime manifestazioni sintomatologiche con  prodotti classici come lo Zolfo,  da solo o miscelato a prodotti curativi ad azione endoterapica come i Triazoli (Bitertanolo, Penconazolo, Tetraconazolo, Miclobutanil,  ecc.).

Nel caso di interventi di soccorso su piante con vegetazione molto colpita conviene far precedere i trattamenti da potature di pulizia della vegetazione stessa eliminando poi i residui infetti.

 

È sempre importante sottolineare che quando si fanno trattamenti chimici a delle piante ornamentali, soprattutto in un contesto urbano con un approccio di tipo hobbistico, è necessario fare attenzione al tipo di registrazione del prodotto impiegato e che lo stesso sia ammesso nelle condizioni operative del caso.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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