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Perenni da abbinare a bulbi precoci

di Paolo Cottini
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In ottima compagnia 
Soprattutto quando siamo agli esordi della nostra esperienza di giardinieri hobbisti, uno degli errori che dovremmo evitare è mettere a dimora alcuni bulbi, in sé magari di grande effetto decorativo, senza preoccuparci di associarli in modo adeguato ad altre specie, erbacee o arbustive. Il risultato, in non pochi casi, può essere desolante sotto il profilo estetico. Se, per esempio, ci ha impressionato il colore vivace di una particolare varietà di tulipano e ci siamo affrettati a procurarcene i bulbi, dovremmo contenere il nostro primo impulso, che ci spingerebbe ad interrarli nel bel mezzo del prato, allo scopo di vederli spuntare in aprile come un magico tocco della primavera che avanza. Anche se il loro numero non era esiguo, dopo pochi giorni, al termine della fioritura, lo spettacolo non sarà certamente esaltante, perché di quelle splendide piante non saranno rimaste che alcune foglie in mezzo all’erba, lasciandoci solo l’imbarazzo se tagliarle o no. Se invece ci siamo fatti sopraffare da un’irrefrenabile “bulbomania” e i bulbi acquistati erano di diversi generi, con fioriture scalari nel corso della stagione, da un lato l’effetto scenografico risulterà sicuramente impressionante, ma dall’altro, se non siamo stati accorti nel prendere le giuste precauzioni, i problemi potrebbero moltiplicarsi. Dovremo solo compiere lo sforzo di scoprire quali sono le “compagne” ideali delle nostre bulbose, acquistando le prime in funzione di queste e viceversa. La medicina più efficace, ancora una volta, risiede in quella che è una delle principali abilità del bravo giardiniere: la capacità, cioè, di saper valutare in anticipo tutti (o quasi) gli effetti del proprio lavoro, operando a tempo debito le scelte più adeguate. Sarà banale ripeterlo, ma prevenire è sempre meglio che curare.
 
Le coppie classiche
v     Narcissus / Viola. Coppia ben consolidata, disponibile per infinite variazioni sul tema, considerando le migliaia di ibridi. Il confronto tra il giallo dei narcisi e il blu delle viole costituisce una certezza per ogni giardiniere.
v     Tulipa / Myosotis. E’ una delle combinazioni più tradizionali, anche perché caratterizzata da un particolare senso di freschezza primaverile. L’effetto cromatico rosso/azzurro è di forte impatto. Entrambe esigono drenaggio perfetto e luce.
v     Cyclamen / Primula. Questo matrimonio è perfetto per ragioni ornamentali, ma soprattutto per motivi colturali. I ciclamini precoci (C. coum) amano vivere sotto alberi decidui e scompaiono presto, ma le foglie delle primule segnalano la loro presenza al giardiniere distratto.
 
Richiami delicati
v     Narcissus poeticus / Vinca major ‘Variegata’. La coppia – possibilmente posta sotto un alberello a fioritura primaverile – funziona molto bene, perché la variegatura aurea della perenne si armonizza delicatamente con il centro giallo del narciso.
v     Muscari armeniacum ‘Christmas Pearl’ / Symphytum x uplandicum ‘Blue Paradise’. L’accostamento dei due azzurri è sorprendente, ma sfortunatamente provvisorio, perché entro un paio d’anni la perenne tenderà a fagocitare la compagna bulbosa.
v     Scilla bifolia / Hepatica nobilis. Le due specie compaiono entrambe al margine dei boschi alla fine dell’inverno: la natura stessa ci suggerisce di avvicinare il tenero azzurro della prima con il marcato “pervinca” della seconda. Un successo.
 
Toni decisi
v     Narcissus ‘Hawera’ / Acaena inermis ‘Purpurea’. I narcisi di taglia nana talvolta “scompaiono” se posti fra torreggianti perenni o anche nell’erba alta. Molto meglio circondarli con una tappezzante raso-terra, dalle minute foglioline bruno-purpuree.
v     Ranunculus ficaria ‘Brazen Hussy’ / Epimedium x rubrum. Se si desidera un forte impatto visivo, forse non esiste abbinamento più adatto. Il marrone-cioccolata del ranuncolo si mescola gradevolmente con il rosso sanguigno dei fiori, ma ancor più con la tinta bronzea di Epimedium.
v     Crocus / Lysimachia nummularia ‘Aurea’. I crochi blu o azzurri (ce ne sono diversi), messi a dimora sotto di una delle tappezzanti più rustiche e vigorose, dal giallo intenso, rappresentano un magnifico segnale del ritorno della primavera. 
 
Gli ellebori: una risorsa
v     Helleborus foetidus / Crocus flavus ‘Golden Yellow’. Nelle aree ombreggiate, alle spalle delle bordure, questo elleboro poco esigente fiorisce già in inverno. La sua struttura valorizza un’ampia corona di crochi dalle corolle di un bel giallo intenso.
v     Helleborus niger / Narcissus ‘Honkey’. Oltre al richiamo cromatico delle due corolle bianche, va sottolineata l’utilità di un forte sostegno naturale, fornito dall’elleboro, ad una bulbosa che può piegarsi molto nelle zone ventose.
v     Helleborus argutifolius / Galanthus nivalis. L’elleboro, con eleganti foglie sempreverdi e mazzi di fiori verde-crema molto precoci, rappresenta una cornice ideale per le prime bulbose, come i bucaneve, che facilmente si diffondono nelle bordure.
 
I nostri consigli

  • In primo luogo occorre ricordare che esistono bulbose per tutti i mesi dell’anno: gennaio (Galanthus), febbraio (Eranthis), marzo (Crocus) e così via, in una successione tale da consentirci di avere a disposizione un patrimonio pressoché inesauribile di generi e specie d’ogni forma e colore. Ma la loro efficacia sarà ancora maggiore se ciascuna di loro avrà al suo fianco la compagna giusta, in un rapporto di reciproco scambio di favori.
  • Ovviamente, anche un qualsiasi sfondo verde (sempreverdi e conifere) si presta ad incorniciare le bulbose, ma l’effetto sarà di gran lunga migliore se ottenuto con il contributo di erbacee perenni.
  • Se s’inseriscono bulbose in un contesto di piante poste a dimora in modo stabile – per es. in una bordura mista o arbustiva – è bene provvedere che anche le loro compagne perenni abbiano le medesime doti di lunga durata.
  • Un’eccellente cornice viene solitamente fornita da piccoli arbusti da bordura che fioriscono d’inverno (per es., Sarcococca), ma è comunque utile realizzare una sorta di “collegamento” fra questi ultimi e le bulbose, mediante specie tappezzanti (per es., pervinche).
  • E’ molto importante che i due membri della ‘coppia’ bulbosa/perenne non solo vadano d’accordo sia sul piano cromatico sia su quello cronologico (fiorendo cioè nello stesso periodo), ma anche che mostrino le medesime esigenze di coltivazione: sole/ombra, quantità d’acqua, acidità/alcalinità, ecc.
  • E’ bene scegliere un sito d’impianto che offra variazioni stagionali tali da soddisfare le esigenze della “coppia”. Per es., molti bulbi precoci che amano il pieno sole invernale (come i ciclamini) si trovano benissimo sotto la chioma di alberi decidui, un luogo che fornisce loro un ottimo grado d’umidità durante la crescita e, in pari tempo, un ambiente più asciutto nel periodo di dormienza estiva.
  • Occorre calcolare bene anche le dimensioni che entrambe le piante raggiungeranno a maturità, per non consentire che una delle due (in genere la perenne) soverchi la compagna, magari occultandola ai nostri occhi.
  • Le bulbose più precoci (i Galanthus e alcuni Narcissus) di norma sono piccole e delicate: non vanno quindi sommerse con masse preponderanti di perenni, ma dolcemente accompagnate da soffici tappezzanti muscose (come Moehringia o Selaginella).
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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

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Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

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... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

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Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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