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L’omaggio dei Fiori della Campania al Teatro alla Scala

di Donatella Forni
  • news
Fiori della Campania alla Scala

Centinaia di corolle prodotte e certificate in Campania per l'inaugurazione del 7 dicembre

 

Tributo alla grandezza degli artisti, ornamento scenografico dei palchi, indispensabile elemento decorativo delle cene di gala: i fiori, a teatro, sono l’omaggio per eccellenza. Un omaggio splendido e suggestivo per profumi e colori, che quest’anno sarà il marchio di qualità Fiori della Campania, creato dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, in collaborazione con il flower stylist Nicola Falappi, a porgere al Teatro alla Scala, in occasione della grande prima di “Carmen” di Bizet, diretta dal Maestro Barenboim per la regia di Emma Dante.

 

Un omaggio che diventa occasione gradita per dare risalto e visibilità ad una delle più importanti specializzazioni produttive della Regione Campania dove, grazie alla straordinaria combinazione climatica e pedologica, si coltiva il 29% della produzione italiana del fiore reciso e ben il 53% di quella del Mezzogiorno, per un giro d’affari complessivo del valore di 500 milioni di euro; 20 mila addetti e circa 2 mila aziende produttrici.

 

Un distretto produttivo, quello campano, che ha una forte specializzazione nella coltivazione delle essenze tradizionali che Nicola Falappi - stilista del fiore bresciano, noto, tra l’altro, per gli allestimenti realizzati per diverse edizioni del Festival del Cinema di Venezia -  ha avuto una cura particolare nel valorizzare, progettando e realizzando gli allestimenti floreali della Scala.

 

Rose, nelle varietà Vendela, Rosered France, Stella – solo per citarne alcune- le incantevoli grandi corolle del lilium bianco rosa, accostate in modo inedito al morbido velluto della Celosia Cristata e Bombay, in una varietà di toni che dal bianco sfumano nell’avorio, si caricano di giallo fiammante per poi virare dal rosa tenue sino al cremisi, composte in importanti bordi, elemento focale di composizioni dalla forma essenziale, a parallelepipedo, tappezzate dall’elegante goffratura verde brillante delle foglie di Aspidistra.

 

Elementi suggestivi e, insieme, di grande rigore di linee, orneranno il Palco Reale e il retro palco, i Ridotti e il Museo Teatrale, contribuendo a celebrare l’occasione della prima e della cena di gala, dove le composizioni avranno un  ruolo ornamentale attivo, trasformandosi anche in verdi e fioriti supporti dei vassoi delle vivande.

 

Il marchio di qualità Fiori della Campania, che certifica provenienza e standard qualitativi dei fiori omaggiati alla Scala, è un’iniziativa dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania,  nata per valorizzare le produzioni florovivaistiche campane e viene attribuito esclusivamente a produzioni che rispettano gli standard ed il sistema di controllo definito dallo schema di certificazione. Una iniziativa che si inquadra in un più ampio progetto di valorizzazione del comparto e del territorio di questa magnifica Regione italiana.

 

“L'inaugurazione della stagione teatrale alla Scala, decorata con i fiori della Campania, è motivo di orgoglio per l'intero comparto florovivaistico della nostra regione – ha commentato l'assessore all'Agricoltura Gianfranco Nappi  -  che è ai vertici della produzione dei fiori recisi. Questa collaborazione con un teatro così prestigioso rende felici tanto i produttori quanto le istituzioni”. “Salutiamo con gioia il connubio tra due eccellenze italiane, il teatro Alla Scala di Milano e la produzione floricola campana che, da 15 anni, punta sulla qualità dei prodotti per conquistare i mercati internazionali” ha detto il presidente del Mercato dei fiori di Ercolano, Ferdinando de Notaristefani che ha aggiunto “ecco perché penso che lo sbocco naturale di questa eccellenza campana possa trovare la sua naturale 'casa' nella Città del fiore, progetto di piattaforma logistica commerciale, punto di riferimento dell'intero comparto nel Mezzogiorno d'Italia e volano per la necessaria internazionalizzazione delle imprese”. Concorda su questo aspetto anche Catello Cafiero, presidente del Mercato dei fiori di Pompei-Castellammare che sottolinea: “La scelta di utilizzare i prodotti florovivaistici campani per gli addobbi floreali di un evento di grande valore artistico e culturale dà rilievo sostanziale all’importanza sociale ed economica di uno dei comparti trainanti del settore primario regionale”.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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