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Giardini zen “Les Clermonts” in Provenza

di Patrizia Spinelli Napoletano
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • L’ingresso al giardino scandito da passi giapponesi in laterizio e ciottoli, lanterne e cespugli di aromatiche
  • Una prospettiva del “massiccio” della lonicera topiata e non, laterale al Giardino del Tè sullo sfondo nuvole di podocarpo
  • Particolare della lonicera topiata
  • Ninfee e carpe Koji nello stagno grande del Giardino del Sud, al fondo fra gli alberi da frutto un thai per la meditazione
  • Un particolare dell’architettura scolpita nel Pyracantha del Giardino Mediterraneo
  • L’architettura d’antiche pietre, santoline e pareti di Pyracantha del Giardino Mediterraneo a ricordo della città archeologica Tipasa
  • La prospettiva dalla valle del Giardino Mediterraneo, oltre la siepe di Pyracantha è il Giardino del Tè
  • Passi di piastrelle sul muschio, allori e cipressi dell’Arizona scolpiti, cipressi ad altezza naturale formano il cuore del Giardino del Tè
  • Una montagnola di gallette e ciottoli di fiume, simbolo del Fujiama, chiude il Giardino del Tè affacciato sulla valle del Giardino del Sud
  • Alla fine del Giardino del Tè nuvole scolpite nel ginepro intorno alla montagnola simbolica del Fujiama
  • Canne, lino, bambù, ninfee e le pietre/isola simboliche nello stagno del Giardino del Sud
  • Davanti alla casa il metaforico Giardino della Meditazione in sabbia rastrellata con le pietre/isola simboliche Gru (l’anima/il cielo) e Tartaruga (l’uomo/la terra), lungo il Giardino del Tè.
  • La casa di Erik Borja, antica abitazione del vignaiolo, fra il Giardino della Meditazione, conifere scolpite e ad altezza naturale e la sponda elastica del “massiccio” intagliato nella lonicera
  • La parte centrale del Giardino del Tè
  • 1) Ingresso al giardino 2) Giardino dell’accoglienza 3) Ingresso al giardino privato 4) Giardino del Tè 5) Giardino della Meditazione 6) Giardino Mediterraneo 7) Pietre d’abluzione 8) Lanterne 9) Sorgente che alimenta i rivi d’acqua e gli stagni 10) Pietre/isola simboliche.

Nella terra di Provenza un po’ magica, intima, di bellissime campagne e lavande, i giardini zen di “Les Clermonts” sono una sorpresa emozionante. Il giardino/laboratorio di Erik Borja – fantastico tutto l’anno - mi ha accolta, insieme all’affettuosa cortesia del proprietario, uno di quei rari uomini eclettici di cultura che é privilegio e gioia conoscere. Con il brusio sommesso degli allievi, invisibili fra le forme e gli arbusti, intenti a potare, intagliare, pulire, lucidare lo stupefacente paesaggio.

 

Vera felicità inoltrarsi fra le infinite sorprese a cominciare dal piccolo giardino d’ingresso dove nuvole scolpite nel podocarpo, aromatiche, lanterne di pietra e il calpestio di ciottoli e laterizi portano alla casa davanti alla quale si apre il Giardino della Meditazione, rivolto ad Est, sabbia rastrellata e pietre/isola, Tortue (tartaruga) e Grue (gru), gli opposti complementari raffigurazione dell’equilibrio cosmico.

 

 “I giardini di Kioto, scoperti durante viaggi in Giappone, hanno cambiato per sempre il mio modo di guardare e la mia vita” racconta Borja, straordinario poeta della pietra e del vegetale che, oltre ai molti giardini di committenza internazionale, tra i frutteti e le vigne della proprietà lungo la Drôme, ha disegnato intorno l’antica casa del vignaiolo un radioso giardino di Provenza, insolito solo per disegno e simbolismi, realizzato con piante autoctone immerso nella luce e le prospettive della natura circostante, fusion affettuosa delle sue due anime.

 

Più avanti, sotto i pini, il Giardino del Tè, creato per essere percorso e scoperto progressivamente in un’illusione d’immensità, avanza nella mezza luce fra macchioni arbustivi, piccole radure, prospettive inquadrate da forme scolpite in conifere, ginepri e cipressi dell’Arizona. Affiancato da un fantastico massiccio intagliato nella lonicera, da cui sbucano i basalti di yang e yin, il giardino del Té termina al colmo con “nuvole” di ginepro e una montagnola di gallette evocativa del monte Fuji sporto sulla valle dei giardini del Fiume e del Sud.

 

L’artista, basandosi sui concetti del feng-shui, (l’armonia tra cielo, terra e uomo) con acqua, vegetazione e pietra ha realizzato un affascinante territorio che dai soffici muschi radenti del suolo risale, intagliato in piani crescenti, - fino a ritrovare il naturale portamento. - La scultura vegetale è una dominante del pensiero zen, affatto costrittiva come il bonsai, al contrario, esalta e migliora fascino e salute delle piante - Righe d’acqua, stagni, grafiche di ciottoli, laterizi e gallette di pietra, i “passi giapponesi”- diversi nel significato secondo il disegno, qui tutto é simbolico - uniscono la successione di cinque giardini che formano l’intero paesaggio.

 

 “Mi piace sognare senza muovermi, in uno spazio limitato” spiega Erik Borja, uno dei più famosi creatori di giardini giapponesi d’Europa, -“Lo sguardo avanza nell’infinitamente piccolo in un’ illusione d’immensità”. Quando gli é stato chiesto come un ragazzo nato fra i colori e il calore dell’Algeria potesse essere stato conquistato da una cultura tanto diversa Borja ha risposto che “il deserto è il più bello dei giardini zen”!

 

 

Nel sole Pyracantha alta, fitta e lucente di bacche, olivi, agavi e succulente costeggiano il lato sud del Tè, formano l’assolato Giardino Mediterraneo intorno all’architettura d’antiche pietre appassionato ricordo di Tipasa, città algerina d’epoca romana, patrimonio Unesco, radici e infanzia di Erik Borja fino alla valle dove tre querce bicentenarie vegliano il Giardino del Fiume.

 

Da qui il filo d’acqua dell’intero paesaggio prende forza, colma le cascate e va a formare lo stagno del Giardino del Sud solcato, fra canne e ninfee, dalle grandi carpe Koii sullo sfondo di grandi aceri, alberi da frutto, ciliegi giapponesi, pruni e bambù.

 

I Giardini Zen d’Erik Borja

“Les Clermonts – Jardins Ateliers” - a Beaumont-Monteux - Tain l’Hermitage 

Visita su appuntamento telefonico: tel. e fax 0033 04 75 07 32 27

 

Come fare un giardino zen

Pubblicazioni di Erik Borja Editore Du Chene: “Les leçon du jardin zen”, “L'esprit du zen dans nos jardins”, “Leçons du jardin zen par Erik Borja”

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!