Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Oxalis

di Paolo Cottini
  • Erbacee
  • Piante
  • Oxalis adenophylla
  • Oxalis latifolia 'Alba'
  • Oxalis chrysantha
  • Oxalis regnellii
  • Oxalis herrerae
  • Oxalis articulata
  • Oxalis rosea
  • Oxalis tetraphylla 'Iron Cross'
  • Oxalis corniculata var. atropurpurea
  • Oxalis bowiei
  • Oxalis triangularis subsp. papilionacea
  • Oxalis pes-caprae
  • Oxalis tetraphylla 'Iron Cross'
  • Oxalis acetosella
  • Oxalis latifolia 'Rubra'
  • Oxalis magellanica
  • Oxalis 'Ione Hecker'
  • Oxalis megalorrhiza
  • Oxalis laciniata
  • Oxalis lasiandra, con Lamium
  • Oxalis enneaphylla 'Sheffield Swan'
  • Oxalis ortgiesii
  • Oxalis hirta
  • Oxalis corymbosa
  • Oxalis enneaphylla 'Alba'

Se è vero, come è vero, che lo studio più completo, riguardo ad un genere così ricco di specie qual è Oxalis, fu condotto più di 75 anni fa, viene da chiedersi se valga la pena che ne parliamo in questa sede, con l’intento evidente di tesserne l’elogio e di incentivarne la coltivazione. Malgrado tutto, pensiamo che sì: ne vale la pena, perché non è giusto che numerosissime piante graziose e di notevole pregio decorativo debbano scontare le ‘colpe’ di alcune loro consorelle. Non è del tutto escluso, infatti, che all’intero genere sia stata posta una specie di sordina, per il solo fatto che una delle più comuni malerbe, di difficilissimo controllo e quindi da combattere con diserbanti specifici, si chiami appunto Oxalis corniculata, estremamente diffusa ormai sull’intero pianeta. Il suo comportamento negativo è stato imitato da alcune altre specie, ma ciò non dovrebbe tradursi in un rifiuto generalizzato, che porterebbe ad escludere dal panorama delle piante ornamentali autentiche risorse di primo piano, quali ad esempio O. adenophylla, O. bowiei od O. corymbosa. Va peraltro osservato che una certa tendenza alla propagazione spontanea fa parte delle caratteristiche di tutto il genere, anche se poi è sufficiente un attento controllo da parte del giardiniere per porre riparo ad eventuali problemi di sovrappopolazione. In altre parole, sembra corretto affrontare il problema con criteri ragionevoli, al fine di separare il grano dal loglio, valorizzando il primo e debellando il secondo.

 

Acide ma dolcissime a vedersi

Le Oxalis prendono il nome dal termine greco ‘oxaleios’ (acidulo), con riferimento al caratteristico sapore delle foglie, tutt’altro che sgradevole, come ben sa chi ne abbia masticata qualcuna, magari della specie più diffusa nei nostri boschi, O. acetosella. Su queste basi, l’erba godette in passato di qualche fama come pianta officinale, anche se in realtà le virtù più elevate delle O. sono di natura estetica. Numerose specie nascono nelle zone temperate della terra, ma la maggior parte vive nelle aree tropicali e subtropicali dell’emisfero meridionale. Quasi tutte sono perenni, provviste di foglie palmate suddivise in tre segmenti, mentre i fiori – spesso solitari, ma anche riuniti in cime – sono colorati di bianco, rosa, rosso o giallo, con le variazioni intermedie delle numerose cultivar. Una caratteristica comune è l’altezza della pianta, di norma piuttosto modesta (10-30 cm) se non addirittura nana e tappezzante (3-10 cm).

 

Coltivazione

Le specie più rustiche

Le specie più rustiche, O. adenophylla, enneaphylla, magellanica e anche O. acetosella, affrontano e superano agevolmente gli inverni rigidi, con temperature inferiori a -15°C., ma non gradiscono il sole estivo bruciante, dal quale vanno riparate ponendole in mezz’ombra. Molte di loro sono piante alpine, che esigono un terreno molto ben drenato, sabbioso o sassoso, con almeno un po’ di humus.

Le annuali

Le annuali, come O. rosea, se coltivate nei vasi, richiedono un terreno non troppo fertile ma sempre un po’ umido, con un’esposizione a mezz’ombra.

Le specie semi-rustiche

Le specie semi-rustiche, come O. bowiei, latifolia, chrysantha, hirta, laciniata e tetraphylla, tollerano anche brevi periodi di gelo, ma esigono una certa protezione delle radici. Il terreno, comunque, deve essere sempre drenato e ricco di sabbia e sassolini.

Le specie non rustiche

Le specie non rustiche, O. ortgiesii, corymbosa, megalorrhiza, ecc. – non tollerano temperature inferiori a 10°C e quindi devono essere coltivate in serra o veranda, in posizione luminosa ma riparata dal sole diretto, con terreno molto fertile e ricco di humus. Vanno annaffiate in abbondanza, durante il periodo di fioritura.

 

Moltiplicazione

Si effettua con semina (ma i semi devono essere ben maturi) o divisione. Le talee, per le specie con fusti erbacei, vanno prelevate in primavera, poste in un miscuglio sabbioso e collocate in ombra, in luogo non freddo. Le specie bulbose producono numerosi  germogli e bulbilli, che vanno separati dopo il termine della fioritura e messi a dimora in un miscuglio sabbioso o anche nel loro luogo definitivo.

 

In giardino

Le specie da tenere sotto controllo come potenziali infestanti, oltre ad O. corniculata, sono O. articulata, O. latifolia e, in parte, anche O. pes-caprae, che è però insuperabile nella formazione di tappeti gialli, come ben sanno i visitatori del giardino botanico di Villa Hanbury, presso Ventimiglia. Per alcune di loro, dotate di fiori appariscenti ma anche di belle foglie grigio-azzurre, il compito è di decorare giardini rocciosi, voluminosi contenitori di pietra (vasche, bacili, truogoli): O. enneaphylla ed O. adenophylla sono le più indicate. Altre, come O. magellanica, si trovano bene nelle fessure delle rocce o anche alla base dei muri non troppo soleggiati. Fra gli arbusti e gli alberi, un buon lavoro di propagazione viene svolto da specie molto rustiche e facili a diffondersi, come O. acetosella. Le specie più delicate, in genere originarie del Sudafrica e del Sud America, possono resistere nelle nostre aree meno gelide d’inverno, prestandosi alla decorazione di bordure erbacee o anche per riempire gli spazi nelle pavimentazioni. La coltivazione nei vasi e nei cesti da appendere è invece indicata per le poche specie annuali, come O. rosea.

 

Specie bulbose

Alcune Oxalis (in verità poche), sono piante bulbose, essendo provviste di veri e propri bulbi carnosi, purtroppo considerati gustosi da molti animali. La più interessante di loro è O. adenophylla, che vive sulle Ande anche sopra il limite degli alberi ed è quindi perfettamente rustica. Dal Sudafrica, invece, provengono O. hirta ed O. bowiei. La prima è una delle specie più alte (circa 30 cm), mentre la seconda vanta i fiori forse più appariscenti di tutto il genere, grandi e colorati di un bel rosa intenso o violaceo. Oggi è di gran moda, nei paesi anglosassoni, O. tetraphylla, che attira l’attenzione più per le foglie a 4 segmenti (come i quadrifogli) macchiati di scuro, che non per i fiorellini rosa. Pure bulbosa è O. pes-caprae, che nelle aree più miti si naturalizza con gran facilità. Per limitarne la diffusione, corre costringerle in confini precisi (pavimentazioni e interstizi), ma sono anche splendide se impiegate in masse sul primo piano delle bordure o sui muri.

»
  • Share/Save

Erbacee

  • Agapanthus
  • Agli ornamentali
  • Anemoni giapponesi autunnali
  • Aquilegie
  • Aquilegie: nuove varietà
  • Aster
  • Aster settembrini
  • Belamcanda chinensis
  • Bucaneve
  • Bulbose autunnali
  • Bulbose profumate
  • Campanule
  • Chelidonium majus
  • Corydalis
  • Crochi primaverili
  • Dalie
  • Delphinium
  • Digitalis
  • Eliantemi
  • Elicrisi
  • Ellebori
  • Ellebori ibridi di Thierry Delabroye
  • Emilia coccinea
  • Erodium
  • Eryngium
  • Eucomis
  • Euphorbia 'Diamond Frost'
  • Fuchsia
  • Gerani erbacei
  • Globba winitii
  • Graminacee
  • Hemerocallis
  • Hemerocallis: nuovi ibridi
  • Heuchera
  • Hosta
  • Hyssopus officinalis
  • Ipheion
  • Kniphofia
  • Lamium
  • Lilium
  • Lobularia 'PW Snow Princess'
  • Lobularia 'PW Snow Princess'
  • Lupini
  • Mandragora autumnalis
  • Margherite d'estate
  • Masdevallia
  • Mentha
  • Miscanthus
  • Narcisi
  • Narcisi: impianto
  • Nuovi Phormium
  • Oncidium
  • Orchidee
  • Oxalis
  • Papaveri
  • Phlox paniculata
  • Potentilla erbacee
  • Pratoline
  • Primule orientali
  • Pulsatilla vulgaris
  • Ranuncoli 'Pratolino' e 'Millepetali'
  • Salvia algeriensis
  • Salvia leucantha
  • Salvia splendens
  • Salvie
  • Salvie blu
  • Sanguinaria canadensis
  • Satureja
  • Scilla
  • Sedum
  • Tagetes
  • Tanacetum
  • Tillandsia
  • Tricyrtis
  • Tulipani: impianto
  • Verbascum
  • Verbene
  • Violette
  • Withania somnifera

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!