LamiumAnnoverare nel proprio parentado un individuo di scarsa reputazione può comportare sgradevoli ripercussioni, che possono andare dall’indifferenza nei nostri confronti fino alla messa al bando o ai margini della società. Nel mondo delle piante da giardino, questo è il malinconico ma ingiusto destino toccato in sorte al genere Lamium, il quale sconta le conseguenze della brutta fama guadagnatasi da un suo membro, L. purpureum. Il “reietto” in verità si limita ad infestare ambienti ruderali, orti e vigne in tutta Italia e anzi in tutta Europa, ma la cosa non sarebbe così grave, se il fogliame dell’intero genere non ricordasse da vicino quello delle comuni ortiche. Insomma, due etichette poco felici, le quali rischiano di mettere in cattiva luce un gruppo di piante erbacee che, al contrario, meriterebbero di essere meglio conosciute ad apprezzate. E pensare che, da un lato, L. purpureum di norma non s’affaccia neppure nei giardini ben curati, mentre dall’altro per distinguere le ortiche dai Lamium basta osservare i fiori di entrambi, talmente diversi che non è nemmeno il caso di parlarne. Una volta superati i pregiudizi, non resta altro che stendere il panegirico di un genere sottovalutato, eppure ricco di pregi estetici e apportatore di vantaggi decorativi e funzionali di non poco conto. Il suo patrimonio è formato da una cinquantina di specie – distribuite fra Europa, Africa ed Asia – anche se in pratica le regine sono solo cinque, cui però si aggiungono numerose varietà coltivate.
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