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Lamium

di Paolo Cottini
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Annoverare nel proprio parentado un individuo di scarsa reputazione può comportare sgradevoli ripercussioni, che possono andare dall’indifferenza nei nostri confronti fino alla messa al bando o ai margini della società. Nel mondo delle piante da giardino, questo è il malinconico ma ingiusto destino toccato in sorte al genere Lamium, il quale sconta le conseguenze della brutta fama guadagnatasi da un suo membro, L. purpureum. Il “reietto” in verità si limita ad infestare ambienti ruderali, orti e vigne in tutta Italia e anzi in tutta Europa, ma la cosa non sarebbe così grave, se il fogliame dell’intero genere non ricordasse da vicino quello delle comuni ortiche. Insomma, due etichette poco felici, le quali rischiano di mettere in cattiva luce un gruppo di piante erbacee che, al contrario, meriterebbero di essere meglio conosciute ad apprezzate. E pensare che, da un lato, L. purpureum di norma non s’affaccia neppure nei giardini ben curati, mentre dall’altro per distinguere le ortiche dai Lamium basta osservare i fiori di entrambi, talmente diversi che non è nemmeno il caso di parlarne. Una volta superati i pregiudizi, non resta altro che stendere il panegirico di un genere sottovalutato, eppure ricco di pregi estetici e apportatore di vantaggi decorativi e funzionali di non poco conto. Il suo patrimonio è formato da una cinquantina di specie – distribuite fra Europa, Africa ed Asia – anche se in pratica le regine sono solo cinque, cui però si aggiungono numerose varietà coltivate.

Le specie ornamentali

Specie

Altezza

Colore dei fiori

Note

 

Lamium album

20-40 cm

Bianco

Si naturalizza facilmente anche su suoli argillosi

Lamium galeobdolon (Lamiastrum galeobdolon)

20-60 cm

Giallo

Si propaga ampiamente tramite stoloni

Lamium garganicum

40-50 cm

Rosa scuro / rosso

Ha un portamento eretto o tappezzante

Lamium maculatum

20-80 cm

Rosso-violaceo

Non tollera molto l’ombra piena, soprattutto se il suolo è umido

Lamium orvala

40-100 cm

Marrone rossastro

E’ la specie più attraente per dimensioni e colori dei fiori

 

Uno su tutti: Lamium maculatum

La specie più nota – in Italia è molto diffusa in natura – è anche la più disponibile a fornire occasioni d’oro agli ibridatori, alla ricerca continua di forme nuove da giardino. L. maculatum è un’erbacea perenne che grazie ai suoi stoloni si propaga in ‘tappeti’ di ampie dimensioni. Il colore dei fiori varia fra il rosa carico e il rosso-violaceo, ma qualche volta rasenta pure il bianco. Molto belle sono le foglie, la cui mutevolezza viene accuratamente sfruttata: talvolta sono solo verdi, ma più spesso sono percorse da strisce irregolari bianco-argentee, magari virando al giallo o al grigio nello sfondo. Il numero di cultivar di L. maculatum ha ormai superato la trentina di unità.

 

v     ‘Anne Greenaway’: foglie irregolarmente bordate di giallo, con centro grigio venato di bianco

v     ‘Cannon’s Gold’: foglie di colore quasi interamente giallo chiaro, con sottile linea bianca

v     ‘Carneum’: foglie verdi e fiori rosa-carne

v     ‘Chequers’: ha i fiori più scuri fra tutte le varietà; foglie grandi con ampia striscia bianca

v     ‘Golden Nugget’: fiori rosso-violacei che contrastano bene con le foglie di un insolito giallo chiaro

v     ‘Orchid Frost’: fiori rosa lavanda su foglie argentee bordate di verde scuro

v     ‘Pink Pearls’: fiori bianco-rosei e foglie piccole, piatte, con sottile linea bianca centrale

v     ‘Pink Pewter’: una delle migliori varietà a fiore rosa; foglie maculate d’argento

v     ‘Roseum’: rassomiglia a  ‘Carneum’, ma ha foglie striate di bianco

v     ‘Salmoneum’: fiori rosa-salmone e foglie verdi con striscia centrale di un bianco netto

v     ‘Silbergroschen’: foglie quasi completamente grigie, con margine verde; fiori rosa vinoso

v     ‘White Nancy’: una delle varietà più popolari, la sola ad avere foglie argentee con fiori bianchi.

 

 

In giardino

La principale forma d’impiego dei Lamium è, ovviamente, quella di tappezzare ampie aree del giardino, sia in ombra sia a mezz’ombra, specialmente sotto la chioma di alberi e grandi arbusti, ma per chi ama la precisione è possibile operare distinzioni tanto fra le cinque specie quanto fra le cultivar.

 

Specie

Trattandosi di piante molto rustiche s’incontrano raramente problemi d’adattamento ai nostri climi, ma, al contrario, la sola preoccupazione deve riguardare un certo controllo, perché la tendenza ad infestare (che è enorme per L. purpureum) è sempre incombente. L. garganicum si presta bene a vivere in luoghi asciutti, anche fortemente ombreggiati. L galeobdolon si adatta ovunque, ma è particolarmente apprezzato nelle zone a clima fresco. L. album si diffonde con facilità anche su terreni poco drenati, a condizione che siano fertili; non necessita di grandi cure e perciò va bene nelle aree pubbliche. L. maculatum è, fra tutte, la specie che meno gradisce l’ombra assoluta. L. orvala è ideale per popolare i margini delle aree alberate, là dove arriva anche un po’ di sole.

 

Cultivar

La varietà L. galeobdolon ‘Hermann’s Pride’ è una delle migliori, formando un rilievo alto non meno di 25 cm e allargandosi sul terreno per poco più, se coltivata da seme; altrimenti è assai più vigorosa e invadente. Il suo sito più adeguato è un angolo scuro del giardino, dove il giallo dei suoi fiori brilla in modo vivace. Anche le cultivar di L. maculatum sono perfette a mezz’ombra, ma sono un po’ meno invadenti e, in ogni caso, si possono eliminare quando si vuole se si sono propagate eccessivamente. L. m. ‘White Nancy’, per es. si trova benissimo sotto i rami degli arbusti da fiore, come i Viburnum: Ha uno sviluppo più lento e si estende più in ampiezza che in altezza. L. m.  ‘Orchid Frost’ è invece una varietà molto vigorosa, senza peraltro essere invadente, poiché raggiunge un massimo di 1 m d’ampiezza: è riccamente colorata, con le sue foglie argentate di grande impatto scenografico che creano un bel contrasto con il verde delle altre piante. Inoltre, essa tollera bene il caldo e l’umidità, trovandosi a suo agio in compagnia con le Heuchera, le Hosta, le Astilbe e anche le felci, non meno che con le azalee. Si può anche impiegare al margine delle bordure o per sostituire i “buchi” formatisi dopo che le bulbose sono sfiorite.

Coltivazione

Non s’incontrano difficoltà particolari nella coltivazione dei L., perché sono piante resistenti, rustiche e anche troppo vigorose. Accettano qualunque tipo di terreno, anche se quello un po’ umido è più gradito. Per l’esposizione, la mezz’ombra è da loro pure preferita, ma esse tollerano anche il sole e ancor meglio l’ombra piena. Pur essendo così versatili e disponibili, i L. tuttavia necessitano di qualche cura: la loro ridondante produzione di giovani plantule va in qualche misura controllata, altrimenti le piante originali vengono gradualmente sopraffatte. Questo non è accettabile, perché le varietà non mantengono gli stessi caratteri se nascono da seme. Di norma, la moltiplicazione si effettua utilizzando i fusti stoloniferi che radicano al suolo, oppure mediante divisione dei cespi erbacei, rimettendoli a dimora, in primavera o in autunno. Di norma i L. sono immuni da malattie, ma in qualche caso sono attaccati dalle limacce.

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