IpheionUn fiore che merita di piùCi sembra giusto parlare di un fiore che, pur dotato di tutte le qualità che vedremo, viene inspiegabilmente trascurato, o quasi, pressoché a livello internazionale. Possiamo sì reperirne i bulbi, almeno delle varietà più note, presso i migliori vivai, senza eccessive difficoltà, ma ciò che stupisce è che quasi nessuno ne parla: non i grandi magazines che a volte si occupano anche di minuzie “verdi”, non i celebrati manuali dei paesaggisti storici di fama mondiale (tanto Gertrude Jekyll quanto Vita Sackville-West lo ignorano) e neppure gli illuminati saggisti oggi di gran moda, che con serietà insegnano l’etica botanica, finalizzata a far sì che le piante vengano trattate bene, altrimenti muoiono o si arrabbiano. Silenzio perfino da parte della grande ragnatela di Internet, dove si fa molta fatica a cliccare su qualche sito che ne scriva per più di tre o quattro righe. Viene quasi il dubbio che stiamo per ingaggiare una battaglia contro i mulini a vento e che, in realtà, siamo nel torto a cercare di promuovere una bulbosa che infine non è gran cosa. Nemmeno per sogno, replichiamo noi, perché invece Ipheion è un genere piccolissimo, ma battagliero e generoso, che a nostro avviso è in grado di regalare molto al nostro giardino, senza pretendere quasi nulla in cambio.
Specie e varietàOriginario di alcuni paesi sudamericani (Argentina, Uruguay, Bolivia), il genere I. conta appena su una decina di specie, una sola delle quali, Ipheion uniflorum, viene utilizzata per scopi ornamentali. Poche altre specie, come I. hirtellum e I. dialystemon, al momento restano materia per pochi raffinati cultori della materia. Le cultivar più note di I. uniflorum sono quattro o cinque, cui si aggiungono un paio di ibridi, ma c’è da scommettere che questo numero sarà destinato a crescere nei prossimi anni.
In breveTipo di pianta: Bulbosa erbacea perenne Famiglia: Liliaceae (Alliaceae) Parenti stretti: Allium, Brodiaea, Triteleia Dimensioni massime: 20 (altezza) x 15-20 cm (una pianta) Portamento: Scapi eretti o un po’ arcuati Foglie: Basali, lunghe, lineari Colore foglie: Verde grigio, glauche Fiori: Forma a stella, 4-5 cm Profumo: Delicato nei fiori Fioritura: Abbastanza prolungata, tra marzo e aprile Rusticità in Italia: Ottima
Un po’ di botanicaGli I. sono piante bulbose, erbacee perenni, che appartengono alla famiglia delle Liliaceae o meglio Alliaceae, il che sottolinea la loro affinità con il noto genere dell’aglio (Allium). I loro piccoli bulbi sono provvisti di radichette piuttosto carnose. Le foglie costituiscono una parte importante della pianta, sia per la loro forma “a nastro” (stretta e allungata), sia per il colore verde un po’ glauco, sia anche per la loro persistenza. Ogni stelo (o scapo), alto circa 20 cm, porta uno o talvolta due fiori a stella, simili ad un imbuto appiattito o ad una campanula di 4 cm, con petali colorati di bianco puro, azzurro, blu o violetto.
Perché coltivarli
ColtivazioneTerreno. Normale terreno da giardino, possibilmente un po’ sassoso e sciolto, che non presenti problemi di ristagno d’acqua. Tollerano sia il suolo acido sia quello calcareo. Temperatura invernale. Fino a -10°C non sorgono problemi, ma sotto questa soglia è opportuno coprire i bulbi con un buono strato di pacciamatura. Esposizione. La mezz’ombra è la più indicata, meglio se offerta dal fogliame di piante decidue più alte. Tuttavia, è accettabile anche il soleggiamento diretto della mattina, seguito da una protezione pomeridiana. Messa a dimora. Come per le altre bulbose primaverili, i bulbi vanno posti in masse sotto pochi centimetri di terra fra ottobre e novembre. Cure. Durante il periodo di fioritura il suolo deve essere sempre un po’ umido. Le piante vanno in dormienza alla fine della primavera, per poi rispuntare, con il fogliame, in autunno. Durante l’estate è meglio non annaffiare, soprattutto se il terreno drena a fatica, mentre le foglie avvizzite vanno eliminate. Se dopo alcuni anni la fioritura s’impoverisce, a fine primavera occorre togliere i cespi dal terreno, dividere i bulbi e ripiantarli immediatamente. Nemici. Gli I. sono spesso preda ambita di limacce e chiocciole. Moltiplicazione. Si propaga da seme in primavera, ma le cultivar si ottengono solo con nuovi germogli. Ancor più indicata è, in estate, la divisione dei bulbi e il distacco dei bulbilli che vanno messi subito a dimora. EtimologiaIpheion è termine di origine incerta. Forse deriva da un nome di pianta ignota citata dal greco Teofrasto (IV-III sec. a. C.) come ifuon (gr. Ίφυον), poi ripresa e resa immortale dal botanico Constantin Rafinesque nel 1836. |
Erbacee
Newsletter di GiardiniRicevi via email le ultime novità da Giardini.biz Acquista Giardini
oppure acquista una copia singola Contatta GiardiniPer richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui. Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui. ForumSegui il forum di Giardini.biz |
|