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Museo all'aperto di Teodone in Val Pusteria

di Eliana Contri
  • Giardini da visitare
  • Uno steccato detto “Flechtzaum” con greca di rami d’abete intrecciati delimita il prato che ospita il forno per il pane.
  • L’orto –giardino del Maso “Hofeler”, casa di contadini del 16° secolo, proveniente da Selva dei Molini. Nel tino, l’acqua dove macera l’ortica, da usare nell’orto.
  • Vicino al vecchio legno dello steccato, spiccano il rosa intenso dei Cosmos bipinnatus, dei Sedum e il giallo solare degli Helianthus
  • Davanti al maso in legno scuro, i colori dell’orto giardino: girasoli, dalie, nasturzi escono dallo steccato che difende gli ortaggi dagli animali.
  • Su finire dell’estate, negli orti del Museo di Teodone, trionfano i colori intensi dei piccoli Aster o settembrini, della Rudbeckia, della Solidago, dell’Achillea …
  • Il giardino per le api, davanti all’edificio che ospita vari tipi di alveari e l’attrezzatura per l’estrazione del miele e della cera.
  • Intorno all’erba cipollina, ai ravanelli, al finocchio, alle insalate, una corona di fiori accompagna la staccionata.
  • Un piccolissimo ma fioritissimo orto, tutto chiuso nella sua recinzione, all’interno di un prato.
  • La massa fiorita degli astri, dei Cosmos, dei Sedum, copre la gradinata che conduce alla casa degli alveari.
  • Il giardino per le api con gli eliantemi e i girasoli così alti da raggiungere la tettoia della costruzione.
  • L’elegante Maso “Mair Am Hof” che risale al 1700, costituisce il primo nucleo e il punto di partenza per la visita del Museo.
  • L’orto delle erbe aromatiche con il basilico, la menta, l’erba cipollina, il timo… ospita sempre dei fiori e diventa quasi un giardino.
  • Una panoramica sulle diverse tonalità di rosa degli astri, dei Cosmos e dei Sedum che fioriscono nel “giardino per le api”.
  • L’orto delle erbe aromatiche con la sua bellissima staccionata bloccata da una greca di rami d’abete intrecciati.
  • Intorno allo steccato che protegge i vecchi alberi da frutto, fioriscono girasoli, Rudbeckia, tageti e nasturzi

Il Museo all’aperto di Teodone, in Val Pusteria ospita antichi masi, attrezzi, fienili, mulini e orti che testimoniano la vita rurale del passato nel Sudtirolo
 
In Val Pusteria, ad un passo dalla bella città di Brunico c’è un borgo chiamato Dietenheim in tedesco, Teodone in lingua italiana, che conta appena 650 abitanti ma vanta un ricco Museo etnografico dove sono raccolti arnesi da lavoro, case, edifici rustici, costumi e tutto quello che serve a documentare la vita e l’architettura rurale del Sudtirolo, a partire dal ‘500 e sino al recente passato. Si tratta di un Museo all’aperto, le case e le costruzioni rustiche e tutte le suppellettili e le attrezzature che l’arredano, sono state trasferite dai luoghi originari delle diverse valli del Sudtirolo e ricostruite tra i prati di Teodone in modo così accurato e naturale, che si può quasi pensare si trovino lì da sempre.  Entrare nel Museo è come fare un viaggio attraverso il tempo e trovarsi all’improvviso in un passato che pure sembra perduto per sempre.
La prima casa del Museo, un elegantissimo maso settecentesco affiancato dal tipico fabbricato del fienile con stalla, costituisce il primo nucleo del Museo e il punto di partenza per andare alla scoperta degli oltre 17.000 oggetti che fanno parte della raccolta.
 
Masi, fiori e orti
Si percorre un sentiero che si inoltra tra i prati erbosi e subito si incontrano i primi edifici: un antico fienile su palafitte, un granaio datato 1497, un forno per il pane e poi stalle, segherie, fucine, malghe, mulini e di nuovo fienili di legno o con il tetto di paglia ed ecco altri masi. Questi sono masi spartani, anche se molto pittoreschi, non hanno niente in comune con la prima palazzina appartenuta a ricchi proprietari e fanno pensare a quanto doveva essere dura la vita di un contadino di quei tempi. Ma, a riscattare la nuda semplicità degli edifici, ecco gli orti, i magnifici orti fioriti che ancora oggi caratterizzano queste valli. C’è il piccolo orto di sussistenza con le file ordinate dei cavoli, delle insalate, delle coste, dei fagioli… tutto chiuso da una staccionata di pali orlata da file di girasoli e papaveri dalle tinte accese. Girasoli e papaveri erano coltivati non soltanto per la bellezza dei fiori, ma soprattutto per i loro semi, da aggiungere alla pasta del pane per renderlo speciale. E poi ci sono gli orti riservati alle erbe medicinali che avevano tanta importanza per la cura dei malanni più comuni, vi si coltivavano timo, ruta, issopo, levistico, camomilla, tanaceto, melissa…
 
Campi, api e steccati
Accanto agli orti, ecco i campetti dove veniva coltivato quanto era necessario per la vita di una famiglia: patate, segale, grano saraceno, fave e rape per il cibo e il lino dai bei fiori azzurri per le stoffe che le donne dovevano tessere in casa…
Fioritissimo e così lussureggiante da essere quasi impraticabile, un giardino per le api introduce all’edificio dove sono raccolte le attrezzature usate fin dai tempi antichi per l’allevamento delle api e la raccolta del miele. Qui nasturzi, eliantemi, girasoli, astri, altee, calendule e valeriane formano macchie coloratissime visitate da nugoli di api.
Un’attenzione particolare meritano poi gli steccati che recingono gli orti o delimitano le superfici a prato: steccati a forbice o ”scharzaum”, steccati a rami d’abete intrecciati, steccato “ringzaun” della Val Aurina… ogni valle aveva un disegno particolare , ma tutti dovevano essere eseguiti senza adoperare né filo di ferro, né chiodi. Una tradizione questa che, per fortuna non è andata perduta e che il Museo di Teodone contribuisce a perpetuare.
 
Notizie utili
Teodone si trova ad 1 Km a nord-est da Brunico, a 850 m sul livello del mare.
Orari: da metà aprile a fine ottobre aperto dal martedì al sabato, dalle ore 9.30 alle 17.30. Domenica e giorni festivi: dalle ore 14 alle 18. Chiuso il lunedì.
 
(Foto di Ermes Lasagni)

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