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Aiuola con siepe di riviera

di Maurizio Zarpellon
  • Aiuole
  • Lavori e consigli
  • Schema per giardini di grandi dimensioni, ideale come siepe frangivento efficace in località dominate da vento forte e costante
  • Ecco una siepe adatta alla riviera, con clima asciutto, caldo e spesso ventoso, realizzabile in giardini anche piccoli.
  • Una siepe realizzata con piante basse sopravvento, poi piante alte e quindi di nuovo basse sottovento, forma quasi una rampa naturale che allunga la zona di protezione.
  • Al contrario, una siepe che forma una semplice barriera, magari anche più alta, crea un’eccessiva turbolenza sottovento ed è poco efficace.
  • Arbutus unedo, ovvero il corbezzolo, pianta tipica della macchia mediterranea. Ha portamento rigoglioso e folto, fogliame verde scuro e lucido, sempreverde e un’abbondante produzione di frutti invernali eduli, di colore rosso, molto ornamentali. I fiori si presentano contemporaneamente ai frutti e sono bianchi e campanulati. Se lasciato crescere liberamente può raggiungere agevolmente i 3-4 m di altezza. Ama il terreno ben esposto al sole e preferibilmente non calcareo.
  • Hibiscus syriacus ‘Oiseau Bleu’ , cultivar di ibisco tra le più resistenti al freddo invernale, adatta anche a pianure in clima continentale. Porta i suoi fiori grandi lillà-blu, simili a quelli della malva (infatti è una Malvacea), quasi tutta estate, da giugno a settembre inoltrato. Le ramificazioni robuste, coperte di foglie caduche, formano un cespuglio abbastanza eretto e folto. Non necessita di potature regolari ed è poco suscettibile ai parassiti.
  • Pittosporum tobira, tra i pittospori è il più diffuso, un vero classico per il clima marino. Ha fogliame sempreverde e lucente, fiori bianchi molto profumati in aprile-maggio, tollera le potature, si adatta alle più disparate condizioni e ha un’ottima resistenza al vento salmastro. Ha portamento regolare e compatto, se non è potato raggiunge i tre metri di altezza. Al momento del trapianto, verificare la struttura del terreno, se la tessitura è molto sabbiosa, aggiungere nella buca una percentuale di humus e un po’ di torba. Evitare di posare sul fondo del materiale drenante.

Schema per giardini di grandi dimensioni, ideale per siepe frangivento efficace in località dominate da vento forte e costante

 

Spesso la siepe per un giardino di riviera ha il duplice scopo di garantire riservatezza e riparo dal vento, poiché nella quasi totalità delle località marine è proprio il vento il problema principale. Occorre quindi scegliere piante che si sviluppano velocemente in altezza e che garantiscano compattezza tutto l’anno. Inoltre, devono essere resistenti alla salsedine e alla siccità, ora sempre più a causa della progressiva carenza di acqua. Altro elemento da non sottovalutare è la manutenzione, servono infatti arbusti a bassa manutenzione, dato che molte abitazioni in riva al mare vedono la presenza dei proprietari solo nel periodo estivo o durante le festività. Rispondono a tutte queste caratteristiche solo le piante rustiche.

 

La siepe mista per un giardino in riva al mare deve essere formata da piante forti e robuste. Il volume della siepe sarà in funzione delle esigenze del giardino, ma affinché la siepe sia anche un’efficace barriera contro il vento non basta un’altezza adeguata, infatti l’azione di deviazione del vento inizia già sopravvento alla siepe (anche 3-5 volte l’altezza) e la riduzione della velocità nella parte sottovento è molto più estesa, anche 15 volte l’altezza. Sottovento ad una siepe alta cinque metri, si forma una fascia protetta che può arrivare a 50-70 m.

Inoltre la funzione frangivento è svolta con maggiore efficacia quando la siepe non è eccessivamente fitta, l’ideale è una siepe con un’apertura della chioma del 30-40%. In questo modo si favorisce un’equilibrata ripartizione del vento che in parte supera la barriera della siepe, e in parte l’attraversa, così da evitare una sorta di turbolenza che ridurrebbe la zona protetta.

 

Elaeagnus x ebbingei

Arbusto ideale per il clima marino che unisce alla bellezza del fogliame, persistente e coriaceo, lucentezza e fiori profumati bianco-rosati e piccoli frutti rossi autunnali. Non supera i due metri di altezza e il portamento vigoroso e denso garantisce protezione e riparo. Ama il sole e il terreno fertile e poco calcareo, ma sa adattarsi ad ogni situazione, anche alla mezz’ombra. Sopporta egregiamente le potature drastiche.

 

Hibiscus syriacus ‘Oiseau Bleu’ 

Cultivar di ibisco tra le più resistenti al freddo invernale, adatta anche a pianure in clima continentale. Porta i suoi fiori grandi lillà-blu, simili a quelli della malva (infatti è una Malvacea), quasi tutta estate, da giugno a settembre inoltrato. Le ramificazioni robuste, coperte di foglie caduche, formano un cespuglio abbastanza eretto e folto. Non necessita di potature regolari ed è poco suscettibile ai parassiti.

 

Tamarix ramosissima

Amante del mare e della salsedine, è una pianta da spiaggia che il vento e il salino non sembrano intaccare. I fiori rosa sono piccoli e riuniti in grandi spighe erette, in giugno luglio. Per mantenere folta e compatta la vegetazione occorre potare a fine inverno. Si adatta a tutti i terreni tranne quelli calcarei.

 

Teucrium fruticans

Con questo arbusto non mancherà l’aroma, e la fioritura blu lavanda si protrarrà dalla fine della primavera all’autunno. Il fogliame è grigio bluastro, sempreverde e molto compatto. Il suo habitat preferito è proprio in riva al mare, sopportando benissimo sia la salsedine che il vento. Non supera mai il metro e mezzo, si impiega per siepi basse oppure in associazione ad altri arbusti.

 

Arbutus unedo 

Ovvero il corbezzolo, pianta tipica della macchia mediterranea. Ha portamento rigoglioso e folto, fogliame verde scuro e lucido, sempreverde e un’abbondante produzione di frutti invernali eduli, di colore rosso, molto ornamentali. I fiori si presentano contemporaneamente ai frutti e sono bianchi e campanulati. Se lasciato crescere liberamente può raggiungere agevolmente i 3-4 m di altezza. Ama il terreno ben esposto al sole e preferibilmente non calcareo.

 

Pittosporum tobira 

Tra i pittospori è il più diffuso, un vero classico per il clima marino. Ha fogliame sempreverde e lucente, fiori bianchi molto profumati in aprile-maggio, tollera le potature, si adatta alle più disparate condizioni e ha un’ottima resistenza al vento salmastro. Ha portamento regolare e compatto, se non è potato raggiunge i tre metri di altezza.

Al momento del trapianto, verificare la struttura del terreno, se la tessitura è molto sabbiosa, aggiungere nella buca una percentuale di humus e un po’ di torba. Evitare di posare sul fondo del materiale drenante.

 

VIVAIO ALPINIA
Maurizio Zarpellon
via Gambarello, 9
12013 Chiusa di Pesio (Cn)
Tel. 333 7437985
info@vivaioalpinia.it
http://www.vivaioalpinia.it
http://www.piantevivai.com

(Disegni di Daniela Baldoni)

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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