Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Anticipare la fioritura di annuali rustiche

di Paolo Cottini
  • Giardinaggio pratico
  • Lavori e consigli
  • Dianthus barbatus 'Messenger Mix'
  • Petunia hyb
  • Lathyrus odoratus 'Elizabeth Taylor'
  • Antirrhinum majus 'Floral Carpet'
  • Calendula officinalis 'Greenheart Orange'
  • Matthiola incana
  • Lobularia maritima 'Royal Carpet'
  • Delphinium ajacis
  • Bupleurum rotundifolium
  • Eschscholzia californica 'Dalli'
  • Rudbeckia hirta
  • Lathyrus odoratus ‘Elaine Paige'
  • Cynoglossum macrostylum
  • Centaurea cyanus
  • Phlox 'Of Sheep'
  • Digitalis purpurea cv.
  • Verbascum bombyciferum 'Silver Spire'
  • Verbascum thapsus
  • Digitalis purpurea
  • Petunia hyb.
  • Viola x wittrockiana 'Purple Splendour'
  • Corydalis sempervirens
  • Papaver nudicaule
  • Agrostemma githago
  • Dianthus barbatus 'Strawberry Parfait'
  • Eryngium giganteum

Prima del previsto
 La Penisola italiana - grazie alla sua posizione nel mare Mediterraneo, al forte legame con le Alpi e alla complessa conformazione orografica interna - è caratterizzata da una notevolissima varietà di climi e microclimi. Questa situazione da un lato rende attraente e multiforme il nostro Paese, ma dall’altro complica la vita a chi vorrebbe impostare un discorso generalizzato sui tempi e sulle tecniche di coltivazione di molte piante. In particolare, le erbacee annuali, anche a causa della loro stessa natura - che le vede nascere, fiorire e morire nell’arco di alcuni mesi - sono un tema scottante proprio ad iniziare dal momento della semina. Per semplificare le cose, si sa che tutta la categoria, di norma, viene suddivisa sia pure sommariamente in due grandi gruppi, le “annuali rustiche” e le “annuali semirustiche”, in modo da fornire al giardiniere una prima forma di orientamento, sia che egli operi nel Centro-nord, sia che egli “scenda in campo” nel Meridione o nelle Isole. Una seconda forma di aiuto deriva dalle tradizioni locali d’origine contadina, che in qualche misura hanno codificato certe date, “a partire dalle quali” è possibile dare il via ai lavori. Per es., nell’alta Lombardia, un antico proverbio raccomanda: “a sant’Albin, ciapa la sapa e va in giardin”, il che significa che la zappa può cominciare a scavare fin dal 1° di marzo. I giardinieri meridionali, invece, sono assai più fortunati perché, fatto salvo quel mesetto o poco più di “inverno” che li costringe al riposo, solitamente non devono aver timore, come i loro colleghi settentrionali, di eventuali ritorni delle devastanti gelate primaverili. Sembra quindi giusto andare in soccorso, con alcuni consigli, dei più bisognosi, a prescindere dal discorso delle date, che ovviamente può variare anche da zona a zona, pur nell’ambito dello stesso parallelo. Soprattutto, è importante sapere che, con alcuni accorgimenti, è possibile anticipare quella data magica, in modo che ne possano trarre beneficio sia i giardini (o balconi) sia le piante stesse!
 
I nostri consigli
Per tradizione, si sa che nel Centro-nord una data affidabile, dopo la quale non vi sono più gelate tardive, si aggira verso il 10 maggio. Quello è dunque il giorno in cui è possibile seminare all’aperto, anche se un anticipo è possibile e soprattutto auspicabile, perché una prudenza eccessiva rischia di far perdere alle piante le impagabili condizioni di fresco e d’umidità, necessarie per un più sano sviluppo.
Il momento più critico per le annuali è quando esse sono portate all’aperto, dopo essere state seminate e allevate nei loro primi passi al coperto. Quindi, se si decide di acquistare piantine già in vaso, occorre accertarsi che il vivaio abbia già provveduto a farle acclimatare gradualmente all’aperto.
Se non si è certi che la procedura di acclimatazione sia stata rispettata, basta esporre all’aperto le piantine durante il giorno, per tre o quattro giorni, ricoverandole poi di notte. Ciò sarà sufficiente per consentire alle strutture cellulari delle piante di adattarsi alle nuove condizioni, specialmente alla temperatura notturna più fresca. Ovviamente, occorre sorvegliare di continuo le previsioni del tempo, riguardo ad una possibile caduta improvvisa del termometro. In tal caso, le piante andranno ricoperte con tessuto non tessuto.
Spesso accade che alcuni vivai mettano in vendita le annuali rustiche troppo tardi. Di conseguenza, se si vuole piantarle all’aperto ancora in aprile (quando il tempo è ideale per una loro crescita più vigorosa), occorre fare da sé una semina precoce al coperto, utilizzando le vaschette alveolari.
Alcuni generi sono particolarmente adatti alla semina precoce al coperto. Per una buona semina fai-da-te, occorre innanzi tutto usare un ottimo miscuglio di terriccio perfettamente drenante. Poi, bisogna astenersi dalla tentazione di bagnare in eccesso, quindi vanno assicurate una buona circolazione d’aria e soprattutto molta luce. 
Quando le plantule hanno raggiunto dimensioni tali da poter essere maneggiate, va programmata l’uscita all’aperto per un breve periodo d’acclimatazione (pochi giorni). Si sceglierà un periodo in cui il sole non sia costante, ma anzi vi siano giornate piuttosto fresche e piovigginose.
Una volta acclimatate, le piantine possono essere trapiantate nella loro dimora definitiva, se possibile con identiche condizioni meteorologiche.
Nei loro primi giorni di vita all’aperto, le annuali vanno annaffiate abbondantemente, ogni tre o quattro giorni, per una decina di giorni. In seguito, le loro radici inizieranno a muoversi e ad allungarsi nel terreno.
Altri generi di annuali non amano il trapianto e preferiscono non essere manipolate. Per loro si deve operare con una semina diretta in campo, nella loro dimora definitiva, che però va effettuata in autunno, permettendo ai semi di prepararsi alla nascita primaverile.
Al momento della nascita, occorre saper distinguere bene le piante ornamentali dalle erbacce: queste ultime sono ovviamente caratterizzate da una disposizione nel terreno assai più casuale.
In campo, le annuali seminate vanno accuratamente diradate: un numero eccessivo di plantule non consente un corretto sviluppo per tutti gli esemplari. In seguito, esse faranno quasi tutto da sé (ma un occhio al maltempo va sempre dato!).
Come per le annuali, anche le biennali si avvantaggiano di una crescita migliore, se vengono
seminate in anticipo, quando la primavera è ancora fresca. Molte di loro possono essere facilmente trapiantate all’aperto, dopo essere state seminate al coperto.
 
Annuali da seminare in anticipo al coperto

  • Antirrhinum majus
  • Calendula officinalis
  • Lobularia maritima
  • Matthiola
  • Petunia
  • Viola

 
Annuali da mettere a dimora direttamente

  • Agrostemma githago
  • Bupleurum rotundifolium
  • Centaurea cyanus
  • Corydalis sempervirens
  • Cynoglossum
  • Delphinium ajacis
  • Eschscholzia californica
  • Lathyrus odoratus
  • Papaver alpinum, nudicaule, somniferum
  • Phlox drummondii
  • Rudbeckia hirta

 
Biennali da seminare in anticipo

  • Dianthus barbatus
  • Digitalis purpurea
  • Eryngium giganteum 
  • Verbascum
»
  • Share/Save

Giardinaggio pratico

  • Anticipare la fioritura di annuali rustiche
  • Arbusti piccoli e nani
  • Ceratostigma e Mahonia
  • Euphorbia e Viburnum
  • Gaura e Perovskia
  • Giardino naturale
  • I cinque sensi in giardino
  • Il lavoro delle sempreverdi
  • Illeggiadrire il giardino con fiori minuti
  • Iris e Ophiopogon
  • La fabbrica dei fiori
  • Perenni da abbinare a bulbi precoci
  • Perenni per ogni clima
  • Piante in tavola
  • Piante per giardini umidi
  • Piante per la stagione grigia
  • Profumare l'inverno
  • Sconfiggere l'ombra arida
  • Sfidare la siccità
  • Toni sul giallo per indorare il giardino
  • Tutto sulle siepi
  • Viva il rosso

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!