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Orchidee: rinvasi

di Giancarlo Pozzi
  • In casa
  • Lavori e consigli
  • Consigli per il rinvaso delle orchidee
  • E' il momento di rinvasare!
  • Si toglie la pianta dal vaso, si tagliano tutte le radici marce e anche di più e si disinfetta quel che resta delle radici con un fungicida.
  • Si rinvasa in un vaso nuovo e con bark nuovo.
  • Si lascia la pianta all’aria per un paio di giorni in modo che si asciughi bene.
  • Si rinvasa in un nuovo vaso con bark nuovo.
  • Si rinvasa in un nuovo vaso con bark nuovo.
  • l substrato ideale è costituito da corteccia per orchidee, si tratta di corteccia di Douglasia trattata, facilmente reperibile in tutte le giardinerie.

Le giornate si allungano sempre più e anche le orchidee sentono l’arrivo della primavera producendo nuova vegetazione, il mese di aprile è il momento giusto per i rinvasi delle piante che ne avessero bisogno.

I rinvasi, infatti,  non si fanno “a calendario”, ma solo quando si rendono necessari, cioè in tre occasioni:

  • quando la pianta è cresciuta troppo, ha riempito il vaso e la prossima vegetazione uscirebbe fuori dal contenitore
  • quando il bark, cioè la corteccia in cui le orchidee sono coltivate, è esaurito, in pratica questa sostanza con il tempo si decompone e ogni 3, massimo 4 anni, deve essere sostituita
  • quando le radici sono marce, in questo caso la pianta deve essere trapiantata il più presto possibile

 

Cambio del vaso quando le radici sono marce

Si toglie la pianta dal vaso, si tagliano tutte le radici marce e anche di più (ricordiamo che il medico pietoso fa la piaga purulenta) e si disinfetta quel che resta delle radici con un fungicida. Per le orchidee coltivate in casa si può usare la cannella in polvere, che ha una buona azione fungicida e battericida.

Si lascia la pianta all’aria per un paio di giorni in modo che si asciughi bene quindi si rinvasa in un vaso nuovo con bark nuovo.

 

Substrato

l substrato ideale è costituito da corteccia per orchidee, si tratta di corteccia di Douglasia trattata, facilmente reperibile in tutte le giardinerie.

In commercio se ne trova di diversi tipi, i più comuni sono: corteccia pura, corteccia con aggiunta di torba o corteccia con polistirolo e gommapiuma.

Ognuno di questi composti ha suoi pregi e difetti, tutti e tre vanno bene, conosco appassionati orchidofili che hanno ottimi risultati e fioriture meravigliose ognuno con composti diversi.

L’importante è fare una scelta e usare un composto unico per tutte le piante, avere piante con composti diversi vuol dire avere comportamenti diversi, ad esempio piante che asciugano in modo diverso.

Importante: il substrato (corteccia di Douglasia) deve essere messo a bagno qualche ora prima di essere utilizzato altrimenti diventa problematico bagnarlo.

 

(Disegni di Daniela Baldoni)

 

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Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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