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Farfalle diurne

di Alessandro Mesini
  • Amici animali
Farfalle diurne: una gioia a vedersi!
Farfalle diurne: una gioia a vedersi!

 
Le farfalle oltre che belle sono un importante indicatore: la loro presenza è garanzia di un ambiente sano, naturale ed equilibrato dove è possibile compiere un delicato ciclo biologico come quello dei colorati lepidotteri.
Le farfalle non tollerano i pesticidi e i prodotti chimici, hanno bisogno di angoli tranquilli e a protezione integrale (nessuna pratica agricola), necessitano di una gamma di piante da fiore nutrici in grado di sostentarle dalla primavera all’autunno.
 
Ciclo vitale
Il loro ciclo vitale si divide in quattro stadi:

  • le uova deposte in luogo riparato e caldo
  • le voraci larve, dette anche bruchi, che si cibano di tessuti verdi teneri (lamine fogliari e germogli)
  • la crisalide o pupa quando si rinchiude all’interno di un bozzolo per compiere la metamorfosi
  • l’adulto che ne sfarfalla capace di volare, spesso dagli splendidi colori

 
Vanessa atalanta
Fra le farfalle diurne italiane è forse quella più conosciuta. Ha un vastissimo areale di diffusione che comprende l’Europa, il Nord Africa, l’Asia fino alle regioni settentrionali dell’India, l’America centro-settentrionale. Grande volatrice, Vanessa è in grado di compiere vere e proprie migrazioni. Vive nei prati e negli spazi aperti ai margini dei boschi, si lascia avvicinare con più facilità delle altre farfalle per sorprenderci con un guizzo finale. Ha un’apertura alare di circa 6 cm ed è facilmente riconoscibile per le ali anteriori nere barrate, a netto contrasto, di rosso aranciato e impreziosite da macchie bianche. Le ali inferiori sono di color bruno con un’orlatura rosso aranciato attraversata da una fascia di puntini neri. Maschio e femmina sono simili.
 
Pieris
Le cavolaie, maggiore (Pieris brassicae) e minore (Pieris rapae), vivono nei prati, nei campi e negli orti. Le larve di colore verde si sviluppano ai danni del cavolo procurando sulle foglie le caratteristiche brucature che possono interessare anche la quasi totalità della pianta, specie se questa è giovane e ha ancora la conformazione a palla, nel qual caso restano soltanto le costolature. La cavolaia maggiore arriva ad un’apertura alare di 7 cm, le ali anteriori hanno l’apice ed una marginatura superiore nero antracite che risaltano sul colore giallo chiaro o bianco crema del fondo. La cavolaia minore, molto diffusa, e poco appariscente, raggiunge un’apertura alare di 5 cm. Il disegno è simile a quello della cavaloia maggiore, ma più ridotto. In entrambi i casi, le femmine si distinguono dai maschi per le due macchie nere sulle ali anteriori.
 
Danaus plexippus
La farfalla Monarca è una farfalla di origine americana. Migratrice per eccellenza ha allargato il suo areale, anche in modo fortuito, ed ora si trova anche in Australia, in Indonesia, nelle Isole Canarie e da qui ha iniziato a colonizzare l’Europa. Oggi è possibile osservarla in diversi siti sulle coste mediterranee. Grande, anzi grandissima, con un’apertura alare fino a 10 cm, vive negli spazi aperti. Le larve si sviluppano a spese di piante del genere Asclepias e specie simili. Facile da riconoscere, non solo per le dimensioni, ma anche per la splendida livrea di colore arancione arricchita da un reticolo nero e da piccole macchie bianche incluse. Il reticolo nero sottolinea le nervature che irrobustiscono le ali.
 
Per saperne di più
www.thais.it, www.butterflyarc.it, www.ibc.regione.emilia-romagna.it
 
(Disegno di Gabriella Gallerani)

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AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.