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Illuminazione e risparmio energetico

di Eraldo Antonini
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  • “45” lampada Flos per installazioni da terra, parete o plafone, con diverse possibilità di orientamento del fascio luminoso. Disponibile sia per lampadina a vapori di alogenuri metallici da 20W, sia per lampadina ad alogenuri da 45W.
  • “Led.y” di Targetti in versione miniproiettore orientabile, monta un led Luxeon da 1W, disponibile in 5 colori.
  • “Trilly” di Castaldi è un diffusore per esterni con tecnologia led ad alta emissione. Con soli 2,5W di potenza è in grado di generare effetti luminosi per l’illuminazione scenografica del giardino.
  • “Trilly” di Castaldi è un diffusore per esterni con tecnologia led ad alta emissione. Con soli 2,5W di potenza è in grado di generare effetti luminosi per l’illuminazione scenografica del giardino.
  • “Ofu” di Reggiani, design Alvaro Siza. Il corpo in alluminio pressofuso contiene le tecnologie di alimentazione, il diffusore in metacrilato opale o trasparente, diffonde la luce delle sorgenti luminose previste: alogenuri metallici, fluorescenti compatte e led cambiacolre.
  • “Ofu” di Reggiani, design Alvaro Siza. Il corpo in alluminio pressofuso contiene le tecnologie di alimentazione, il diffusore in metacrilato opale o trasparente, diffonde la luce delle sorgenti luminose previste: alogenuri metallici, fluorescenti compatte e led cambiacolre.
  • “Verdeluce” di Artemide design Franco Raggi, apparecchio per lampade fluorescenti compatte da 23W. Il diffusore ospita una pianta ed è anche possibile installare un impianto d’irrigazione automatico.
  • Lampada a fungo Gardena, equipaggiata con lampada alogena da 10W.
  • “Plane” di Thorn, apparecchio a led da incasso per suolo o pareti. Nei colori bianco, blue, rosso, verde, giallo, potenze dai 4 ai 14W.
  • “Plane” di Thorn, apparecchio a led da incasso per suolo o pareti. Nei colori bianco, blue, rosso, verde, giallo, potenze dai 4 ai 14W.
  • “Tamburo” di Flos disegnata nel 1973 da Tobia Scarpa. Emette una luce diretta solo verso il basso, in ottemperanza alla normativa di legge, schermata mediante una ghiera alettata e diffusa da un vetro di protezione sabbiato. Può alloggiare apparecchiature per sorgenti luminose a ioduri metallici o a fluorescenza compatta.
  • “Band” di Thorn, apparecchio led da incasso con 10 led Lumileds a bassa tensione, in vari colori: bianco, blu, rosso, verde e giallo. Corpo in alluminio estruso, vetro di chiusura temperato 6 mm, cassaforma in acciaio inox.
  • “Band” di Thorn, apparecchio led da incasso con 10 led Lumileds a bassa tensione, in vari colori: bianco, blu, rosso, verde e giallo. Corpo in alluminio estruso, vetro di chiusura temperato 6 mm, cassaforma in acciaio inox.
  • “Musa” di Disano apparecchio in alluminio presso fuso, da applicare a parete, o su colonnina in estruso. Verniciato con polvere epossipoliestere grigio grafite, resistente alle corrosioni e alle nebbie saline. Disponibile con lampade fluorescenti compatte e con lampade colorate, led mutanti o con corpo colorato.
  • “Led.y” apparecchi di illuminazione Targetti, con corpo in alluminio purissimo anodizzato, equipaggiati con sorgenti led di lunghissima durata e disponibili in cinque colori (bianco, blu, ambra, rosso e verde) o led Luxeon, diodi luminosi di nuova generazione, caratterizzati da una potenza molto più elevata. Possono essere installati anche sotto acqua in piscine o fontane, senza essere soggetti a corrosione.
  • “Led.y” apparecchi di illuminazione Targetti, con corpo in alluminio purissimo anodizzato, equipaggiati con sorgenti led di lunghissima durata e disponibili in cinque colori (bianco, blu, ambra, rosso e verde) o led Luxeon, diodi luminosi di nuova generazione, caratterizzati da una potenza molto più elevata. Possono essere installati anche sotto acqua in piscine o fontane, senza essere soggetti a corrosione.
  • “Led.y” apparecchi di illuminazione Targetti, con corpo in alluminio purissimo anodizzato, equipaggiati con sorgenti led di lunghissima durata e disponibili in cinque colori (bianco, blu, ambra, rosso e verde) o led Luxeon, diodi luminosi di nuova generazione, caratterizzati da una potenza molto più elevata. Possono essere installati anche sotto acqua in piscine o fontane, senza essere soggetti a corrosione.
  • Nuovissimo apparecchio d’illuminazione che Osram presenterà a LivinLuce. “Ytis” è una “torcia” da giardino autonoma equipaggiata con led. Si utilizza sia negli interni che negli esterni. Porta sino a 24 led per torcia, disponibile in 4 colori: rosso, arancione, blu o bianco. Funziona a batterie ricaricabili sino a 500 volte e ha un’autonomia di 5 ore.
  • Nuovissimo apparecchio d’illuminazione che Osram presenterà a LivinLuce. “Ytis” è una “torcia” da giardino autonoma equipaggiata con led. Si utilizza sia negli interni che negli esterni. Porta sino a 24 led per torcia, disponibile in 4 colori: rosso, arancione, blu o bianco. Funziona a batterie ricaricabili sino a 500 volte e ha un’autonomia di 5 ore.
  • “Milo” è una gamma di proiettori Thorn a led per esterni con regolazione del fascio luminoso e proiezione d’immagini fino a 10 m. Il sistema ottico, con regolazione integrata del fascio da 10° a 24°, consente di variare l’apertura di luce dopo l’installazione. E’ disponibile anche in versione subacquea. La sorgente luminosa è un led da 2,4W, nei colori bianco, rosso, blu, verde e   giallo.
  • “Milo” è una gamma di proiettori Thorn a led per esterni con regolazione del fascio luminoso e proiezione d’immagini fino a 10 m. Il sistema ottico, con regolazione integrata del fascio da 10° a 24°, consente di variare l’apertura di luce dopo l’installazione. E’ disponibile anche in versione subacquea. La sorgente luminosa è un led da 2,4W, nei colori bianco, rosso, blu, verde e   giallo.
  • “Reed” di Artemide, design Klaus Begasse, è un oggetto eolico: gli steli flessibili si muovono al minimo soffio di vento, come canne al vento. Sono in fibra di vetro, bloccati a terra con una piastra di fissaggio, ognuno contiene un led bianco.
  • “Pollicino” di Castaldi, segnavia luminoso a tenuta stagna, infrangibile e resistente alla corrosione, emette luce morbida e diffusa. Utilizza led ad alta emissione, con alimentatore elettronico incorporato o lampade fluorescenti a funzionamento elettronico da 6 W, con luce bianca o blu.
  • Lampada Osram “Dulux el sensor” che si accende e si spegne automaticamente in base alla quantità di luce naturale disponibile. Il sensore riconosce la composizione spettrale della luce senza essere influenzato dalla luce della lampada stessa. Ha una durata media fino a 15.000 ore e sensore crepuscolare integrato nell’attacco della lampada.
  • “Pencil” di I Guzzini, design Jean Michel Wilmotte, sistema di apparecchi da camminamento proposto in forma cilindrica o a parallelepipedo, studiato per l’impiego di sorgenti luminose fluorescenti. Ha un aspetto fortemente connotato dal taglio verticale degli schermi diffusori microforati, singoli o doppi. Può essere mono o biemissione. Sorgenti luminose fluorescenti da 8W a 28W alimentate elettronicamente.
  • “iWay“ di I Guzzini, design Jean Michel Wilmotte, apparecchio da camminamento, con corpo di forma cilindrica o a parallelepipedo realizzato in estruso di alluminio con schermo in policarbonato. L’emissione del flusso luminoso può essere di 360°, oppure contenuto o guidato attraverso particolari schermi di orientamento: ottica 360°, emissione 180°, emissione 90°+90° ed emissione 180° con segno di luce. Sorgenti luminose: alogenuri metallici, fluorescenti, led.
  • “Carrera” apparecchio carrabile a incasso per uso esterno di Ghidini, a diffusione simmetrica o asimmetrica, monta lampada a vapori metallici alogenuri o lampada a vapori di sodio ad alta pressione, di diversa potenza. Ha cornice in alluminio a filo pavimento o cornice in inox e controcassa in ferro con trattamento in cataforesi. Adatta per un’illuminazione di pareti e colonne, senza abbagliare. Disponibile con diversi filtri colorati.
  • La comune lampadina è una lampada ad incandescenza. Il principio di funzionamento si riconduce ad un filamento di tungsteno inserito in un bulbo di vetro sotto vuoto nel quale è stato inserito un gas inerte. Il filamento di tungsteno, percorso da elettroni si scalda e diventando incandescente emette energia sia termica, che luminosa. Buona parte dell’energia elettrica impiegata viene trasformata in calore e solo una modesta parte in luce pertanto l’efficienza è modesta (pari a 13 lumen per Watt erogato). La luce è di tonalità “calda”, con luce di colore “giallo”, e ha un indice di resa cromatica elevato, cioè l’occhio umano può distinguere bene tutti i colori. Il costo della lampada è estremamente basso ma i consumi sono elevati; hanno una durata media di 1000 ore di accensione. Un miglioramento delle lampade ad incandescenza è dato dalle lampade alogene
  • La lampada alogena contiene all’interno una miscela di alogeni (prevalentemente bromo) che consentono, durante l’accensione, agli atomi di tungsteno, raggiunti i 3000 gradi Kelvin, di ridepositarsi sul filamento stesso. Ciò comporta, rispetto alle lampade tradizionali, una maggiore durata (circa il doppio), una maggiore efficienza luminosa (intorno ai 22 lumen per watt erogato) e la luce emessa è “bianca”, quindi più “leggera” ma sempre con un’elevata resa cromatica.
  • Lampade a scarica elettrica di gas. Il principio di funzionamento si riconduce alla creazione di una differenza di potenziale tra due elettrodi immersi in vapori metallici o in un gas, che genera una scarica elettrica. Tale scarica genera energia luminosa nello spettro del visibile. Il grande vantaggio di questo principio è la maggiore quantità di energia che da elettrica si trasforma in luminosa a scapito della produzione di energia termica (calore). In questo caso l’efficienza luminosa aumenta da 4 a 10 volte rispetto alla tradizionale lampadina ad incandescenza.
  • La tipica lampada a scarica elettrica di gas è quella fluorescente (meglio nota come lampada “al neon”) sia nella versione tubolare (o circolare) che compatta. Quest’ultima consente di avere lampade di dimensioni contenute e di forme a globo, a cilindro, a piccoli tubi (generalmente 3). Hanno un’alta efficienza luminosa (dai 40 ai 60 lumen per Watt assorbito): una lampada da 20 watt emette una quantità di luce paragonabile ad una lampadina ad incandescenza di 100 watt. Inoltre le lampade fluorescenti compatte hanno una notevole durata (intorno le 10.000 ore) purché l’accensione e lo spegnimento non siano molto frequenti nell’arco delle 24 ore (non dovrebbero essere superiori alle 10 volte /giorno). Le lampade fluorescenti hanno una resa cromatica che varia a seconda del tipo di sostanza fluorescente utilizzata.
  • La tipica lampada a scarica elettrica di gas è quella fluorescente (meglio nota come lampada “al neon”) sia nella versione tubolare (o circolare) che compatta. Quest’ultima consente di avere lampade di dimensioni contenute e di forme a globo, a cilindro, a piccoli tubi (generalmente 3). Hanno un’alta efficienza luminosa (dai 40 ai 60 lumen per Watt assorbito): una lampada da 20 watt emette una quantità di luce paragonabile ad una lampadina ad incandescenza di 100 watt. Inoltre le lampade fluorescenti compatte hanno una notevole durata (intorno le 10.000 ore) purché l’accensione e lo spegnimento non siano molto frequenti nell’arco delle 24 ore (non dovrebbero essere superiori alle 10 volte /giorno). Le lampade fluorescenti hanno una resa cromatica che varia a seconda del tipo di sostanza fluorescente utilizzata.
  • Un altro tipo di lampada a scarica elettrica di gas è quella al sodio, anch’essa caratterizzata da alta efficienza (sino a 10 volte rispetto a quella ad incandescenza) e lunga durata. Ha il difetto di emettere una luce dalla dominante gialla.
  • Un altro tipo di lampada a scarica elettrica di gas è quella al sodio, anch’essa caratterizzata da alta efficienza (sino a 10 volte rispetto a quella ad incandescenza) e lunga durata. Ha il difetto di emettere una luce dalla dominante gialla.

Quali tipi di lampade utilizzare e perché

La scelta dell’Italia, tramite referendum, di non ricorrere ad energia ottenuta dal nucleare ha comportato costi d’energia elettrica all’utenza piuttosto alti rispetto ad altri Paesi europei che, invece, fanno largo uso di centrali nucleari (ad esempio la Francia). Il consumo elettrico, resosi elevato negli ultimi anni, anche a seguito di una grande diffusione degli impianti di condizionamento domestico e degli ambienti di lavoro, ha creato situazioni critiche che hanno comportato la sospensione di fornitura di elettricità. Su larga scala si potrebbero contenere i consumi di elettricità mediante una scelta oculata delle lampade e ciò comporterebbe benefici sia a livello di “sistema Italia” derivanti da minori importazioni di energia elettrica sia a livello individuale grazie a bollette meno onerose. Si stima che una ottimizzazione dell’illuminazione potrebbe portare ad una riduzione annuale stimata intorno ai 5 miliardi di kilowattora (fonte Enea).

 

Tipi di lampade

Le principali lampade disponibili sul mercato si suddividono in due grandi gruppi:

Lampade ad incandescenza e Lampade a scarica elettrica di gas.

 

Lampade ad incandescenza

La comune lampadina è una lampada ad incandescenza. Il principio di funzionamento si riconduce ad un filamento di tungsteno inserito in un bulbo di vetro sotto vuoto nel quale è stato inserito un gas inerte. Il filamento di tungsteno, percorso da elettroni si scalda e diventando incandescente emette energia sia termica, che luminosa. Buona parte dell’energia elettrica impiegata viene trasformata in calore e solo una modesta parte in luce pertanto l’efficienza è modesta (pari a 13 lumen per Watt erogato). La luce è di tonalità “calda”, con luce di colore “giallo”, e ha un indice di resa cromatica elevato, cioè l’occhio umano può distinguere bene tutti i colori. Il costo della lampada è estremamente basso ma i consumi sono elevati; hanno una durata media di 1000 ore di accensione. Un miglioramento delle lampade ad incandescenza è dato dalle lampade alogene. Questo tipo di lampada contiene all’interno una miscela di alogeni (prevalentemente bromo) che consentono, durante l’accensione, agli atomi di tungsteno, raggiunti i 3000 gradi Kelvin, di ridepositarsi sul filamento stesso. Ciò comporta, rispetto alle lampade tradizionali, una maggiore durata (circa il doppio), una maggiore efficienza luminosa (intorno ai 22 lumen per watt erogato) e la luce emessa è “bianca”, quindi più “leggera” ma sempre con un’elevata resa cromatica.

 

Lampade a scarica elettrica di gas

Il principio di funzionamento si riconduce alla creazione di una differenza di potenziale tra due elettrodi immersi in vapori metallici o in un gas, che genera una scarica elettrica. Tale scarica genera energia luminosa nello spettro del visibile. Il grande vantaggio di questo principio è la maggiore quantità di energia che da elettrica si trasforma in luminosa a scapito della produzione di energia termica (calore). In questo caso l’efficienza luminosa aumenta da 4 a 10 volte rispetto alla tradizionale lampadina ad incandescenza.

La tipica lampada a scarica elettrica di gas è quella fluorescente (meglio nota come lampada “al neon”) sia nella versione tubolare (o circolare) che compatta. Quest’ultima consente di avere lampade di dimensioni contenute e di forme a globo, a cilindro, a piccoli tubi (generalmente 3). Hanno un’alta efficienza luminosa (dai 40 ai 60 lumen per Watt assorbito): una lampada da 20 watt emette una quantità di luce paragonabile ad una lampadina ad incandescenza di 100 watt. Inoltre le lampade fluorescenti compatte hanno una notevole durata (intorno le 10.000 ore) purché l’accensione e lo spegnimento non siano molto frequenti nell’arco delle 24 ore (non dovrebbero essere superiori alle 10 volte /giorno). Le lampade fluorescenti hanno una resa cromatica che varia a seconda del tipo di sostanza fluorescente utilizzata. Quelle classiche emettono luce che falsa i colori mentre lampade più evolute, ma anche più costose, sono caratterizzate da miscele di polveri con rese cromatiche che si avvicinano a quelle ad incandescenza. Utilizzando lampade fluorescenti si possono ridurre i consumi fino al 70%.

Un altro tipo di lampada a scarica elettrica di gas è quella al sodio, anch’essa caratterizzata da alta efficienza (sino a 10 volte rispetto a quella ad incandescenza) e lunga durata. Ha il difetto di emettere una luce dalla dominante gialla.

 

In giardino

Per le aree esterne quali vialetti, punti di sosta, parcheggi, che vengono illuminati per una durata prolungata (alcune ore) si possono utilmente utilizzare le lampade fluorescenti compatte con corpi illuminanti (apparecchi) che variano a seconda dell’effetto che si vuole ottenere (a stelo, a palo, a parete, ecc.). Per i parcheggi, per le terrazze o per segnare gli ingressi (pedonale, carraio), se non si hanno pretese di risaltare colori (della pavimentazione o della vegetazione circostante), si può optare per le lampade al sodio. Importante però è accertarsi, quando si sceglie l’apparecchio, quali tipi di lampada quest’ultimo può alloggiare. Vi sono ad esempio, apparecchi che, per le ridotte dimensioni, non possono utilizzare lampade fluorescenti.

 

Oltre alle classiche lampade esistono anche nuove tecnologie che consentono di illuminare: le fibre ottiche e i led.

 

Fibre ottiche

Tecnicamente le fibre ottiche sono costiuite da filamenti di materiale vetroso (o plastico) capace di condurre la luce. I filamenti sono formati da un filo (il cosiddetto “nucleo”) immerso in un altro filo (detto “mantello”), il tutto è avvolto da una guaina capace di proteggere i fili interni dalle sollecitazioni esterne. Le fibre ottiche non generano, o non trasformano l’energia, ma semplicemente la conducono, cioè la trasferiscono da un punto ad un altro senza però avere dispersioni significative (entro certe lunghezze). Di fatto, i due fili che costituiscono il sistema hanno indici di rifrazione leggermente diversi e ciò fa sì che la luce che vi entra rimbalzi lungo il cavo tra i due fili, e per tutta la sua lunghezza. I vantaggi sono dati dal fatto che i cavi non conducono elettricità e non generano calore. Questo consente applicazioni in ambienti dove la presenza di elettricità potrebbe creare problemi come, ad esempio, in acqua (in piscine e laghetti). La luce che si muove all’interno della fibra ottica è generata dall’illuminatore che si compone di una scatola all’interno della quale vi è una lampada, generalmente alogena o a scarica elettrica, che attraverso un convogliatore indirizza la luce prodotta verso i cavi.

 

Led

Il led è un diodo ad emissione di luce da cui l’acronimo che designa il nome (Light  Emitting Diode). I led si basano sulle proprietà di alcuni semiconduttori, di cui sono costituiti, di rilasciare fotoni. Hanno, rispetto i sistemi a lampada, una lunga durata (intorno le 35-50.00 ore di funzionamento), un elevato rendimento, non risentono dell’umidità per il loro funzionamento, sono privi di raggi infrarossi e ultravioletti, funzionano a bassissima tensione (24 V). La loro diffusione è ancora contenuta a causa, rispetto alle lampade tradizionali, della limitata quantità di luce emessa (misurato in lumen): dai 20 ai 120 lumen contro i 550 lumen di una lampadina ad incandescenza da 60 watt. Tuttavia la ricerca sta facendo passi da gigante in termini di flusso luminoso (luce emessa). Comunque per applicazioni in esterno si prestano sia ad illuminare zone circoscritte sia ad evidenziare particolari architettonici, fusti di piante non eccessivamente imponenti, piccoli gruppi di arbusti.

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Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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