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Il lavoro delle sempreverdi

di Paolo Cottini
  • Giardinaggio pratico
  • Cryptomeria japonica ‘Globosa Nana’
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  • Griselinia littoralis ‘Variegata’
  • Taxus baccata ‘Adpressa Aurea’


 
Complementari d’estate, protagoniste d’inverno...

Chi si dedica al giardinaggio con la necessità di doversi adattare ad un clima semi-continentale o temperato e, in ogni caso, almeno parzialmente condizionato da inverni freddi – in pratica quasi tutta l’Italia, fatta eccezione per alcune ‘isole felici’ delle coste tirreniche e del Meridione – sa bene che, se si vuole conservare uno standard minimo d’effetto decorativo anche fra novembre e febbraio, occorre affidarsi almeno in parte alle piante sempreverdi. E’ inutile stracciarsi le vesti e protestare, idealmente, contro la loro ‘monotonia’ e ‘ripetitività’, perché senza di loro, comunque vadano le cose, il giardino sarebbe ancor meno accettabile: l’impero del grigio e del marrone avrebbe il sopravvento. Tanto vale, quindi, prenderne atto e fare in modo che, una volta cadute le foglie e cessate quasi completamente le fioriture, sia già pronto un plotone di specie con foglie persistenti, le quali se non altro ci ricordano che la vita continua anche per merito loro, non cessando mai di immagazzinare energia solare e fornire nutrimento alle piante stesse. Non solo, ma le specie sempreverdi ricoprono un ruolo non meno importante anche nei mesi ‘belli’, in armonica sinergia con le piante decidue e da fiore, di cui costituiscono un indispensabile complemento architettonico e cromatico. Di conseguenza, uno degli impegni più delicati del bravo giardiniere consiste proprio nell’organizzare in modo razionale la messa a dimora di questi umili gregari, che peraltro in non pochi casi sono in grado di abbandonare la veste della ‘spalla’ per assumere posizioni più elevate nella scala gerarchica del giardino. Non è un compito facile, perché si tratta di saper prevedere due funzioni per il medesimo elemento, uno estivo ed uno invernale: il primo come supporto di altre piante, il secondo invece più autonomo. E non sempre le due finalità hanno punti in comune: ma lo sforzo è appunto quello di farle convergere al limite del possibile.  
 
I nostri consigli

  • Non va scordato che un posto di primo piano, fra le sempreverdi, è occupato dal semplice prato, che d’inverno diventa marrone solo nelle aree dal clima più rigido. Altrove, invece, mantiene il suo aspetto e le sue necessità, sia pure in misura ridotta. Se l’erba è cresciuta, va moderatamente tagliata e, comunque, occorre sempre tenere pulita l’area, raccogliendo le foglie secche. Di norma, la neve è d’aiuto nella conservazione di un prato verde.
  • Sotto un profilo architettonico, le specie sempreverdi sono dotate di figure di massa per 12 mesi l’anno, il che significa che in molti casi esse rappresentano i veri capisaldi di determinate zone o angoli, grazie al loro ‘peso’. In questo senso, è bene prevedere un loro inserimento in situazioni particolari, come per es. ai lati dei punti d’accesso e degli ingressi dei giardini: in tali casi è opportuno l’impiego di piante slanciate, dal portamento fastigiato, o potate con accuratezza, come i cipressi e i tassi.
  • Se il luogo è di dimensioni medio-grandi e si ha necessità di fissare dei veri e propri punti terminali di fuga, è meglio ricorrere a specie che posseggono una struttura ben equilibrata della chioma, come Magnolia grandiflora o Cedrus deodara.
  • Le siepi sempreverdi svolgono funzioni di notevole rilevanza, non solo per racchiudere spazi che sono ritenuti di speciale riguardo (un’aiuola di fiori o di aromatiche, per esempio), ma anche per riparare dai venti e, soprattutto, per definire in modo preciso certe linee prospettiche. In quest’ultimo caso, esse sono ancor più utili e belle dei muretti e delle recinzioni.
  • Se si vuole creare un centro d’interesse, ponendo per esempio una fontana o una statua in mezzo ad un’aiuola pavimentata, è consigliabile circondare il tutto con una siepe sempreverde ben curata e potata, in bosso o in tasso.
  • Le specie con foglie persistenti si prestano quasi sempre alla realizzazione di strutture architettoniche di sapore formale: un revival che si presenta con sempre maggior frequenza anche nel giardinaggio moderno. Talvolta, un duplice filare di tassi o anche di Chamaecyparis, ben allineate e potate, riesce a rendere più accetto un vialetto che altrimenti sarebbe banale e ‘invisibile’.
  • Nelle bordure miste, gli arbusti sempreverdi ben distribuiti sono d’aiuto nel ‘riempire’ i vuoti che si creano con la scomparsa delle specie erbacee o decidue.
  • Queste piante – come per es. i bambù, le camelie, i rododendri, le eriche arboree – sono anche utilissime per creare ‘movimento’ al minimo soffio di vento, così da ricordare che il giardino è sempre vivo anche nel più crudo inverno.
  • Con una scelta accurata delle specie, è anche possibile rendersi conto che le sempreverdi non sono solo verdi! In loro si trovano anche i toni dell’azzurro (cedri e ginepri), del giallo (Aucuba, Elaeagnus, Ilex e Choisya), del bronzo (Cryptomeria, Phormium), del grigio (Olearia, Eucalyptus, Cupressus).

 
 
 
Le nostre preferite
Alberi
Cryptomeria japonica ‘Elegans’. E’ una conifera non molto alta e di crescita lenta, che è dotata di un fogliame sottile ed elegante, verde d’estate ma bronzeo d’inverno. Indicata per accompagnare altre conifere nane o ericacee. Ama il sole o la mezz’ombra e accetta qualunque tipo di terreno ben drenato. Non necessita di potature speciali.
Magnolia grandiflora ‘Goliath’. Rispetto alla specie-tipo, questa varietà si presenta con un portamento più conico e compatto, mentre le foglie sono leggermente avvitate ed i fiori sono più grandi e profumati. Vuole un suolo ricco e fertile, sempre umido ma drenato, un po’ acido. Esposizione in pieno sole. La potatura va ridotta al minimo.
Taxus baccata ‘Fastigiata’. E’ una varietà del comune tasso, dotata però di un portamento singolarmente affusolato, eretto e molto compatto. Di sesso femminile, produce i caratteristici frutticini rossi. Esige un terreno un po’ umido, ma tollera anche il secco, sia in sole sia in ombra. Potature leggere a fine estate per rinnovare la pianta.
Arbusti
Buxus sempervirens ‘Elegantissima’. Cultivar con foglie variegate (bordi crema) del comune bosso. Anch’essa si adatta perfettamente alle potature ed è quindi utile per bordure, siepi e topiaria. Ottimo l’effetto se viene alternata con la specie a foglie verdi. Ama il calcare e l’esposizione al sole, ma tollera qualunque suolo e la mezz’ombra. Va potata in primavera o d’estate.
Choisya ternata. Detto ‘arancio messicano’, è un arbusto di rapido sviluppo, attraente per il fogliame elegante ed i bianchi fiori profumati. Tollera bene l’inquinamento urbano, ma teme le gelate tardive. Esige un terreno ben drenato e piuttosto fertile, con esposizione soleggiata. La forma è naturalmente globosa senza richiedere potature. Eliminare i fiori appassiti.
Elaeagnus x ebbingei ‘Limelight’. Arbusto ampio e compatto, dotato di splendide foglie ovali di color verde scuro e marginate di giallo oro. In autunno produce anche piccoli fiori molto profumati. Utile sia come esemplare singolo, sia per creare siepi informali. Ama il pieno sole e un terreno fertile e drenato. Va potato leggermente in tarda primavera.
 
Arbusti insoliti per il mare
Griselinia littoralis. Ha un portamento eretto e compatto ed una fitta chioma di notevole impatto: le foglie sono ovali, tenaci e di un bellissimo verde mela. La crescita è veloce, mentre il fogliame sembra fatto apposta per le zone costiere, dove resiste benissimo ai venti e alla salinità. Non ha particolari esigenze di terreno, purché sia ben drenato e un po’ fertile. Se si vuole una siepe, la distanza fra le piante va calcolata in circa 60 cm. Resiste fino a –12°C.
Hebe rakaiensis. Alta fino ad 1 m, questa specie dal portamento globoso ha foglie ellittiche e lucenti di un bel verde brillante. I fiori, abbondanti e bianchi, si succedono per alcune settimane alla fine della primavera. Pianta da utilizzare come esemplare singolo che attira lo sguardo in un’aiuola o anche in un giardino roccioso. Vuole mezz’ombra e un terreno non troppo fertile, ma soprattutto ben drenato. Potature di formazione molto leggere in primavera. Teme il gelo.
Olearia macrodonta. Arbusto-albero dal portamento eretto ed ampiamente conico, con splendide foglie lucenti dai margini dentati. I fiori estivi, simili a margherite, sono portati da grandi mazzi penduli. Nelle aree più fredde va protetto d’inverno ed utilizzato nelle bordure miste, mentre lungo le coste è indicato come frangivento. Vuole terreno drenato e fertile, con esposizione soleggiata. Si eliminano solo le parti danneggiate, in primavera.

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