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Tetti verdi

di Eraldo Antonini
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  • Copertura di una cantina realizzata con verde estensivo da Daku Italia nel 2003 a Barolo (Cuneo)
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Pretaleata” presso l’ospedale civile di Baggiovara (Mo); in particolare: foto 4 e 5 al termine della posa; foto 6 la copertura dopo un mese; foto 7 e 8 dopo 3 mesi dalla posa.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Pretaleata” presso l’ospedale civile di Baggiovara (Mo); in particolare: foto 4 e 5 al termine della posa; foto 6 la copertura dopo un mese; foto 7 e 8 dopo 3 mesi dalla posa.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Pretaleata” presso l’ospedale civile di Baggiovara (Mo); in particolare: foto 4 e 5 al termine della posa; foto 6 la copertura dopo un mese; foto 7 e 8 dopo 3 mesi dalla posa.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Pretaleata” presso l’ospedale civile di Baggiovara (Mo); in particolare: foto 4 e 5 al termine della posa; foto 6 la copertura dopo un mese; foto 7 e 8 dopo 3 mesi dalla posa.
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  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “XF 301” (stuoie prevegetate) su tetto a botte di un’abitazione-studio di architetti di Correggio (Re).
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “XF 301” (stuoie prevegetate) su tetto a botte di un’abitazione-studio di architetti di Correggio (Re).
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “XF 301” (stuoie prevegetate) su tetto a botte di un’abitazione-studio di architetti di Correggio (Re).
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “XF 301” (stuoie prevegetate) su tetto a botte di un’abitazione-studio di architetti di Correggio (Re).
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “XF 301” (stuoie prevegetate) su tetto a botte di un’abitazione-studio di architetti di Correggio Re).
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “XF 301” (stuoie prevegetate) su tetto a botte di un’abitazione-studio di architetti di Correggio (Re).
  • Copertura di negozio realizzata con verde estensivo da Daku Italia nel 2003 a SanDonà di Piave (Ve).
  • Copertura a verde estensivo a sedum, di notevole effetto, realizzata nel 1999 da Perlite Italiana su edificio pubblico a Carpi (MO).
  • Copertura a verde estensivo realizzata nel 1996 da Perlite Italiana nel palazzo della Siemens, che ospita gli uffici del nuovo Centro Direzionale in zona Bicocca a Milano. La struttura dell’edificio, caratterizzata da ampie pareti di vetro e da corti che collegano i vari corpi dell’edificio, permette di godere totalmente di questi spazi verdi; al tempo stesso le superfici verdi riducono la rifrazione luminosa e mitigano la temperatura in copertura.
  • Copertura a verde estensivo realizzata nel 1996 da Perlite Italiana nel palazzo della Siemens, che ospita gli uffici del nuovo Centro Direzionale in zona Bicocca a Milano. La struttura dell’edificio, caratterizzata da ampie pareti di vetro e da corti che collegano i vari corpi dell’edificio, permette di godere totalmente di questi spazi verdi; al tempo stesso le superfici verdi riducono la rifrazione luminosa e mitigano la temperatura in copertura.
  • Copertura a verde estensivo in villaggio turistico a Castellaneta Marina (TA), realizzata da Perlite Italiana
  • Verde intensivo (giardino pensile) su copertura di garage fuoriterra di abitazione privata, realizzato nel 2003 da Daku Italia in Val Catara (Verona), una soluzione che permette di non avere davanti alla porta di casa una anonima pavimentazione che avrebbe, tra l’altro, trasmesso molto calore al fabbricato.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Completa prevegetata” presso la piscina comunale di Riva del Garda; in particolare foto 15 - 17 “Completa prevegetata”, foto 18 – 24 fasi di realizzazione.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Completa prevegetata” presso la piscina comunale di Riva del Garda; in particolare foto 15 - 17 “Completa prevegetata”, foto 18 – 24 fasi di realizzazione.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Completa prevegetata” presso la piscina comunale di Riva del Garda; in particolare foto 15 - 17 “Completa prevegetata”, foto 18 – 24 fasi di realizzazione.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Completa prevegetata” presso la piscina comunale di Riva del Garda; in particolare foto 15 - 17 “Completa prevegetata”, foto 18 – 24 fasi di realizzazione.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Completa prevegetata” presso la piscina comunale di Riva del Garda; in particolare foto 15 - 17 “Completa prevegetata”, foto 18 – 24 fasi di realizzazione.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Completa prevegetata” presso la piscina comunale di Riva del Garda; in particolare foto 15 - 17 “Completa prevegetata”, foto 18 – 24 fasi di realizzazione.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Completa prevegetata” presso la piscina comunale di Riva del Garda; in particolare foto 15 - 17 “Completa prevegetata”, foto 18 – 24 fasi di realizzazione.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Completa prevegetata” presso la piscina comunale di Riva del Garda; in particolare foto 15 - 17 “Completa prevegetata”, foto 18 – 24 fasi di realizzazione.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Completa prevegetata” presso la piscina comunale di Riva del Garda; in particolare foto 15 - 17 “Completa prevegetata”, foto 18 – 24 fasi di realizzazione.
  • Verde estensivo realizzato da Poliflor con prodotto “Completa prevegetata” presso la piscina comunale di Riva del Garda; in particolare foto 15 - 17 “Completa prevegetata”, foto 18 – 24 fasi di realizzazione.
  • Copertura a verde estensivo adibita anche a solarium nella palestra Down Town di Milano, realizzata da Perlite Italiana con sistema “Perligarden”.
  • Copertura a verde intensivo realizzata in terrazza privata a Milano da Perlite Italiana con il Sistems Perligarden.

Per risparmiare energia e migliorare l’ambiente

 

Il peggioramento delle condizioni di vita, soprattutto nelle città, in particolare quelle di grandi ma anche di medie dimensioni, il rilevante aumento del prezzo del petrolio e dei gas naturali per produrre energia, l’incremento del traffico e le conseguenti emissioni di sostanze nocive, ha posto la necessità di effettuare interventi che, in qualche misura, possano migliorare le condizioni ambientali e ridurre le emissioni di inquinanti.

Il “tetti verdi” rientrano in questa logica in quanto hanno benefici effetti sul bilancio energetico degli edifici, sul rapporto ossigeno-anidride carbonica, e anche sull’estetica e sulla fruizione di superfici solitamente non utilizzabili.

 

Cos’è un tetto verde

I “tetti verdi” si possono considerare coperture vegetali dei tetti degli edifici. Anziché coppi e tegole, sull’ultimo strato del tetto compare una copertura vegetale. Queste coperture vegetali prevedono un sistema di impermeabilizzazione di alta qualità, un sistema antiradici, un sistema di controllo del vapore acqueo, un substrato di coltura e vegetazione idonea a vivere in queste condizioni.

 

Perché il tetto verde

Studi condotti all’estero, in particolare negli Stati Uniti, Canada e Germania, hanno dimostrato che un tetto verde presenta una serie di benefici non solo per il singolo ma anche per la collettività.

 

Risparmio sulle spese di riscaldamento e raffrescamento dell’edificio

Il tetto è la parte dell’edificio dove si ha la maggiore dispersione termica. La vegetazione e il substrato di coltura (terreno speciale dove si sviluppano gli apparati radicali) influiscono sul microclima del tetto andando a creare una riduzione della temperatura del tetto durante il giorno in estate, e una minore dispersione termica durante l’inverno. Il tetto verde diventa una sorta di “volano termico” tra strutture murarie e ambiente. In estate un tetto in asfalto può raggiungere temperature intorno a 80°C, mentre di notte cede calore all’aria e scende a temperature intorno i 20°C. Un buon tetto verde può mantenere la temperatura massima estiva intorno ai 25°C.

La riduzione dei consumi dipende delle dimensioni dell’edificio, della tipologia del tetto verde, e dalle caratteristiche climatiche del luogo. Studi canadesi hanno evidenziato che con una copertura di graminacee, e 10 cm di substrato di coltura si ha una riduzione del 25% sul raffrescamento estivo.

A livello urbano la vegetazione, durante l’estate abbassa la temperatura di alcuni gradi grazie anche all’effetto dell’evapo-traspirazione, mediante il quale le piante assorbono energia termica per far evaporare acqua, e abbassare la temperatura dell’aria circostante. Per far evaporare un litro d’acqua occorrono circa 592 chilocalorie. Da questo punto di vista i tetti verdi possono incrementare la superficie a verde delle aree urbane notoriamente avare di spazi occupati dalla vegetazione.

 

Riduzione dell’inquinamento acustico

Il substrato di coltura e le piante rappresentano una barriera alla propagazione delle onde sonore in quanto possono riflettere, deviare o assorbire le onde sonore prodotte dagli aerei, dal traffico e dai macchinari. Si ottiene così, entro certi limiti, un’insonorizzazione; il suolo tende a bloccare le onde sonore a bassa frequenza mentre la vegetazione quelle ad alta frequenza.

Anche rispetto all’inquinamento acustico le caratteristiche della copertura giocano un ruolo importante nell’ottenere l’effetto desiderato. Ad esempio un substrato di coltura di 12 cm può ridurre il rumore di 40 decibel che salgono a circa 50 decibel per uno strato di 20 cm.

 

Assorbimento dell’acqua piovana

Il substrato di coltura, quando piove assorbe acqua e parte di essa viene immagazzinata dai pannelli alveolari o altri sistemi di trattenuta. Se la pioggia è di lunga durata il substrato rilascerà l’acqua che non riesce a trattenere. In questo modo, comunque, si ha un rilascio più lento dell’acqua al sistema fognario.

Se i tetti verdi fossero diffusi si avrebbe una maggiore efficienza delle reti fognarie urbane durante gli acquazzoni, in quanto l’afflusso di acqua piovana sarebbe rallentato, e in parte ridotto, dai tetti stessi. 

 

Miglioramento dell’aria

La vegetazione, in generale, è in grado di convertire anidride carbonica in ossigeno attraverso la fotosintesi.

Si calcola che 1,5 mq di graminacee siano sufficienti a produrre ossigeno per il fabbisogno annuo di un uomo. Allo stesso tempo è sufficiente 1 mq di graminacee per fissare 0,2 kg di microparticolato atmosferico.

 

Come è fatto un tetto verde

I tetti verdi richiedono soluzioni tecniche particolari affinché si possa trarre vantaggio dalla copertura vegetale senza avere problemi d’infiltrazioni d’acqua o di ristagni di umidità. Possono essere applicati alle coperture piane dei capannoni industriali e commerciali, ai tetti piani e inclinati delle civili abitazioni, alla copertura dei parcheggi interrati. Il tetti verdi possono essere di tipo “estensivo” o di tipo “intensivo”. Il tetto verde estensivo prevede un intervento “leggero” dato da uno strato di terreno di coltura esiguo (intorno ai 10 cm) e impiego di piante erbacee, di altezza limitata. Il tetto verde intensivo comporta un maggiore strato di terreno di coltura (generalmente dai 40 ai 60/80 cm) e prevede l’impiego di specie erbacee, arbustive e, all’occorrenza, arboree. Si può anche chiamare col più classico termine di “giardino pensile”. In entrambi i casi, prima della realizzazione, è bene sincerarsi della portata del solaio sul quale si vuole impiantare il tetto verde.

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, esistono sistemi già sperimentati che garantiscono risultati ottimali. Questi sistemi prevedono la posa in opera di diversi elementi tecnici che si possono così sintetizzare:

  • membrana antivapore: evita la formazione di condensa e i ristagni di umidità che possano trasmettersi agli ambienti sottostanti
  • isolante termico: evita dispersioni di calore dagli strati sottostanti
  • membrana impermeabile: evita infiltrazioni d’acqua nelle strutture portanti e negli ambienti sottostanti
  • membrana antiradice: evita alle radici di approfondirsi oltre questo livello (la membrana antiradice può essere posta anche come primo tratto in aderenza alla struttura portante del tetto)
  • strato drenante: con funzione di immagazzinare acqua ed allontanare quella eccedente
  • strato o membrana filtrante: evita che particelle di terriccio possano infiltrarsi negli strati sottostanti
  • terreno di coltura: terreno alleggerito che ha la funzione di accogliere le piante
  • vegetazione: prevalentemente costituito da piante erbacee perenni resistenti alla siccità
  • è possibile, inoltre, prevedere un impianto d’irrigazione a goccia che possa essere attivato in caso di periodi prolungati di siccità, al fine di garantire la sopravvivenza della copertura verde dei tetti

 

Caratteristiche del terreno di coltura

Presenta, generalmente, un buon contenuto in sostanza organica e inerti porosi (ad esempio lapillo vulcanico, pomice, agriperlite) che possano trattenere umidità ed elementi minerali ed alleggerire il peso del terreno stesso. La presenza di inerti ha anche la funzione di mantenere una buona porosità del terreno, e quindi un buon equilibrio tra ossigeno e acqua tellurica. Il terreno di coltura ha uno spessore variabile tre gli 8/10 cm sino a 40 cm (e anche oltre), a seconda dell’inclinazione del tetto e del tipo di vegetazione prevista.

 

Caratteristiche della vegetazione

Le piante erbacee dei tetti verdi estensivi devono essere anche a rapido sviluppo, soprattutto orizzontale (tappezzanti o coprisuolo) al fine di ottenere rapidamente un’omogenea copertura della terra di coltura. A questo proposito sono molto utilizzati, nelle condizioni climatiche tipiche dell’Italia, i Sedum e i Mesembrianthemum che assommano caratteristiche di spiccata resistenza alla siccità, rapidità di copertura e crescita in altezza contenuta. Nel caso di tetti inclinati la vegetazione deve essere abbastanza bassa e lo strato di terreno sottostante deve mantenersi entro i 10 cm. Qualora invece si operi su tetti piani, in funzione della portata del tetto, si possono realizzare veri e propri giardini pensili (tetti verdi “intensivi”). In quest’ultimo è possibile anche la messa a dimora di arbusti e piccoli alberi. Le piante possono essere poste in opera mediante stuoie prevegetate, mediante semina o mediante piantagione diretta.

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Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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