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Giardini Orsini nel Viterbese

di Patrizia Spinelli Napoletano
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • Il divertente e familiare ordine del primo giardino a orto centrato da un vecchio albero di cachi circondato da una panca ad anello di castagno intrecciato come i cestoni quadrati in cui sono messe a dimora le erbe tintore, meloni, angurie e lagunarie. Sullo sfondo a destra gli spartiti dell’orto, separati dalla scala che porta al secondo giardino quello delle rose, con ortaggi, verdure e insalate e contro la parete di tufo un tavolo con gli attrezzi da lavoro.
  • La chioma rotonda del grande albero di cachi e le divertenti bordure piccole e ovali che recingono gli spartiti dell’orto.
  • originale_Piantina.jpg
  • La semplicissima struttura della pergola, terminata al fondo dal rabarbaro e dalla seduta, su cui arrampicano antichi vitigni laziali e le rose Rosa gallica var. officinalis,  R. gallica ‘Versicolor’ e le rifiorenti Rosa damascena.
  • Nel secondo giardino la bellissima vegetazione fogliare del rabarbaro verde argento su cui appoggia una panca da cui contemplare la pergola del roseto.
  • La fontana del giardino delle rose al centro di spicchi di prato e circondata da vecchi tufi a secco e dallo steccato dipinto in verderame da cui si vede la prospettiva superiore dell’orto.
  • La romantica simmetria del giardino delle rose vista attraverso il disegno degli archi.
  • Sotto la ricaduta esuberante del rabarbaro un altro gruppo di aiuole quadrate del giardino dei semplici con salvie, lavande e altre erbe curative e velenose.
  • La serie di aiuole quadrate dedicate alle piante medicamentose e calmanti nel terzo giardino, disegnato con la semplicità allegra del medievale “giardino dei semplici”.
  • L’antica costruzione della limonaia in tufo.

 

Nel borgo viterbese di Vasanello ho scoperto la delizia di un orto-giardino curioso e sorprendente ricreato su un vecchio orto dall’architetto-paesaggista Nicola Tartaglione, in collaborazione con la proprietaria.

La suddivisione in quattro terrazze di terra degradanti ciascuna racchiusa in una stanza individuale nella cerchia di mura, rende questo luogo pensabile come idea per progetti singoli, tra muri contemporanei o meno, di facili, diversi dal solito e utili giardini di casa. Ogni terrazzamento (circa 100/150 mq al massimo) è infatti un giardino a sé stante, collegato agli altri da piccole rampe di scale. “Questo tipo di ricostruzione ci è venuto in mente”, racconta l’architetto, “pensando alla semplice e allegra utililità degli orti medievali, un modo spiritoso e ordinato di fare giardino”.

 

La prima terrazza/giardino è l’orto. Il lato destro, ombreggiato da una fila di piccoli alberi (da scegliere fra i sempreverdi più adatti al clima) è riservato al relax con comodi arredi in legno o midollino, al centro è disposta una fila di quattro grandi canestre quadrate di castagno intrecciato (va benissimo anche il bambù) in cui sono stati piantati meloni, angurie, lagunarie e le simpaticissime erbe tintore colorate e ornamentali (reperibili in buoni vivai specializzati).

 

I colori: i rossi di robbia domestica, oricello, dracena draco, zafferanone; i gialli di reseda biondella, ginestra minore, camomilla per tintori, zafferano vero e curcuma; i blu d’indaco, guado e Polygonum; i viola di mirtillo nero e papavero comune; i marroni di henné, noce comune, Acacia catechu (catecù) e i verdi di sparzio villoso, ginestra dei carbonai, lavanda selvatica e giaggiolo, acquatiche.

 

Fronteggia le canestre la chioma tondeggiante di una pianta di cachi dall’interno di una panca ad anello, sempre di castagno intrecciato, mentre sul lato sinistro si suddividono i due spartiti gemelli dell’orto, anch’essi palizzati di castagno intrecciato, con filari ordinati di ortaggi suddivisi per tipo (cavoli, bietole, zucche, zucchine, peperoni, spinaci, la simmetria dei pomodori sostenuti da tutori a treppiede di canna) rifiniti da fioriture stagionali (dalie, zinnie, salvia persiana blu).

 

Poche rampe e tra i ranghi dell’orto si scende nell’armonia profumata della seconda terrazza/giardino sottostante, che ci dà l’idea per un giardino di rose. Sul suolo a prato orlato di stagionali (begonie, ciclamini, bergenie, etc..) questo spazio romantico e raccolto ha una prima parte ornata con una fontana di pietra mentre alle spalle corre una pergola a traliccio di legno dipinta in verde-verderame, come l’intera staccionata che racchiude il giardino, su cui si arrampicano vitigni (in questo caso ceppi laziali) inframmezzati dalle rose rampicanti Rosa gallica var. officinalis, le rifiorenti Rosa damascena, frutto della paziente ricerca della proprietaria. Al fondo del lato sinistro della pergola, addossata alla parete di tufo, sotto una spalliera di gelsomini, una panca ancora di pietra appoggia su una ciuffatura ricadente, molto scenografica, di rabarbaro

 

La terza terrazza/giardino é disegnata invece con l’esuberanza festosa del Giardino dei Semplici. Al centro del terreno a prato sono stati ritagliati riquadri di terra bordati di sempreverde in cui dimorano una settantina di piante fra aromatiche ed officinali, divise per proprietà terapeutiche (digestive, emollienti, calmanti e velenose), in ricordo delle piante medioevali usate per scopi alimentari, medicinali, o addirittura magici.

 

La balza del Giardino dei Semplici si affaccia sul frutteto, quarta terrazza/giardino, l’ultimo terrapieno, lasciata a prato e decorata lungo ai lati e al centro dai ranghi degli alberi a frutto dove i più giovani si mescolano a cultivar antiche, tutti circondati alla radice da fioriture stagionali, in una semplice e rigorosa geometria completata, seconda delle stagioni, da attrezzi per la raccolta dei frutti, panche e sedute conviviali per chiacchiere pigre sgranocchiando le succose primizie o lasciarsi commuovere dalla bellissima “nevicata” di petali profumati nel periodo della fioritura.

 

La visita

Il giardino medievale e il castello sono visitabili su prenotazione tutto l’anno, anche con visite guidate. Si raggiunge con autostrada A1 Roma/Firenze, uscita casello Orte. Il parcheggio è in zona attigua - Tel. 333 404 01 98, info@nicolatartaglione.it. Proprietaria: Elena Misciattelli Mocenigo

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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