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Muffa grigia su Stella di Natale

di Maria Grazia Bellardi
  • Cura della pianta
  • Lavori e consigli
  • Poinsettia, Euphorbia pulcherrima
  • La malattia è facilmente riconoscibile per la comparsa in condizioni di elevata umidità della caratteristica muffettina color “grigio topo”.
  • Le brattee della stella di Natale sono molto delicate e trattamenti fungicidi male eseguiti rischiano di provocare ustioni e “bruciature” davvero antiestetiche.
  • La malattia è facilmente riconoscibile per la comparsa in condizioni di elevata umidità della caratteristica muffettina color “grigio topo”.

 

 

La stella di Natale, detta anche poinsettia, (Euphorbia pulcherrima) entra nelle nostre case generalmente in dicembre, cogliendoci spesso impreparati su come conservarla in buona salute.

La “difesa” di questa pianta dalle principali avversità non deve prescindere dall’applicazione costante del buon senso per evitare che i problemi di origine patologica siano favoriti dai metodi di coltivazione. Innanzi tutto collocare la pianta in un ambiente bene illuminato, in zona non soggetta a correnti d’aria, lontano da fonti di calore. Mantenere il terriccio costantemente umido, senza mai eccedere con le annaffiature. Queste poche regole sono fondamentali per la prevenzione di una delle più importanti malattie fogliari, la “muffa grigia”, causata dal fungo Botrytis cinerea.

 

I sintomi

La malattia si riconosce per la comparsa, sulle foglie più giovani, di un marciume bruno che si sviluppa dal margine o dall’apice verso il centro del lembo. Sulle brattee (le “foglie” colorate che formano la stella) si manifestano, sempre ai margini, delle aree tondeggianti rosso scuro dalle quali, sulla pagina inferiore, fuoriesce del lattice. Anche sullo stelo compaiono lesioni brunastre e, in condizioni di elevata umidità ambientale, si forma la tipica fruttificazione del fungo, costituita da una muffettina “grigio topo”.

 

Alcuni consigli

B. cinerea ha un assortimento di ospiti molto ampio e può sopravvivere come saprofita sui residui di vegetazione. Lo sviluppo della malattia è favorito da condizioni di elevata umidità e temperatura tra 15 e 25°C. Le spore, disperse dalle correnti d’aria e dalle acque di irrigazione, perdono con il tempo la capacità infettiva. Per diminuire il potenziale di inoculo mantenere le piante pulite, allontanando foglie vecchie, ingiallite o danneggiate, e residui vegetali. Occorre inoltre evitare gli eccessi di umidità e la bagnatura della chioma, assicurandone nel contempo la buona areazione. Per favorire la circolazione dell’aria nelle varietà con fogliame troppo fitto eliminare qualche foglia della zona centrale della chioma.

Anche un corretto apporto di calcio serve a contrastare la muffa grigia, sia perché il calcio previene le necrosi marginali che costituiscono facili vie di penetrazione del patogeno, sia perché rende i tessuti più solidi e resistenti. Molto appropriati risultano quindi quei concimi fogliari che contengono anche questo elemento.

L’impiego di fungicidi in caso di malattia è limitato dalla diffusione della resistenza del fungo ai più comuni principi attivi, dalla necessità di non lasciare residui visibili su foglie e brattee, e dal rischio di fitotossicità. Le brattee sono particolarmente delicate e le conseguenze di trattamenti eseguiti non correttamente potrebbero essere disastrose: lineature ed anulature necrotiche davvero antiestetiche!

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