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Interazioni tra erbe e farmaci

di Anna Maria Fabbri
  • Erboristeria
  • Ginkgo biloba
  • Echinacea purpurea
  • Melissa officinalis
  • Allium sativum
  • Achillea millefolium
  • Hypericum perforatum


 
I vegetali possono potenziare gli effetti dei medicinali, annullarne l’efficacia o favorire l’insorgere di controindicazioni: è quindi importante, quando si segue una terapia medicinale, fare molta attenzione alle erbe che si ingeriscono.
 
Farmaci anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici
Alcune erbe hanno un effetto simile a quello dei farmaci anticoagulanti e ne potenziano l’effetto, possono quindi procurare emorragie se assunti contemporaneamente. Alcuni esempi: la curcuma (Curcuma longa), specie officinale con proprietà digestive e carminative; il ginkgo (Ginkgo biloba) le cui foglie sono usate per prevenire la trombosi, l’arteriosclerosi e le microangiopatie; l’olmaria (Spiraea ulmaria) le cui sommità fiorite ed il rizoma sono diuretiche e antinfiammatorie; l’aglio (Allium sativum) con proprietà antimicrobiche e fluidificanti del sangue.
 
Farmaci antidiabetici, ipoglicemizzanti
Se si sta seguendo una terapia medicinale per abbassare il tasso di glicemia è necessario correggere il dosaggio del farmaco, se contemporaneamente si assumono piante ad azione ipoglicemizzante, come ad esempio, la bardana (Arctium lappa), in genere impiegata per le sue proprietà depurative, ma in grado anche di ridurre il tasso glicemico; il ginseng (Panax ginseng), che migliora il rendimento fisico e mentale, rinforza le difese immunitarie, e riduce leggermente il tasso di glucosio nel sangue; il leleuterococco (Eleutherococcus senticosus), pianta che aiuta a sopportare meglio le fatiche psico-fisiche, ma riduce anche la glicemia.
 
Farmaci sedativi del sistema nervoso
Se si associa una terapia di farmaci sedativi con estratti di valeriana (Valeriana officinalis), si potrebbe creare un sinergismo ed avere un eccessivo effetto calmante.
 
Farmaci immunosoppressori
Dopo un trapianto, quando si è costretti a sopprimere le difese immunitarie con farmaci immunosoppressori, per evitare il rigetto, non assumere ginseng e eleuterococco e nessuna delle tre specie di Echinacea in commercio (E. purpurea, E. angustifolia e E. pallida), tutte specie con proprietà immunostimolanti aspecifiche, perché l’uso contemporaneo ridurrebbe l’efficacia dei farmaci ed aumenterebbe le probabilità di rigetto.
 
Farmaci contro l’acidità gastrica
Se si assumono farmaci per curare l’eccesso di acidità gastrica, evitare il consumo di achillea (Achillea millefolium) le cui sommità fiorite in tisane vengono usate contro la dismenorrea e la colite spastica; e l’assunzione dell’artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), antinfiammatorio e antidolorifico nelle malattie reumatiche.
 
Farmaci per il malfunzionamento della tiroide
Se si soffre di ipertiroidismo evitare il consumo di ogni tipo di alga, tra cui anche il Fucus vesiculosus che si trova in molti prodotti dimagranti. Mentre per l’ipotiroidismo, è sconsigliato l’uso di Melissa officinalis, pianta aromatica, che normalmente viene usata a scopo sedativo ed antidepressivo.
 
Farmaci per l’ipertensione
Se si segue una cura farmacologia per abbassare la pressione arteriosa, è opportuno evitare l’assunzione di erbe che favoriscono la perdita di potassio con conseguente ritenzione di liquidi e di sodio, come ad esempio, la liquirizia (Glycyrrhiza glabra), e moderare l’uso di erbe con effetto tonico stimolante sul sistema nervoso, come il ginseng (Panax ginseng) e l’eleuterococco (Eleutherococcus senticosus), due specie adattogene, che agevolano, cioè, la sopportazione dello stress psico-fisico.
 
Farmaci antiaritmici, glucosidi digitatici
Per chi ha problemi cardiaci e fa uso di farmaci antiaritmici a base di glucosidi digitatici, dovrebbe evitare il consumo di alcune erbe che modificano l’equilibrio acido-base e idrosalino nell’organismo, tra cui la liquirizia (Glycyrrhiza glabra), la verga d’oro (Solidago virgaurea), ed alcune piante ad azione lassativa come la senna (Cassia angustifolia) e la frangula (Rhamnus frangula). Mentre l’uso del biancospino (Crataegus monogyna) è sconsigliato in quanto ne potenzierebbe l’effetto.
 
Per qualsiasi farmaco
Alcune piante possono ridurre o alterare l’assorbimento dei medicinali e modificandone l’efficacia: il pompelmo (Citrus maxima) contiene flavonoidi in grado di inibire gli enzimi intestinali che metabolizzano i farmaci; l’altea (Althaea officinalis) contiene nelle radice mucillagini che formano una certa viscosità che rende i medicinali meno assimilabili; l’iperico (Hypericum perforatum) contiene nelle sommità fiorite alcuni principi attivi come l’ipericina, l’iperforina ed i flavonoidi, utili per il trattamento degli stati ansiosi e delle lievi depressioni, ma interagisce anche con degli enzimi che metabolizzano i farmaci, compresi i contraccettivi orali, riducendone l’effetto terapeutico.
 
(Foto di Mario Giannini)

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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