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Aiuola di siepe alpina

di Maurizio Zarpellon
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  • Aiuola di siepe
  • 1) Pinus mugo, 2) Cotoneaster franchetii, 3) Chaenomeles speciosa, 4) Syringa vulgaris, 5) Euonymus europaeus ìRed Cascade'
  • Pinus mugo
  • Chaenomeles speciosa
  • Chaenomeles speciosa

Per nascondere la via che passa a fianco del giardino di montagna

Molti giardini confinano con una via che dall’interno del giardino non si vorrebbe vedere. In alternativa alle solite siepi sempreverdi di lauroceraso, cipresso di Leyland, Photinia, ligustro, proponiamo in questo numero siepi miste di arbusti da fiore adatte ad un giardino alla montagna.

Il giardino alpino se ben esposto può dare enormi soddisfazioni, ma molto dipende dalla quota e dalle condizioni climatiche locali (vento, neve, sole). Questa siepe si adatta perfettamente ad una valle alpina con quota variabile da 1200 a 1500 m di altitudine, esposta al sole, con terreno neutro o appena calcareo e poca disponibilità di acqua.

 

Innanzitutto, la struttura principale della siepe deve essere formata da un paio di essenze sempreverdi, per avere il fogliame anche nella brutta stagione, la più lunga da queste parti. Quindi intervalliamo gruppi di due o tre arbusti da fiore adatti alla quota e che ci offrano il loro spettacolo in momenti diversi: maggio-giugno, luglio- agosto e settembre.

 

Pinus mugo

Sempreverde, è una conifera molto compatta che talvolta è reperibile nei vivai già discretamente sviluppata, ma attendiamoci una crescita lenta, l’ideale per un ambiente dove la neve la fa da padrona per tanti mesi. In gruppi di tre o quattro esemplari alternati da altre specie, dovrebbe rappresentare l’ossatura principale della siepe. Si trova in vendita in quasi tutti i vivai situati sulla fascia prealpina, ma anche nei vivai gestiti dalle regioni, dove però gli esemplari sono piccoli, anche se praticamente gratuiti. In mancanza di questa pianta selvatica, ripieghiamo su Pinus densiflora ‘Umbraculifera’, anch’essa con una crescita lenta e dal fogliame molto compatto.

 

Cotoneaster franchetii

Bacche rosse a profusione con questa pianta sempreverde già utilizzata per siepi classiche mono-essenza. Raggiunge velocemente l’altezza voluta (150-200 cm) e diventa fitta e impenetrabile. Cotoneaster si utilizziamo per il fogliame verde scuro, argentato sotto, persistente e coriaceo. Le bacche rimangono sulla pianta almeno fino a dicembre-gennaio. In alternativa possiamo usare Cotoneaster lacteus, anche più vigoroso del precedente, utile anche per attirare gli uccelli che si cibano dei suoi frutti e le api che bottinano volentieri il suo nettare.

 

Chaenomeles speciosa

Una bella rosacea dalla ricca fioritura rossa o rosa (a seconda delle varietà) precoce, che in montagna avviene in aprile-maggio, poco prima dell’emissione del nuovo fogliame. Pianta generosa che offre oltre ai fiori dei profumatissimi frutti autunnali simili a meline cotogne. L’aspetto vigoroso e la fitta vegetazione sono quanto di meglio per una siepe mista e rustica. Se possibile, all’impianto è meglio scegliere piante abbastanza sviluppate.  

 

Syringa vulgaris

Sono tantissime le varietà adatte al clima montano. La ricca fioritura profumata che in montagna avviene nel mese di giugno-luglio, la rusticità e la vigoria, fanno di questo arbusto la primadonna per la siepe alpina. Robusta ai geli invernali più taglienti, si ripresenterà ad ogni primavera sempre più fiorifera e rigogliosa. I fiori si prestano anche al taglio, da effettuarsi al mattino presto per non perdere la turgidità.  

 

Euonymus europaeus ‘Red Cascade’

Non per i suoi fiori, piccolissimi ed insignificanti, ma per la meravigliosa produzione di frutti rosso-arancio che vogliamo introdurre nella siepe alpina questa pianta dall’indubbio merito di dare colore dalla fine dell’estate all’autunno inoltrato. Per assicurarci lo spettacolo, è però necessario disporre almeno un gruppo di tre quattro esemplari. Tollerante di ogni condizione climatica, dà il meglio di se in terreni fertili e tendenzialmente calcarei e piuttosto soleggiati.  

 

Consigli per l’impianto

La breve stagione calda impone il trapianto delle giovani piante della nostra siepe appena la temperatura primaverile non promette più gelate tardive o notturne. Le piante hanno così tutta la stagione per affondare le radici e arrivano al prossimo, e lungo inverno, abbastanza fortificate da poterlo sopportare. Il primo anno sarebbe meglio irrigare la giovane siepe con regolarità, mantenerla libera dalle erbacce e possibilmente fornirle un apporto di concime organico primaverile e anche autunnale.

Attenzione alla neve! Molte persone premurose pensano che la giovane siepe possa danneggiarsi con il gelo e fanno l’errore di creare protezioni provvisorie di nylon o peggio di telo antibrina. Non serve a nulla, anzi si rischia di vedere i sacrifici fatti letteralmente schiacciati sotto abbondanti nevicate. Ricordiamo il vecchio detto: “sotto la neve pane, sotto l’acqua  fame…”.

 

VIVAIO ALPINIA
Maurizio Zarpellon
via Gambarello, 9
12013 Chiusa di Pesio (Cn)
Tel. 333 7437985
info@vivaioalpinia.it
http://www.vivaioalpinia.it
http://www.piantevivai.com

 

(Disegni di Daniela Baldoni)

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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