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Porto di Ancona

di Donatella Forni
Donatella Forni
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Porto di Ancona

Un mega impianto fotovoltaico al posto di un'area inquinata. Tra i più grandi in Italia, sostituirà una struttura in amianto.

 

 

Da una vecchia struttura in amianto nascerà uno degli impianti fotovoltaici più grandi d’Italia. A realizzarlo nel porto di Ancona sarà Energy Resources, realtà leader nel settore delle rinnovabili, che si è aggiudicata, in associazione di impresa con Conscoop, il bando di gara indetto dall’Autorità Portuale.

 

L’impianto sarà in grado di produrre 3.200 KWp (sufficiente per alimentare il fabbisogno di circa 1.600 abitazioni) e la sua realizzazione verrà preceduta da un intervento di bonifica dall’amianto, materiale altamente nocivo, di un ex stabilimento industriale in un’area depressa oggetto di riqualificazione da parte dell’Autorità Portuale. L’impianto coprirà il tetto dell’edificio con 15.248 moduli fotovoltaici ad altissima efficienza Sunpower, leader americano nella produzione di pannelli fotovoltaici, di cui Energy Resources è il principale partner italiano.

 

“Con l’installazione di impianti fotovoltaici non solo è possibile produrre energia elettrica da fonte rinnovabile ma anche risolvere ulteriori questioni di natura energetica. L’unione di fotovoltaico e geotermico permette l’eliminazione del problema dei combustibili fossili e allo stesso tempo la soluzione di ulteriori problemi ambientali, come accade con la riqualificazione di aree depresse o contaminate da amianto – spiega Enrico Cappanera, amministratore delegato di Energy Resources – Ad oggi tutto questo si può fare a costo zero, avvalendosi di società come Energy Resources, che in qualità di Esco (Energy Service Company, ovvero società di servizi energetici) è specializzata nell'effettuare interventi nel settore dell'efficienza energetica, fornendo le risorse finanziarie e gestendo progettazione, realizzazione e manutenzione”.

 

L’installazione dell’impianto fotovoltaico del porto di Ancona sarà totalmente a carico dell’associazione di impresa, che realizzerà l’intervento con un investimento pari a 16 milioni di euro; l’Ati avrà per 20 anni la concessione dell’impianto da parte dell’Autorità portuale e dunque la possibilità di vendere alla rete nazionale l’energia elettrica ottenuta.

 

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Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

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Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
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Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

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Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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