Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Melone

di Silvano Cristiani
  • Ortaggi
  • Piante
  • Il melone è una pianta a ciclo annuale, costituita da un fusto strisciante, più o meno ramificato, provvisto di viticci, per mezzo dei quali può aggrapparsi a sostegni aerei, comportandosi di fatto come una pianta rampicante.
  • Le foglie sono reniformi, espanse, con nervatura palmata, di forma vagamente triangolare, con margine ondulato.
  • Il melone è una pianta monoica con fiori gialli, unisessuati; quelli maschili sono i più precoci e crescono all’ascella delle foglie, su lunghi piccioli, in gruppi di tre o quattro.
  • Il frutto è un peponide, del peso variabile da 0,5 a 4 kg, di forma, dimensioni, colore e struttura dell’epicarpo differente a seconda delle varietà.
  • I semi sono piatti, di forma ovale, di colore crema chiaro.
  • Meloni cantalupi hanno frutti globosi, buccia liscia o leggermente verrucosa, di colore verde-grigio, con solchi ben marcati; la polpa è aranciata o color salmone, molto profumata; sono precoci, di media pezzatura, poco serbevoli. Tra questi ricordiamo il “Cantalupo di Charentais”, a polpa aranciata, molto profumato e precoce; il “Cantalupo Comune” a polpa rossa e il “Cantalupo Prescott” a costole larghe, preferito per gli antipasti.
  • Meloni retati, detti anche, per la loro provenienza, meloni americani, hanno frutti ovali o tondeggianti, con buccia fittamente retinata, costolatura spesso assente o poco marcata; la polpa è di colore verde-giallo o arancione, molto profumata. La serbevolezza è scarsa. Tra questi si ricorda il “Retato degli Ortolani” con frutto lungo coperto da un reticolo di striature e il “Melone Ananasso” a polpa rossa, con frutto piccolo molto profumato.
  • Meloni da inverno: hanno frutti lisci, senza costole, di medie e grandi dimensioni e di ottima serbevolezza (fino all’inverno); di colore giallo o verde scuro, hanno la polpa bianca, verde chiaro o gialla, dolce ma poco profumata. Sono coltivati principalmente nelle regioni meridionali. Appartengono a questo gruppo il “Melone Brindisino” o Amarillo Oro, di forma ovale, buccia gialla e polpa bianca-rosata; il “Gigante di Napoli” a frutto grosso verde scuro, con polpa bianca e zuccherina; il “Morettino”, con frutto ovale colore verde scuro e polpa verde tendente al bianco verso il centro.
  • Il melone può essere allevato anche su sostegni in altezza, in quanto è in grado di aggrapparsi ai tutori tramite i viticci. Allo scopo si può piantare dei pali alla distanza di due o tre metri l’uno dall’altro e utilizzare un sistema di fili e o reti per il sostegno delle piante.
  • Importante è la cimatura del tralcio primario, sopra alla seconda o quarta foglia, per agevolare lo sviluppo di germogli ascellari, che a loro volta andranno cimati per formare complessivamente 6 tralci produttivi. Una ultima cimatura ad una o due foglie sopra il frutto può essere utile a consentire un miglior ingrossamento del frutto.
  • Molto utile la pacciamatura per il contenimento delle malerbe,  per ridurre la perdita di acqua per evaporazione ed isolare i frutti dal suolo. Può essere eseguita con film plastici, carta o cartoni (attenzione alle colle ed agli inchiostri presenti) o paglia.
  • Mal bianco (Erisiphe cichoracearum) forma sulle foglie macchie biancastre farinose, con conseguente ingiallimento e necrosi.
  • Peronospora (Pseudoperonospora cubensis) forma sulle foglie macchie, all’inizio traslucide (macchia d’olio), poi giallo-brunastre, con muffa grigio-violacea sulla pagina inferiore e conseguenti disseccamenti finali delle parti colpite.
  • Afidi (Aphis gossypii), di colore dal giallastro al verde scuro, provocano ingiallimento e deperimento di foglie, fiori e frutti; sono dei pericolosi vettori di virus.

 
Il melone, “Cucumis melo”, appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come cetriolo, zucca, cocomero e zucchino.
E’ una pianta a ciclo annuale, costituita da un fusto strisciante, più o meno ramificato, provvisto di viticci, per mezzo dei quali può aggrapparsi a sostegni aerei, comportandosi di fatto come una pianta rampicante.
L’apparato radicale è molto sviluppato, sia in superficie che in profondità.
Le foglie sono reniformi, espanse, con nervatura palmata, di forma vagamente triangolare, con margine ondulato.
Il melone è una pianta monoica con fiori gialli, unisessuati; quelli maschili sono i più precoci e crescono all’ascella delle foglie, su lunghi piccioli, in gruppi di tre o quattro.
Il frutto è un peponide, del peso variabile da 0,5 a 4 kg, di forma, dimensioni, colore e struttura dell’epicarpo differente a seconda delle varietà.
I semi sono piatti, di forma ovale, di colore crema chiaro.
 
Varietà coltivate
Le varietà coltivate, sono ascrivibili ai seguenti raggruppamenti:
 
Meloni cantalupi
Hanno frutti globosi, buccia liscia o leggermente verrucosa, di colore verde-grigio, con solchi ben marcati; la polpa è aranciata o color salmone, molto profumata; sono precoci, di media pezzatura, poco serbevoli. Tra questi ricordiamo il “Cantalupo di Charentais”, a polpa aranciata, molto profumato e precoce; il “Cantalupo Comune” a polpa rossa e il “Cantalupo Prescott” a costole larghe, preferito per gli antipasti.
 
Meloni retati
Detti anche, per la loro provenienza, meloni americani, hanno frutti ovali o tondeggianti, con buccia fittamente retinata, costolatura spesso assente o poco marcata; la polpa è di colore verde-giallo o arancione, molto profumata. La serbevolezza è scarsa. Tra questi si ricorda il “Retato degli Ortolani” con frutto lungo coperto da un reticolo di striature e il “Melone Ananasso” a polpa rossa, con frutto piccolo molto profumato.
 
Meloni da inverno
Hanno frutti lisci, senza costole, di medie e grandi dimensioni e di ottima serbevolezza (fino all’inverno); di colore giallo o verde scuro, hanno la polpa bianca, verde chiaro o gialla, dolce ma poco profumata. Questi meloni sono coltivati principalmente nelle regioni meridionali dove l’ambiente caldo e secco favorisce la dolcezza e la serbevolezza dei frutti.  Appartengono a questo gruppo il “Melone Brindisino” o Amarillo Oro, di forma ovale, buccia gialla e polpa bianca-rosata; il “Gigante di Napoli” a frutto grosso verde scuro, con polpa bianca e zuccherina; il “Morettino”, con frutto ovale colore verde scuro e polpa verde tendente al bianco verso il centro.
 
Molto diffuse sono attualmente varietà ibride F1, che garantiscono produzioni più abbondanti e uniformi e garantiscono un buona resistenza alle malattie: ad es. il melone “Supermarket”, molto diffuso in Italia, resistente a ruggine e fusarium, con polpa aranciata, molto consistente e buccia retinata e solcata.
 
Tecniche colturali
 
Esigenze
La coltivazione del melone richiede terreni profondi, senza ristagni idrici, fertili e ricchi di sostanza organica, con un pH compreso tra 6,0-7,0 ed una percentuale di calcare attivo inferiore al 10%.
Molto esigente nei confronti del clima, non sopporta temperature vicine allo 0°, necessita di un clima temperato caldo e di posizioni soleggiate.
Avvicendamento e consociazione
E’ sconsigliabile ripetere la coltura sullo stesso terreno prima di 3-4 anni o di coltivarla dopo solanacee, fagiolino o altre specie della famiglia delle cucurbitacee, perché le piante andrebbero facilmente soggette ad attacchi di parassiti fungini (Fusarium, Verticillium), nematodi e insetti.
Lavorazioni del terreno e concimazioni
Nel caso di terreni pesanti le lavorazioni devono essere molto accurate, fatte per tempo, meglio prima dell’inverno. Le concimazioni devono essere abbondanti. Indispensabile quella organica a base di letame maturo o compost (da 4 a 6 kg/mq), da distribuire durante la preparazione del terreno. Molto importante è la disponibilità di fosforo e potassio, per la serbevolezza ed il tenore zuccherino dei frutti. Con la concimazione chimica si somministrano sino a 6-10 g/m2 di P2O5, 15-20 g/m2 di K2O e 12-18 g/m2 d’azoto.
Semina
La semina in pieno campo si esegue a postarelle, quando i rischi di gelate sono terminati e la temperatura ha raggiunto i 14-15 °C, seminando 3 o 4 piante per buchetta, che andranno poi diradate lasciandone una sola, allorché le piante presentano la terza foglia ben formata.
L’investimento ottimale necessita di almeno 1,5 - 2 m2 per ogni pianta, ottenibile con sesti di impianto di 150-200 cm tra le file e 70-100 cm sulla fila.
Il melone può essere allevato anche su sostegni, in altezza, in quanto è in grado di aggrapparsi ai tutori tramite i viticci. Allo scopo si può piantare dei pali alla distanza di due o tre metri l’uno dall’altro e utilizzare un sistema di fili e o reti per il sostegno delle piante.
Cimatura
Importante è la cimatura del tralcio primario, sopra alla seconda o quarta foglia, per agevolare lo sviluppo di germogli ascellari, che a loro volta andranno cimati per formare complessivamente 6 tralci produttivi. Una ultima cimatura ad una o due foglie sopra il frutto può essere utile a consentire un miglior ingrossamento del frutto.
Molte varietà ibride però non si avvantaggiano delle cimature che risultano inulti: molto importante è pertanto conoscerne il comportamento e le esigenze specifiche.
Fecondazione
La fecondazione è incrociata e favorita dalla presenza di bombi e api.
Irrigazione
Le irrigazioni sono indispensabili specialmente durante la stagione calda, per garantire un regolare accrescimento dei frutti.
Pacciamatura
Molto utile la pacciamatura per il contenimento delle malerbe,  per ridurre la perdita di acqua per evaporazione ed isolare i frutti dal suolo. Può essere eseguita con film plastici, carta o cartoni (attenzione alle colle ed agli inchiostri presenti) o paglia.
Raccolta
La raccolta si effettua scalarmene a partire dai mese di giugno e luglio fino a settembre per le varietà tardive e dura una ventina di giorni. Si effettua quando il peduncolo inizia a raggrinzire, la buccia assume il colore tipico della varietà ed emana il suo profumo caratteristico.
Conservazione
La conservazione si protrae per alcuni giorni in frigorifero per le varietà estive, sino a 2 o 3 mesi per quelle invernali, garantendo una temperatura di 3-5°C ed un umidità dell’80-85%.
 
Avversità
Queste le avversità più temibili:

  • Mal bianco (Erisiphe cichoracearum) forma sulle foglie macchie biancastre farinose, con conseguente ingiallimento e necrosi
  • Peronospora (Pseudoperonospora cubensis) forma sulle foglie macchie, all’inizio traslucide (macchia d’olio), poi giallo-brunastre, con muffa grigio-violacea sulla pagina inferiore e conseguenti disseccamenti finali delle parti colpite
  • Fusariosi (Fusarium oxysporum) provoca l’ingiallimento e l’avvizzimento di tutta la pianta, seguiti da gommosi alla base del fusto e spaccature longitudinali
  • Afidi (Aphis gossypii), di colore dal giallastro al verde scuro, provocano ingiallimento e deperimento di foglie, fiori e frutti; sono dei pericolosi vettori di virus.

Controllo
Per il loro controllo si possono effettuare azioni indirette o trattamenti specifici.
Azioni indirette

  • utilizzare sesti di impianto corretti per permettere una circolazione ottimale dell’aria ed una migliore diffusione della luce
  • evitare di bagnare le foglie durante le annaffiature
  • limitare le concimazioni azotate ed utilizzare letame ben maturo
  • utilizzare rotazioni ampie tra una coltura e l’altra (almeno quattro anni)

Trattamenti specifici
E’ possibile prevedere dei trattamenti per il controllo delle malattie fungine a base di zolfo o con decotto di equiseto, macerato di aglio e cipolla, propoli ed oli essenziali.
 
La coltivazione del melone ed il calendario biodinamico
Effettuare le semine in luna crescente (luna nuova), i trapianti in luna discendente (tempo di piantagione), scegliendo comunque sempre i giorni di calore, anche per la raccolta. Distribuire il preparato 500 prima della lavorazione principale e delle eventuali sarchiature ed il preparato 501 dalla formazione dei primi frutticini, effettuando due o tre trattamenti al mattino presto, con giornate soleggiate, in giorni di aria o calore, per migliorarne  le caratteristiche organolettiche e la resistenza alle malattie.
 
(Disegni di Claudio Cristiani)

»
  • Share/Save

Ortaggi

  • Aglio
  • Asparago
  • Barbabietola
  • Basilico
  • Carota
  • Cavolo
  • Cetriolo
  • Cipolla
  • Fagiolo e fagiolino
  • Fava
  • Finocchio
  • Fragole
  • Insalate
  • Melanzana
  • Melone
  • Patata
  • Peperone
  • Pisello
  • Pomodoro
  • Porro
  • Prezzemolo
  • Ravanello
  • Sedano
  • Spinacio
  • Zucca
  • Zucchino

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!