Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Fagiolo e fagiolino

di Silvano Cristiani
  • Ortaggi
  • Piante
  • Fagiolo rampicante (Foto Ermes
  • Coltivazione del fagiolo
  • E’ una pianta che si avvantaggia delle lavorazioni e delle concimazioni effettuate negli anni precedenti. In caso di terreno costipato, per ricreare una buona struttura, si consiglia di eseguire una vangatura prima che il terreno geli. Se la sostanza organica è scarsa si può intervenire con compost ben maturo o concimi organici ben compostati.
  • La semina si effettua in pieno campo, a file o a postarelle. Le distanze di semina dipendono dal portamento delle varietà: per il fagiolo nano è generalmente preferibile la semina su file distanziate tra loro 40-50 cm, mantenendo una distanza sulla fila di circa 4-5 cm e una profondità di 3-4 al massimo.
  • Per favorire ed accelerare la germinazione, prima della semina, si consiglia di bagnare i semi avvolti in un panno e conservarli ad una temperatura di 20-22°C, fino a quando non si vede emergere la radichetta.
  • Per favorire ed accelerare la germinazione, prima della semina, si consiglia di bagnare i semi avvolti in un panno e conservarli ad una temperatura di 20-22°C, fino a quando non si vede emergere la radichetta.
  • Nella semina a file si possono piantare dei pali in legno o in ferro alti 2,5 m alla distanza di circa 2 metri l’uno dall’altro e stendere delle reti in plastica che andranno successivamente fissate ai pali.
  • Nella semina a postarelle si utilizza un tutore per ogni gruppo di semi. Si sconsiglia la disposizione dei pali a piramide o a tenda in quanto, anche se più stabile, non permette un’illuminazione ed un’aerazione uniforme delle piante.
  • Sarchiature e rincalzature sono utili per mantenere il terreno sgombro dalle infestanti e garantire una radicazione ben sviluppata.
  • La ruggine si manifesta con delle pustole brune specialmente sulle foglie, che, col tempo, possono dissecarsi.
  • L’antracnosi si manifesta prevalentemente sul baccello con delle punteggiature rugginose che diventano poi scure e larghe fino ad 1 cm. La lotta si attua in via preventiva con varietà resistenti o con prodotti a base di rame.
  • L’antracnosi si manifesta prevalentemente sul baccello con delle punteggiature rugginose che diventano poi scure e larghe fino ad 1 cm. La lotta si attua in via preventiva con varietà resistenti o con prodotti a base di rame.
  • L’antracnosi si manifesta prevalentemente sul baccello con delle punteggiature rugginose che diventano poi scure e larghe fino ad 1 cm. La lotta si attua in via preventiva con varietà resistenti o con prodotti a base di rame.
  • Gli afidi possono creare spesso dei problemi. Rimedi: macerati di aglio e cipolla, macerato di ortica, sapone liquido di Marsiglia diluito in acqua (5-10 %) o piretro.


 
Il fagiolo appartiene alla famiglia delle leguminose, ha un apparato radicale fascicolato, abbastanza superficiale e poco sviluppato.
Le foglie sono divise in tre foglioline: le due laterali sono ovali e di forma simmetrica, la fogliolina centrale è più grande delle altre e di forma più o meno romboidale.
I fiori, disposti lungo il fusto, opposti alle foglie, possono essere bianchi, gialli, rossi o lilla. Il fusto, di lunghezza variabile dai 30 cm fino ai 2 o 3 metri, può essere eretto o volubile (si avvolge cioè ai sostegni).
Il frutto è un baccello allungato di varia forma e dimensione a seconda delle varietà, contenente dei semi che variano anch’essi per forma, colore e dimensioni.
Originario delle zone tropicali americane, il fagiolo, Phaseolus vulgaris, raggruppa circa 200 varietà. Il fagiolo dell’occhio, proveniente dall’Asia e dall’Africa e coltivato in Italia fin dal tempo degli Etruschi, appartiene alla specie Vigna uguincolata, mentre il fagiolo di Spagna alla specie Phaseolus multiflorus. A seconda delle caratteristiche del frutto si distinguono in fagioli nani o rampicanti, mangiatutto (fagiolini) o da sgusciare.
 
Esigenze agronomiche
Predilige terreni di medio impasto, ricchi di sostanza organica, con un pH intorno alla neutralità o leggermente alcalino. Non germina a temperature inferiori ai 10°C, teme le primavere molto umide e piovose, perché facilitano l’insorgere di malattie fungine, mentre un clima troppo secco e caldo può ostacolarne la fioritura e la maturazione dei frutti. Non tollera i ristagni d’acqua ed è molto sensibile al vento.
 
Scelta varitale
Mangiatutto nani
‘Marconi Nano’: a baccello verde, medio tardivo
‘Slankette’ (‘Slenderette’): medio precoce a baccello verde
‘Pencil Pod’: a baccello giallo, medio precoce
‘Strike’: a baccello verde, precoce
 
Mangiatutto rampicanti
‘Meraviglia di Venezia’ a baccelli gialli, tardivo
‘Marconi’: medio tardivo a baccelli verdi
‘Bobis Nero’: a baccello verde resistente alle malattie fungine, precoce
 
Nani da sgusciare
‘Borlotto Lingua di Fuoco’: precoce con baccello e semi screziati di rosso
‘Cannellino’: a grano bianco e baccello verde, medio precoce.
 
Rampicanti da sgusciare
‘Borlotto di Vigevano’
‘Borlotto Lingua di Fuoco’: a grano grosso, medio tardivi, molto produttivi
‘Di Spagna’: a grano bianco molto grosso, tardivo.
 
Tecniche colturali
 
Concimazioni
E’ una pianta che si avvantaggia delle lavorazioni e delle concimazioni effettuate negli anni precedenti. In caso di terreno costipato, per ricreare una buona struttura, si consiglia di eseguire una vangatura prima che il terreno geli. Se la sostanza organica è scarsa si può intervenire con compost ben maturo o concimi organici ben compostati.
Come tutte le leguminose, è in grado di assimilare l’azoto atmosferico, grazie all’azione di particolari batteri che vivono in simbiosi nelle radici, formando dei noduli caratteristici. In assenza di concimazioni organiche, è necessario intervenire con fosforo e potassio prima delle lavorazioni del terreno (15-20 g di P2O5 e 20-25 di K2O per m2). Da evitare il solfato di potassio perché lo zolfo tende a rendere duri i semi. La cenere di legna, usata con parsimonia è indicata, specie se il terreno è tendenzialmente acido. Una piccola quantità di azoto può aiutare in primavera lo sviluppo della pianta, prima che si instauri la simbiosi con i batteri azotofissatori. Quantitativi di azoto elevati sono, invece, dannosi e inutili, poiché rallentano lo sviluppo dei batteri azotofissatori e predispongono la pianta all’attacco di funghi ed afidi.
 
Rotazioni colturali
Come coltivazione principale seminata in primavera il fagiolo segue preferibilmente colture da radice, come la carota e la patata; in secondo raccolto, con semina da giugno a metà luglio, può seguire l’aglio, la cipolla, il porro, gli spinaci, i ravanelli e altre colture a ciclo autunno primaverile o primaverile.
 
Semina
Si effettua in pieno campo, a file o a postarelle. Le distanze di semina dipendono dal portamento delle varietà: per il fagiolo nano è generalmente preferibile la semina su file distanziate tra loro 40-50 cm, mantenendo una distanza sulla fila di circa 4-5 cm e una profondità di 3-4 al massimo; nei terreni pesanti è consigliata una semina più superficiale o un terriccio leggero come copertura, per non compromettere la fuoriuscita dal terreno delle giovani piantine.
Per favorire ed accelerare la germinazione, prima della semina, si consiglia di bagnare i semi avvolti in un panno e conservarli ad una temperatura di 20-22°C, fino a quando non si vede emergere la radichetta.
Ancora meglio se per bagnare i semi si usa il preparato biodinamico 500, dinamizzato per 20 minuti.
 
Nella semina a postarelle, gruppi di 4 o 5 semi vengono messi alla distanza di 20-30 cm. Nelle varietà rampicanti la distanza tra le file va aumentata fino ad un metro. La direzione ottimale delle file è lungo l’asse Nord-Sud, in modo che il sole nell’arco della giornata possa illuminarne i due lati. Nella semina a postarelle i gruppi di semi vanno disposti a 80-100 cm tra le file e 50-60 sulla fila. Prima della semina vanno però sistemati i tutori.
 
Nella semina a file si possono piantare dei pali in legno o in ferro alti 2,5 m alla distanza di circa 2 metri l’uno dall’altro e stendere delle reti in plastica che andranno successivamente fissate ai pali.
Nella semina a postarelle si utilizza un tutore per ogni gruppo di semi. Si sconsiglia la disposizione dei pali a piramide o a tenda in quanto, anche se più stabile, non permette un’illuminazione ed un’aerazione uniforme delle piante.
 
Irrigazioni
Devono essere abbondanti e regolari, cercando di evitare i ristagni. Ottima l’irrigazione a goccia.
 
Sarchiature e rincalzature
Sono utili per mantenere il terreno sgombro dalle infestanti e garantire una radicazione ben sviluppata.
 
Raccolta
In genere è scalare, a partire da giugno per le varietà mangiatutto nane, fino ai primi geli. La precocità, la lunghezza del ciclo e la produzione dipendono molto dalle diverse varietà. Più precoci, con un ciclo più breve le varietà nane, più produttive, ma più lente ad entrare in produzione quelle rampicanti.
 
 
Avversità
 
Malattie fungine
La ruggine si manifesta con delle pustole brune specialmente sulle foglie, che, col tempo, possono dissecarsi.
L’antracnosi si manifesta prevalentemente sul baccello con delle punteggiature rugginose che diventano poi scure e larghe fino ad 1 cm. La lotta si attua in via preventiva con varietà resistenti o con prodotti a base di rame.
Dopo la semina, se piove molto, possono svilupparsi dei marciumi. Molto importante è mantenere una buona struttura del terreno, che faciliti lo sgrondo delle acque e utilizzare semente sana.
Insetti
Gli afidi possono creare spesso dei problemi. Rimedi: macerati di aglio e cipolla, macerato di ortica, sapone liquido di Marsiglia diluito in acqua (5-10 %) o piretro.
Virus
Batteriosi e virus possono colpire il fagiolo, ma le uniche tecniche di lotta sono quelle preventive: utilizzare varietà resistenti, sementi sane e una buona rotazione colturale.
 
Coltivazione del fagiolo e biodinamica
Effettuare le semine in luna crescente (luna nuova), le sarchiature e le rincalzature in luna discendente (tempo di piantagione), scegliendo comunque sempre i giorni di calore. Un trattamento al terreno col preparato 500 prima della lavorazione principale e delle rincalzature ne migliora profondamente gli effetti. Il preparato 501 si può spruzzare dopo la fioritura, effettuando due o tre trattamenti al mattino presto, con giornate soleggiate, in giorni di aria o calore.
 
(Disegni di Claudio Cristiani)

»
  • Share/Save

Ortaggi

  • Aglio
  • Asparago
  • Barbabietola
  • Basilico
  • Carota
  • Cavolo
  • Cetriolo
  • Cipolla
  • Fagiolo e fagiolino
  • Fava
  • Finocchio
  • Fragole
  • Insalate
  • Melanzana
  • Melone
  • Patata
  • Peperone
  • Pisello
  • Pomodoro
  • Porro
  • Prezzemolo
  • Ravanello
  • Sedano
  • Spinacio
  • Zucca
  • Zucchino

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!