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Laurotino o Lentaggine

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Laurotino o Lentaggine (Viburnum tinus), disegno di Gabriella Gallerani
  • A settembre i boccioli sono già formati e con l’arrivo dell’inverno in alcune varietà da giardino come ‘Eve Price’ si colorano intensamente di rosa/rosso
  • Le fogli sono opposte, ovali con punta terminale e base rotondeggiante
  • Le foglie nella pagina superiore sono lucide e di colore verde scuro, nella pagina inferiore sono più chiare

 
Laurotino o Lentaggine (Viburnum tinus)
 
Il viburno tino, Viburnum tinus, chiamato anche laurotino o lentaggine, ha conosciuto nell’ultimo decennio un sempre maggiore successo come pianta da giardino, tanto che quasi non ci si ricorda che è pianta spontanea tipica dell’area mediterranea. Il suo habitat sono i boschi mesofili ricchi di lecci, allori, mirti, corbezzoli, lentischi, filliree, ornielli. Nelle regioni a clima tipicamente mediterraneo si trova spesso al margine di aree coltivate.
 
Bello e sobrio
Come esemplare isolato può raggiungere, in condizioni climatiche e pedologiche favorevoli, un’altezza di quattro metri. La crescita iniziale è piuttosto veloce, fino circa ad un metro d’altezza, per rallentare e divenire piuttosto lento.
Le foglie, che rimangono sempreverdi tutto l’anno, sono di colore verde scuro nella pagina superiore, sempre lucida, mentre quella inferiore è di colore più chiaro. Di forma ovale hanno punta terminale e base rotondeggiante un poco più allargata. Sono opposte, con picciolo corto e robusto.
I fiori sono raccolti in corimbi che a loro volta compongono un’infiorescenza ad ombrella terminale. I fiori sono piccoli, di profumo appena accennato, bianchi, a volte con una rosatura molto leggera.
 
Lunga fioritura
I corimbi fiorali sono già ben visibili alla fine dell’autunno. In base alla temperatura possono iniziare a sbocciare già alla fine di ottobre, ma si tratta di casi sporadici perché l’inizio della fioritura vera e propria nelle piante da giardino inizia timidamente in dicembre per prolungarsi fino a primavera inoltrata. In primavera la fioritura “esplode” ricoprendo i viburni di un manto bianco. I fiori si aprono scalarmente all’interno di uno stesso corimbo, più spesso a partire dal centro, e la fioritura ha andamento scalare anche fra i diversi corimbi di una stessa pianta e fra piante diverse.
Rustico, resiste sia al freddo sia alla salinità, non ha particolari esigenze nutritive anche se la presenza di sostanza organica favorisce un migliore sviluppo.
 
Pianta duttile
Il viburno è pianta duttile capace di adattarsi a terreni diversi, temendo soltanto il ristagno idrico. Si presta anche a potature ricorrenti e quindi ad essere allevato a siepe, anche in rigide forme per la pronta capacità di generare ricacci. Cresce con successo solo se ben esposto al sole. In mezz’ombra riduce l’intensità di fioritura e produce foglie di dimensioni maggiori, tollera l’ombra anche se tende a perdere la forma compatta.
 
Dove in giardino
In giardino il viburno può essere utilizzato per formare siepi pure o miste. In purezza crea vere e proprie barriere non soltanto visive, ma resistenti al vento, capaci di dissipare efficacemente il rumore e trattenere la polvere. Come pianta isolata si presta benissimo ad essere allevata in contrasto di colore, forma e dimensione con altre piante come berberis e cotonastro.
 
In vaso
In vaso il viburno non presenta difficoltà, purchè si effettuino rinvasi ogni tre anni e si provveda a rinnovare lo strato superficiale del terreno ogni primavera. E’ importante che il vaso non abbia sottovaso così da consentire lo sgrondo dell’acqua eccedente, piovana o di annaffiatura. Quando la pianta avrà raggiunto la dimensione di un metro si dovrà intervenire con tagli di potatura per contenerne la crescita e contemporaneamente ridurre le radici di un terzo; in alternativa si dovrà spostare la pianta in piena terra.
 
Come si riproduce
La tecnica della talea è il miglior modo per propagare il viburno. Preleviamo le talee in estate e mettiamole a radicare in sabbia e torba. Le probabilità di successo sono molto elevate.
 
Tante cultivar, un solo viburno
Oggi sono disponibili molte varietà da giardino di grande valore ornamentale, fra queste ricordiamo: ‘Eve Price’ con foglie piccole e fiori in boccio carminio, ‘Variegatum’ con foglie variegate di giallo, ‘Purpureum’ dal colore porpora deciso, ‘Lucidum’ dalle foglie grandi e lucide.

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Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

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Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

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... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

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Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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