http://www.cifo.it
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Mostre Mercato
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Camelie invernali

di Paolo Cottini
  • Arbusti
  • Camelie invernali
  • Piante
  • Camellia sasanqua ‘Jennifer Susan’
  • Camellia sasanqua ‘Hina-Yuki’
  • Camellia sasanqua ‘Narumi-Gata’
  • Camellia x caudata
  • Camellia granthamiana
  • Camellia oleifera
  • Camellia x hiemalis ‘Kanjiro’
  • Camellia x vernalis ‘Kamakura-Shibori’
  • Camellia x vernalis ‘Hiryu’
  • Camellia x vernalis ‘Yuletide’
  • Camellia sasanqua ‘Versicolor’
  • Camellia sasanqua ‘Navajo’
  • Camellia x vernalis ‘Egao’
  • Camellia sasanqua ‘Presidente Antonio Sevesi’
  • Camellia x hiemalis ‘Showa Supreme’
  • Camellia sasanqua ‘Betty Patricia’
  • Camellia sasanqua ‘Brooksie Anderson’
  • Camellia sasanqua ‘Plantation Pink’
  • Camellia sasanqua ‘Jean May’

Uno dei problemi più gravosi, per chi desidera avere un giardino o un terrazzo fioriti per tutto l’anno, è di procurarsi piante che siano in grado non solo di resistere alle temperature invernali, ma addirittura di fiorire o almeno di presentare in qualche misura colori luminosi e piacevoli. Ormai da qualche tempo le soluzioni non sono poche: alcuni Prunus, Hamamelis, viburni, ma soprattutto numerose piante dai frutti persistenti e brillanti, come i meli, i sorbi, i biancospini. I giardinisti più pretenziosi, tuttavia, non s’accontentano di questo già ricco patrimonio e vanno alla ricerca di qualcosa in più, soprattutto di fiori più grandi e più colorati, possibilmente profumati: magari anche, perché no?, accompagnati da foglie sempreverdi, che non lascino i rami e i tronchi nudi come stecchi. E non basta: essi vogliono anche che le piante non siano troppo esigenti in fatto di coltivazione, che chioma e portamento siano eleganti, che sia assicurata la resistenza al gelo e ai parassiti, che… Insomma, pretendono la luna? Forse sì, ma la natura è dotata d’un carniere provvido e variato, tale da riuscire a soddisfare anche il più noioso dei perfezionisti. Insomma, per i brontoloni, ecco pronta la ‘luna’: le camelie invernali, una delle meraviglie del mondo vegetale, create appositamente per gli incontentabili. Non solo, ma le specie e le varietà ‘invernali’ pongono termine alle loro migliori prestazioni verso marzo, proprio quando entrano in scena le loro compagne primaverili, così che mediante una scelta oculata è possibile avere un giardino di camelie fiorite per circa otto mesi, da settembre ad aprile.
 
Camellia sasanqua e le altre
Quando si parla di camelie a fioritura invernale, il pensiero va subito a Camellia sasanqua, una specie originaria dell’isola giapponese di Okinawa, dove è chiamata “sazankwa” (che significa ‘”fiore del tè di montagna”) e dove viene coltivata da parecchi secoli, anche per scopi alimentari. Dotata di foglie piuttosto piccole e strette, oltre che di fiori leggermente profumati a corolla semidoppia, con petali di color rosa carico o bianco, la specie fu introdotta in Europa verso la metà del ‘700. Ben presto sfruttata da ibridatori e vivaisti, sia per la rusticità, sia per il pregio di fiorire fra ottobre e marzo (secondo le varietà), C. sasanqua ha generato centinaia di nuove forme, spesso assai diverse fra loro. Altre specie o ibridi naturali sono tuttavia di grande importanza, in primo luogo C. x hiemalis e C. x vernalis, due camelie tuttora “sospettate” di esser varianti naturali di C. sasanqua. Non meno interessante è C. sinensis, che non è solo la nota pianta del tè, ma anche una splendida ornamentale, soprattutto per il portamento cespuglioso senza prevalenza d’un solo fusto. E ancora: C. oleifera, che in pieno inverno è carica di numerosissimi fiori bianchi; C. granthamiana, con fiori larghi fino a 14 cm che si aprono verso Natale; C. caudata, dotata d’una fioritura non abbondante ma molto attraente.
 
In giardino e in terrazzo
Rispetto alle primaverili C. japonica e C. reticulata, le specie invernali e soprattutto C. sasanqua si adattano meglio a differenti modi d’allevamento, anche perché possiedono un legno giovane più flessibile e sono maggiormente disponibili a lasciarsi potare. Di conseguenza, fatta salva la forma d’uso principale, che la vede messa a dimora nelle aiuole con esemplari singoli per le varietà più alte o in piccoli gruppi per le più “nane”, C. sasanqua si presta senza problemi alla formazione di siepi. In questo caso, occorre che le piante siano distanziate fra loro di circa 80-100 cm, potandole in seguito con cesoie o tagliasiepi per conferire la forma voluta e rimuovendo rametti deboli o malformati. Se si sceglie una siepe formale, sarà bene utilizzare la medesima cultivar (ad esempio: ‘Shishi-Gashira’ o ‘Jean May’), mentre se si propende per l’informalità, si potranno mescolare altre varietà, come ‘Bettie Patricia’, ‘Kanjiro’, ‘Yuletide’, ‘Plantation Pink’ e così via. Con le camelie invernali è anche possibile rivestire la facciata d’un edificio, con esposizione a sud, mediante l’allevamento a spalliera, addossando alla parete un traliccio su cui si legheranno i rami in due direzioni, facendo sì che la pianta non si sviluppi in profondità. Per tale uso, Andrea Corneo (v. box sulla coltivazione) consiglia: ‘Jennifer Susan’, ‘Bonanza’ e ‘Sparkling Burgundy’. Infine, chi possiede solo un terrazzo può collezionare alcune varietà in vaso (con diametro di almeno 20 cm), orientandosi verso varietà a crescita lenta e portamento compatto e basso, come ‘Hiryu’ e ‘Brooksie Anderson’.
 
Coltiviamo le camelie invernali con Andrea Corneo
Andrea Corneo, giovane dottore agronomo e attuale presidente della Società Italiana della Camelia, è nato con le camelie accanto alla culla e probabilmente non se ne separerà mai. Basti pensare al giardino della dimora di famiglia (Villa Anelli a Oggebbio, Lago Maggiore), dove prospera una splendida collezione di “invernali”, di C. japonica e di C. reticulata, tra cui brillano uno dei più notevoli esemplari di ‘Vergine di Collebeato’ e una rara ‘Giovanna Barbara’, creata da Antonio Sevesi e dedicata alla mamma di Corneo. A lui chiediamo i ‘segreti’ per una buona coltivazione di C. sasanqua e specie o varietà affini.
Partiamo dall’ambiente ideale
Le camelie in genere non amano i climi eccessivamente caldi e assolati e ancor meno quelli gelidi, così che è meglio servirsene in aree relativamente temperate, fresche o almeno in cui non manchino altre piante che le possano ‘proteggere’. In ogni caso, le ‘sasanqua’, rispetto alle ‘japonica’,hanno foglie più piccole e coriacee che sopportano meglio il caldo e la conseguente disidratazione.
Che tipo di terreno vogliono?
Anche il suolo deve essere fresco,ben lavorato e ancor meglio drenato,ricco di sostanza organica e con un pH acido o neutro,privo di calcare, anche se la ‘sasanqua’ in una certa misura riescono a tollerarlo.
Come va preparato il sito d’impianto?
Per evitare la temuta asfissia radicale è bene evitare qualunque tipo di ristagno idrico, assicurando in pari tempo una buca di almeno 60 x 60 cm. Se la presenza di calcare nel suolo è eccessiva, occorre abbassare il pH aggiungendo prodotti a base di solfato di ferro o chelato di ferro. Non meno utile è l’uso di torba acida o aghi di pino, che andranno forniti annualmente come pacciamatura. Va invece evitato il letame, soprattutto se posto a diretto contatto con le radici. E’ meglio metterle a dimora nei pressi d’altre piante,per la protezione dal freddo, dal sole pieno e dal vento.
Altre attenzioni al momento dell’impianto?
Sì. Bisogna ricordare che l’apparato radicale, che è piuttosto superficiale, va protetto dal caldo e dal gelo con una pacciamatura piuttosto spessa. Viceversa, l’esemplare non va sprofondato nel terreno, perché si rischiano marciumi e asfissia: le radici della camelie “amano il suono delle campane”.
In cifre, qual è la temperatura minima sopportabile?
Le ‘sasanqua’ non hanno problemi fino a –10° C, ma le radici non devono mai essere a contatto con il gelo.
Necessitano d’acqua?
Sì, di norma vanno bagnate di sera in misura abbondante, ma tutto dipende dalla varietà e dalla situazione specifica.
Vanno potate?
Sì, senza esagerare, soprattutto da giovani quando bisogna impostarne l’equilibrio della chioma. In ogni caso vanno eliminati i rami secchi o vecchi o malformati
 

»
  • Share/Save

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Arbusti

  • Abutilon
  • Acca sellowiana
  • Agrifogli
  • Apocynaceae
  • Arbusti sempreverdi
  • Biancospini
  • Calliandra tweedii
  • Camelie invernali
  • Camelie primaverili
  • Carissa grandiflora
  • Ceanothus
  • Cistus
  • Cornioli da fiore
  • Corylus avellana 'Red Majestic'
  • Cotoneaster
  • Dafne
  • Deutzia
  • Eriche invernali
  • Evonimi spoglianti
  • Ginestre
  • Grevillee
  • Hamamelis
  • Hibiscus
  • Ibridi di tea
  • Lavande
  • Mahonia aquifolium 'Green Ripple'
  • Nuove ortensie
  • Ortensie
  • Parrotia persica 'Vanessa'
  • Pelargoni odorosi
  • Peonie arbustive
  • Potentille arbustive
  • Rododendri nani
  • Rose inglesi
  • Rose selvatiche
  • Sarcococca
  • Sorbi
  • Viburni

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
oppure compra la rivista in formato digitale.

Contatta Giardini

contattaci
Contatta la redazione di Giardini.

stats