PescoPesco (Prunus persica)
Tra le piante da frutto, il pesco è una delle più generose, caratterizzato dalla rapidità della pianta nella messa a frutto. Infatti, non è difficile avere il primo raccolto già al secondo anno dalla piantagione e, normalmente, la pianta si può considerare completamente formata e in piena produzione a partire dal quarto anno. Tutte le varietà di pesco oggi coltivate sono autofertili cioè, per fecondare l’ovario e formare il frutto, non occorre il polline proveniente da una diversa varietà. Di conseguenza basta la presenza di una sola pianta per assicurare un copioso raccolto. Purché sia in una posizione adeguata, piena luce e assenza di ristagni idrici, il pesco non ha particolari esigenze e la coltivazione non presenta difficoltà.
La carta d’identità del pesco
Dalla potatura alla raccoltaIl pesco fruttifica principalmente sui rami di un anno, che sono provvisti di una gemma apicale a legno, mentre quelle laterali sono a fiore.
PotatureSulle piante giovani la potatura è molto semplice: basta eliminare qualche ramo nelle parti più dense della chioma e quelli troppo vigorosi a crescita verticale. Diversamente, sulle piante in piena produzione è necessaria una potatura abbastanza “severa” per stimolare la formazione di nuovi germogli ed evitare che la pianta invecchi troppo rapidamente. Indicativamente si devono asportare circa il 50% dei rami di un anno, eliminando quelli troppo deboli o troppo vigorosi. Inoltre si deve cercare di mantenere ben illuminata la parte bassa ed interna della chioma, per evitare che i rami produttivi rimangano solo sulla cima e nella parte esterna della pianta. Per far questo si eseguiranno dei “tagli di ritorno”, accorciando i rami di due-tre anni e la cima per contenere lo sviluppo della pianta.
Diradamento dei fruttiPoiché l’allegagione è spesso abbondante diventa indispensabile un accurato diradamento dei frutti. Il diradamento deve essere eseguito in epoca precoce, appena i frutticini hanno raggiunto le dimensioni di una noce. In questo modo si può avvantaggiare la crescita di quelli lasciati, riequilibrando il carico produttivo alle risorse della pianta. Sotto l’aspetto pratico è necessario stabilire la quantità di frutti da lasciare sulla pianta. Prima di tutto si deve tener conto dell’età e della vigoria della pianta, considerando che piante giovani e molto vigorose sopportano un numero maggiore di frutti. Quindi si dovranno ripartire i frutti valutando la capacità di ogni singolo ramo. Ad esempio su un ramo esile sarà sufficiente un solo frutto; su uno di buon sviluppo si lasceranno più frutti distanziati di almeno 20-30 centimetri uno dall’altro, eliminando quelli troppo vicino all’apice.
Concimazione Per assicurare uno sviluppo equilibrato non va trascurata la concimazione. In generale a peschi in piena produzione si possono distribuire, nell’epoca di fine fioritura-allegagione, circa 500-1000 grammi per pianta di un concime NPK contenente Azoto, Fosforo, Potassio in rapporti di circa 1:1:1,5/2 tra gli elementi.
Potatura estivaSu piante giovani o molto vigorose, può essere utile eseguire un passaggio di potatura estiva 15-20 giorni prima della raccolta, eliminando i germogli più vigorosi per esporre i frutti al sole ed aumentare la circolazione dell’aria all’interno della pianta. In questo modo si facilita la maturazione, si riducono gli attacchi di marciumi sui frutti e si favorisce anche la lignificazione dei germogli che fruttificheranno l’anno seguente.
La raccoltaLa raccolta deve essere seguita in passaggi successivi e ravvicinati poiché il processo di maturazione delle pesche è molto rapido, soprattutto con elevate temperature. E’ importante staccare solo i frutti nello stato di maturazione ottimale, perché una raccolta troppo precoce peggiora la qualità. Il colore è il principale indice per valutare il corretto stato di maturazione del frutto, considerando però il colore di fondo, che deve passare da verde a giallo, accompagnato ad una diminuzione della consistenza della polpa.
Concimazione dopo raccolta Il pesco è uno dei fruttiferi più esigenti d’azoto, quest’elemento andrà quindi somministrato in maggiori quantità rispetto ad altre specie. Per completare la concimazione dopo la raccolta (entro settembre) si potranno somministrare circa 200 grammi per pianta d’urea (contenente il 46% di azoto), o una dose equivalente di un altro fertilizzante azotato.
Quale varietà? Se si dovessero elencare tutte le varietà di pesche si otterrebbe un elenco di diverse centinaia di selezioni, alle quali ogni anno nei cataloghi dei vivai ne vengono aggiunte di nuove. L’esigenza del frutticoltore amatoriale non è quella di rincorrere l’ultima novità ma, piuttosto, di scegliere varietà ben conosciute ed affidabili, che non sono necessariamente le più recenti. Tra l’altro, spesso le differenze tra due varietà sono impercettibili e si limitano a qualche giorno di differenza nell’epoca di maturazione, aspetto importante nei frutteti specializzati dove si cerca di avere un calendario di raccolta ininterrotto per tutta la stagione di commercializzazione.
Pesche comuni a polpa gialla
Pesche comuni a polpa bianca
Ad ognuno la sua pescaPrima di dare qualche indicazione sulle singole varietà è bene illustrare le differenze che esistono tra le diverse tipologie di pesche, ognuna con caratteristiche ed utilizzi differenti. All’interno delle pesche comuni, quelle con epidermide vellutata e tormentosa, possiamo distinguere varietà a polpa gialla o bianca. Le pesche a polpa gialla si possono considerare le varietà classiche. Adatte per il consumo fresco e confetture, presentano di solito il nocciolo staccato dalla polpa. Le pesche a polpa bianca hanno un caratteristico sapore aromatico, polpa succosa e profumata. Anche l’aspetto esterno dei frutti tende ad essere meno colorato. Tra queste vi sono forse le pesche migliori come qualità gustative. Il secondo grande gruppo è quello delle pesche nettarine, conosciute anche come “pesche noci”. I frutti presentano l’epidermide liscia come una susina, priva della peluria vellutata che non tutti gradiscono. Anche di pesche nettarine esistono varietà a polpa gialla o bianca. Infine le percoche sono le varietà di pesche coltivate prevalentemente per l’industria conserviera. I frutti presentano una polpa molto consistente, quasi “gommosa”, che si mantiene per lungo tempo integra nelle preparazioni allo sciroppo. Sono varietà estremamente produttive. Abbiamo riportato alcune delle varietà più diffuse o con caratteristiche particolari, suddivise per le diverse tipologie di pesche. Naturalmente, dato il grande numero di varietà esistenti, si deve considerare come un elenco completo. (Nota: l’epoca di inizio raccolta è riferita alla Pianura Padana.)
Pesche nettarine a polpa gialla
Pesche nettarine a polpa bianca
Pesche percoche
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Piante da frutto
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