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Nespolo europeo

di Massimo Fornaciari
  • Piante
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  • Frutti maturi di nespolo comune
  • Un famoso adagio popolare recita: con il tempo e con la paglia maturano anche le nespole
  • La bella fioritura del nespolo comune.
  • Particolare di fiori di nespolo comune, disposti in modo isolato all’apice dei rami, simili a piccole roselline

 

Nespolo europeo (Mespilus germanica)

 

A dispetto del nome scientifico, Mespilus germanica, il nespolo non è originario della Germania, dove è sempre stato molto frequente fin dall’antichità, ma dell’area balcanica. Oggi si può comunque ritenere naturalizzato in Europa centrale e meridionale.

La coltivazione non si è però diffusa, rimanendo praticamente a livello familiare.

 

Coltivazione

Il nespolo è un arbusto o piccolo albero a foglia caduca, di sviluppo limitato ma piuttosto longevo. È una pianta rustica che ben si adatta ai diversi tipi di terreno, anche poco fertili purchè non troppo umidi.

Si può riprodurre da seme oppure può essere innestato su diverse altre specie: pero, biancospino, sorbo, cotogno, azzeruolo. Il più rustico e indifferente al tipo di terreno è il biancospino, mentre il cotogno teme i terreni calcarei. Lo sviluppo della pianta è contenuto quindi le distanze di piantagione saranno limitate a circa 3-4 metri tra le piante. Con l’innesto su sorbo o pero si ottengono piante più vigorose e, in questo caso, conviene aumentare le distanze di piantagione.

Il nespolo comune è anche molto resistente ai freddi invernali, superando, senza problemi, minime di 20-25°C sotto zero. Si adatta quindi ottimamente alle aree settentrionali, dove vegeta senza difficoltà fino a 1000 metri di altitudine.

I fiori sono bianchi, isolati, inseriti all’apice dei rami di un anno. La specie è autofertile, quindi perché il fiore sia fecondato non è necessario il polline di un’altra varietà (impollinazione “incrociata”). Di conseguenza anche una pianta singola ed isolata normalmente fruttifica in abbondanza. Il frutto ha una forma tondeggiante, depresso all’apice e contornato dai residui del calice (sepali).

 

Varietà

Poche sono le varietà, conosciute per lo più a livello locale. Oltre alla varietà ‘Comune’, o ‘di Germania’, si può trovare la ‘Gigante d’Olanda’ e la ‘Reale’.

 

Raccolta e consumazione

La raccolta avviene in autunno, quando i frutti assumono una colorazione bruno-rossastra. La polpa è inizialmente dura e astringente, poiché molto ricca di sostanze tanniche.

Prima del consumo i frutti vanno lasciati “ammezzire”, cioè lasciati fermentare in un locale fresco per alcune settimane, disponendoli in cassette in più starti separati da paglia. I frutti vanno controllati frequentemente, girandoli per ottenere una maturazione uniforme, e consumati man mano, prima che si degradino.

In alternativa si possono anche lasciare sulla pianta ed attendere che i primi freddi facciano ammorbidire la polpa. A maturazione ultimata la polpa diventa morbida e pastosa, con sapore dolce-acido, forse non a tutti gradito, ma caratteristico.

I frutti si possono consumare tal quali, come dessert o per la preparazione di marmellate, salse ed anche bevande alcoliche.

 

Potature

Il nespolo comune è una specie rustica e frugale, che non richiede particolari cure colturali. La pianta assume naturalmente una forma globosa e la potatura si può limitare all’eliminazione di qualche ramo interno per sfoltire la chioma.

 

Concimazioni

Anche nei terreni meno fertili è sufficiente una concimazione “standard” costituita da una somministrazione primaverile di un fertilizzante NPK (contenete azoto, fosforo, potassio).

 

Irrigazione

L’irrigazione può essere necessaria su piante giovani o come intervento “di soccorso” in periodi di prolungata siccità.

 

Avversità

Il nespolo comune non è colpito frequentemente e in modo grave da particolari avversità. La più temibile è il colpo di fuoco, causato da un batterio che colpisce molte specie appartenenti alla famiglia delle rosacee. In provincia di Bolzano è tuttora vietata la messa a dimora di nespoli di entrambe le specie per contenere la diffusione del colpo di fuoco su melo, ampiamente coltivato in quell’area.

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