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Graminacee

di Daniele Altieri
  • Erbacee
  • Piante

 

Il granturco nella bordura delle perenni? Beh, non proprio. Tuttavia ...

Forse non tutti sanno che il gruppo botanico a cui appartengono i cereali annovera alcune tra le più belle e versatili piante da giardino. Si tratta della famiglia delle graminacee, un vasto gruppo (quasi diecimila specie) che nel corso dell’evoluzione si è adattato agli ambienti più diversi ed è distribuito in tutto il mondo. Esso include piante diverse come i bambù e le specie del prato di casa che ormai tutti conosciamo. In Italia, a differenza di molti altri paesi, l’impiego delle graminacee come piante da bordura è invece ancora poco diffuso.

Poaceae secondo i botanici, il nome graminacee deriva dal latino e significa “erba”. Oltre alle graminacee, i giardinieri includono nella categoria delle erbe ornamentali anche altre piante, soprattutto il genere Carex e il gruppo delle Juncaceae che, sebbene diverse botanicamente, ne condividono molte caratteristiche ornamentali.

 

Diritte come lance, morbide come guanciali o leggere come fontane, le erbe ornamentali contribuiscono alla bordura soprattutto con la loro forma e la loro tessitura. Ed anche il colore, a volte discreto, altre invece più incisivo, gioca un ruolo importante.

Ma c’è dell’altro. Ricordo un ventoso mattino d’inverno trascorso ai giardini botanici di Bath, Inghilterra. Il pallido sole invernale si disintegrava in mille perle di luce sui morbidi pennacchi di Miscanthus sinensis e Stipa calamagrostis. I lunghi steli, travolti dai vortici di una danza senza fine, si flettevano quasi fino a terra rimbalzando incolumi, mentre il fruscio ne sottolineava la vivacissima natura. Accanto a forma, tessitura e colore dunque, abbiamo anche luce, suono e movimento: con un tale repertorio le erbe si prestano ad essere impiegate nei contesti più diversi; ce ne sono per giardini di ogni stile, dimensione e habitat. E, soprattutto, sono belle sempre: il loro pregio, infatti, è quello di riuscire a condurre le bordure attraverso i mesi più freddi, offrendoci, con l’aiuto della brina, inverni d’incanto.

 

Progettare con le erbe ornamentali

Le specie più grandi vanno usate nella bordura in esemplari isolati, ripetute ad una certa distanza, al fine di creare ritmo e unità nella composizione. È utile posizionarle contro uno sfondo scuro a sud; il sole al tramonto le trasformerà in fontane di luce. Quelle più’ piccole invece hanno un maggior impatto se piantate in massa.

Ripetute qua e là nella bordura di un rilassato giardino di campagna, stabiliranno un immediato legame con il paesaggio circostante. Qui è bene utilizzare specie dalle linee morbide, come Pennisetum, Stipa, e Deschampsia, evocative di quelle presenti in un prato spontaneo.

Le consiglio nel giardino formale. Animato dalla loro dinamica personalità, la solida trama delle forme geometriche verrà proiettata in una nuova dimensione. Ad esempio, specie come Stipa gigantea o S. calamagrostis sono bellissime associate a siepi di tasso o di bosso.

Ma le erbe ornamentali si associano con gran effetto anche all’architettura

moderna, esaltandone la semplicità delle linee. Vetro, acciao e cemento sembrano rivivere dal contatto con queste piante che aggiungono un tocco inconsueto di vitalità. È importante impiegare masse di piante piuttosto alte come Miscanthus o Calamagrostis per garantire il giusto equilibrio con l’edificio.

Insuperabili nel giardino d’inverno si associano molto bene ad arbusti dalla corteccia colorata come Cornus e con molti sempreverdi.

Un utilizzo molto attraente è quello in vaso, su un terrazzo o vicino ad un ingresso. Una composizione con un unico esemplare è forse la più efficace.

 

 

Associazioni vegetali

Le fini trame di queste piante si associano, alleggerendole, alle specie con tessitura più densa. Vanno cioè affiancate a piante a foglia media o grande come Bergenia, Hosta, Tropaeolum oppure a quelle con apparato fogliare molto fitto come Phlomis, Hebe nane, bosso, erica. Un altro aspetto da considerare è il portamento. L’innata levità e propensione al movimento delle erbe esaltano le qualità scultoree di Yucca, Phormium, Cordyline ed animano il carattere statico di Erigeron, Convolvulus e Cistus, o perfino quello dei massi di pietra in una composizione orientaleggiante.

L’associazione con i fiori di altre piante va studiata con cura. Molte erbe hanno una prevalente componente verticale e per questa ragione i loro partner di elezione sono le achillee, i Sedum e molte umbellifere. I delicati steli delle erbe infatti, fanno da ideale contrappunto alle dense linee orizzontali delle loro infiorescenze. Ma sono altrettanto efficaci nell’accentuare, echeggiandole, le forme verticali di Perovskia, Veronica, Agastache, Persicaria, o, per contrasto, quelle globose di Allium, Eupatorium, Euphorbia. Il colore delle erbe è piuttosto facile da associare perché, in genere, non ha mai tonalità estreme e si abbina agevolmente a schemi cromatici piuttosto diversi. Alcune specie e varietà si colorano intensamente in autunno e si integrano molto bene con le altre erbacee, in un momento dell’anno in cui il giardino tende a virare verso tinte più calde.

 

 

Coltivazione

Le erbe ornamentali adatte al clima italiano possono essere divise in due distinti gruppi. Tale distinzione influenza la scelta delle piante con cui associarle.

 

Erbe da stagione fredda, come ad esempio: Calamagrostis x acutiflora, Festuca sp., Helictotrichon sempervirens, Milium effusum, Stipa gigantea

Queste specie crescono meglio al di sotto dei 25oC e poi rallentano la crescita quando la temperatura si alza. La maggior parte tende ad iniziare lo sviluppo vegetativo molto presto e fiorisce in primavera o all’inizio dell’estate.

Erbe da stagione calda, come ad esempio: Cortaderia selloana, Miscanthus sp., Molinia sp., Panicum virgatum, Pennisetum sp

Questo gruppo comincia a vegetare sopra i 25oC. Il completo sviluppo del fogliame avviene a stagione inoltrata e le fioriture iniziano alla fine dell’estate. È sconsigliabile piantarle in autunno in quanto, da giovani, non tollerano bene l’eccessiva umidità e il freddo invernale.

 

Esigenze pedologiche

Avendo un areale di distribuzione che copre tutto il mondo e ogni tipo di habitat, è difficile generalizzare. Tuttavia, la maggior parte delle erbe cresce meglio in terreni mediamente fertili, ben drenati e con un certo grado di umidità. Molte (ma non Carex e Molinia) sono in grado di tollerare lunghi periodi di siccità. Una volta mature sono particolarmente resistenti e raramente necessitano di irrigazione a meno di essere usate in vaso. In genere tollerano un ampio spettro di valori di pH.

 

Fitopatologia e manutenzione

Sono praticamente immuni da problemi fitopatologici. Questa caratteristica, assieme alla ridottissima manutenzione e al fatto che non necessitano quasi mai di supporto, pone le erbe ornamentali tra le candidate ideali per il giardino a bassa manutenzione.

 

Potatura

Specie decidue: quelle belle anche d’inverno (es.Miscanthus) vanno tagliate alla base all’inizio della primavera, quelle che invece cominciano a sciuparsi con l’arrivo del freddo vanno tagliate in autunno.

Specie sempreverdi: le foglie secche vanno “pettinate” via a primavera con un rastrello o con le mani protette da guanti (ideale per molte Carex), in alternativa si tagliano le foglie alla base come si fa per le decidue (Cortaderia, vedi sequenza foto, Stipa gigantea)

 

Propagazione

Divisione: è il metodo più semplice. Le erbe preferiscono essere divise quando sono in attiva crescita, quindi in primavera o all’inizio dell’estate, evitando giornate troppo secche. Per facilitare l’attecchimento, le frazioni risultanti dalla divisione non dovrebbero essere troppo piccole. Ridurre la lunghezza della chioma di due terzi, ripiantare e irrigare abbondantemente e con regolarità.

Da seme: con l’eccezione di Stipa e Deschampsia la cui germinazione è aiutata dal freddo, le altre specie vanno seminate in vaso a primavera, in cassonetto. Proteggere da luce intensa e seminare più semi per vaso in modo da produrre un cespo denso. Data la variabilità delle piante da seme questo metodo non è applicabile alle cultivar.

 

Esigenze:

  • Terreno di media fertilità
  • Umido, ma ben drenato
  • Clima anche siccitoso (con alcune eccezioni)
  • Tolleranza ph
  • Specie decidue: potatura alla base, quando le foglie si sciupano, in autunno o primavera
  • Specie sempreverdi: pettinatura foglie in primavera o taglio alla base
  • Propagazione in primavera per divisione o per seme (con alcune eccezioni)

 

 

Alcune tra le più belle

H=altezza (cm), L=larghezza (cm)

 

Calamagrostis x acutiflora ‘Karl Foerster’

Fiorisce in giugno e si conserva bella fino alla fine dell’inverno. Utilissima per creare accenti verticali. Ama il sole e un terreno ricco e umido. H=180 L=50

Carex elata ‘Aurea’

Sempreverde dalle foglie gialle, è una delle più allegre tra le carici, ideale per ravvivare un angolo umido in leggera ombra o sole (l’ombra intensa tende a scolorirla). H=60 L=80

Carex buchananii

Sempreverde, tollera qualsiasi terreno. Le belle foglie marrone ramato hanno una colorazione migliore in pieno sole. H=50 L=50

Cortaderia selloana ‘Pumila’
Erba della Pampa. Una tra le varietà più belle; compatta, ideale per bordure meno grandi. Pieno sole, ma … non in mezzo al prato! H=180 L=100

Deschampsia cespitosa

Nuvole di spighe galleggiano sulle belle foglie arcuate. Sole o mezz’ombra in qualsiasi terreno. H=100 L=100

Festuca glauca ‘Elijah Blue’

Tra le più piccole è una delle più belle. Bello il contrasto degli steli dorati contro il grigio-blu del fogliame sempreverde. Ottima tappezzante. Terreno sciolto, al sole. H=35 L=25

Hakonechloa macra ‘Aureola’ 

Decidua, ama un terreno ricco ed umido. Le foglie gialle variegate amano la mezza ombra. Autunno dalle tinte aranciate che spesso persistono anche d’inverno.  H=40 L=60

Helictotrichon sempervirens

È una delle più belle erbe grigio-blu. Sempreverde, le spighe dorate appaiono all’inizio dell’estate. Ricorda molto una Festuca glauca un po’ più grande. Ama il sole e qualsiasi terreno ben drenato. H=120 L=80

Milium effusum 'Aureum'
Il colorito verde-giallo delle foglie la rendono ideale per dare luce ad angoli umidi in mezza ombra. Evitare il sole intenso. H=40 L=60

Miscanthus sinensis ‘Graziella’ 

Precoce, è una delle più belle varietà. I fiori hanno un colore rosato che poi diventa bianco argenteo. In autunno, il fogliame assume una colorazione marrone rossastra. Qualsiasi terreno fertile al sole. H=180 L=100

Miscanthus sinensis 'Morning Light'
Uno dei Miscanthus più leggeri ed ariosi, è ideale per aree del giardino piu’ secche e soleggiate. H=150 L=100
Molinia caerulea 'Variegata’
Splendido fogliame verde variegato di giallo crema da cui emergono steli ocra con spighe rossasre. Sole o mezz’ombra in un terreno ricco, umido e ben drenato. H=60 L=60

Panicum virgatum ‘Strictum’ 

Portamento verticale utilissimo per creare contrasti e accenti ed un magnifico colore giallo autunnale. Terreno di medio impasto, ben drenato, al sole. H=120 L=60

Pennisetum macrorum

Pianta imponente e leggera al contempo. Sottili pennacchi portati da lunghi steli arcuati. Terreno sciolto, al sole. H=180 L=150

Pennisetum orientale
Una graminacea di grande charme, ideale per dare forma e movimento alla bordura. Leggere, spighe rosate a tarda estate. Pieno sole e terreno sciolto. H=60 L=80

Stipa calamagrostis

Una fontana di piume argentee a partire da giugno e fino all’autunno. Poi la pianta assume un color biscotto, mantenendo inalterata la sua silhouette per tutto l’inverno. Splendida. Sole e terreno sciolto. H=90 L=80

Stipa gigantea

Il ciuffo di foglie grigio-verdi proietta lunghi steli sottili con leggere spighe dorate.  Irrinunciabile. Sole e terreno sciolto. H=220 L=100

Stipa tenuissima

È una delle più sensuali. Utilizzata in masse abbondanti, le sue spighe formano una nuvola di seta. Sole e terreno sciolto. H=60 L=60

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Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

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