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Pero

di Massimo Fornaciari
  • Piante
  • Piante da frutto

 
Pero (Pyrus communis)
 
Il pero rientra a pieno titolo tra le specie da frutto “maggiori”. Presente da tempo immemorabile in Asia ed Europa, ha seguito i coloni nelle americhe e nel continente africano.
Tonde o allungate, verdi, gialle o rosse, dolci o aromatiche; dall’estate al tardo autunno si susseguono tante differenti varietà di pere che, per descriverle tutte, servirebbe un volume enciclopedico. Come per altri fruttiferi coltivati da lungo tempo, in ogni regione o vallata si possono individuare una o più varietà dalla storia antica, tipica di quell’area. Tuttavia anche le ultime cultivar, cioè le varietà coltivate oggi, non possono certo definirsi “moderne” poiché, ad esempio, quella che si può considerare una delle più recenti è la ‘Conference’ che risale al 1885.
 
La tecnica colturale
Il pero, soprattutto se innestato su franco, si può considerare una pianta rustica e adattabile per la quale non necessitano particolari attenzioni.
Concimazioni: in terreni di buona fertilità, almeno per i primi anni d’impianto, non richiede abbondanti concimazioni poiché l’apparato radicale vasto e profondo è in grado di esplorare un’ampia area di terreno.
Diradamento frutti: in annate con forte produzione non va trascurato, come per altre specie da frutto, il diradamento dei frutti. E’importante intervenire subito dopo la fioritura appena inizia la formazione dei frutti, nella fase di “allegagione”. In questo modo si equilibra il carico produttivo e si evita che la pianta reagisca con una scarsa fioritura nell’anno seguente ed entri in alternanza di produzione.
 
Prima di procedere alla piantagione si deve ricordare che il polline di molte varietà di pero è “autoincompatibile”, cioè sterile per i fiori della stessa pianta. Per assicurare una fruttificazione costante è quindi indispensabile la vicinanza di un’altra varietà di pero geneticamente compatibile, in grado di fecondare con successo i fiori.
 
Famiglia: Rosaceae Specie: Pyrus communis
Origine: Europa e Asia occidentale
Fioritura: primaverile
Colori autunnali: fogliame giallo-rosso
Portamento: albero di medio-grandi dimensioni, sviluppo e longevità dipendono dalla combinazione portinnesto-varietà. Le varietà più vigorose innestate su franco da seme possono superare i 100 anni di età e raggiungere altezze di 8-10 m
Ambiente: si adatta agli ambienti meridionali come a quelli continentali, fino a circa 1000 m di altitudine
Varietà coltivate: circa 300 solo in Italia, oltre 5000 nel mondo
 
Potatura
Su piante giovani
Sulle piante giovani gli interventi di potatura devono essere molto limitati poiché la crescita della vegetazione è solitamente vigorosa. Se intendiamo ottenere una pianta dalla forma naturale, i tagli si possono ridurre al minimo, col vantaggio di anticipare il passaggio alla fase produttiva.
 Se invece desideriamo ottenere una struttura dalla forma regolare, dovremo intervenire annualmente con tagli sull’asse centrale ed eventualmente sulle branche principali. Il pero è una specie molto plastica che si adatta a formare “controspalliere” o pareti.
Periodica
Quando le piante iniziano a fruttificare diventa necessaria una potatura periodica per regolare la carica produttiva e mantenere la pianta in equilibrio. Per sapere dove “mettere le mani” è necessario capire come fruttifica il pero. Le diverse varietà possono portare i frutti su rami di due differenti tipi, denominati “brindilli” e “lamburde”.
Su brandilli: i “brindilli”, sono i rami di un anno, sottili e di lunghezza limitata, provvisti di una gemma apicale “ a fiore”, dalla quale si svilupperanno fiori e frutti. Con la potatura vanno diradati, eliminando quelli troppo deboli o in posizioni ombreggiate, per lasciarne un numero proporzionato alla capacità produttiva della pianta.
Su lamburde: le “lamburde” sono rami produttivi specializzati, inseriti sulle “branchette”, rami di due-tre anni e più. La crescita annuale in lunghezza di una lamburde è spesso inferiore a un centimetro poiché tutte le energie vengono indirizzate nella formazione di gemme a fiore e per il nutrimento dei frutti. Anche le lamburde vanno diradate, eseguendo il raccorciamento dei rami di due-tre anni, con un taglio eseguito da metà a un terzo della lunghezza.
 
Portinnesti
Coltivazioni amatoriali: col termine “franco” o “selvatico” si indicano i semenzali di Pyrus communis. L’apparato radicale è ampio e si sviluppa in profondità. Resiste a temperature invernali rigide come pure a estati torride, si adatta anche a terreni poco fertili e calcarei. Affine con tutte le varietà di pere, è preferibile per la coltivazione amatoriale. Per una singola pianta si devono riservare circa 20-25 metri quadri
Frutticoltura specializzata: il portinnesto più utilizzato è il Cotogno (Cydonia oblonga). Esistono diverse selezioni, una delle più diffuse è il cotogno BA29. L’apparato radicale si sviluppa in superficie e non è molto espanso. I peri innestati su cotogno sono quindi meno vigorosi rispetto al franco, per una pianta possono bastare 8-10 metri quadri, ed iniziano a fruttificare precocemente (3° o 4° anno d’età). Sono però necessarie maggiori cure colturali: irrigazioni, concimazioni e mal si adattano a terreni poveri o con percentuale di calcio solubile maggiore del 4-5%. Inoltre non tute le varietà si possono innestare su portinnesti cotogni perché sono disaffini, cioè incompatibili.
 
Difesa dalle avversità
In ambito familiare, dove si può tollerare la perdita di parte della produzione o qualche difetto estetico dei frutti, la difesa dalle avversità non presenta grandi difficoltà.
In base all’ambiente e alla sensibilità delle singole varietà, sono necessari alcuni interventi contro le avversità principali.
Carpocapsa
L’insetto più pericoloso è sicuramente la Carpocapsa (il “verme” di mele e pere). E’ importante combattere la prima generazione, che si sviluppa subito dopo la fioritura, per impedire che la popolazione raggiunga livelli difficilmente controllabili. A questo scopo è molto utile raccogliere ed allontanare tutti i frutti bacati. La difesa delle varietà a maturazione precoce è semplificata poiché la raccolta precoce anticipa gli attacchi della carpocapsa delle generazioni estive.
Ticchiolatura
Tra i funghi la Ticchiolatura causa danni gravi soprattutto su alcune varietà molto sensibili. Anche in questo caso è importante prevenire le infezioni precoci nella fase che va dalla fioritura alla formazione dei frutti. Normalmente da 2 a 4 interventi con fungicidi a base di rame sono sufficienti ad evitare gravi danni.
Colpo di fuoco
Attenzione anche al “colpo di fuoco”, un batterio che si sta diffondendo in nord Italia, distruggendo piante di pero, melo ed altre rosacee. Per questa avversità l’unico intervento è quello di asportare ai primi sintomi (disseccamenti e comparsa di “essudati”) tutti gli organi colpiti, siano fiori, germogli o parti legnose. 
 
 
Pere per tutti i gusti, ecco le varietà più diffuse o con caratteristiche particolari:

 Varietà
 
Note caratteristiche Impollinatori (*) Epoca di raccolta
(media riferita all’Emilia Rom.)
Coscia
 
albero vigoroso e produttivo, frutti piccoli, polpa profumata e aromatica ‘William’, ‘Passacrassana’ 20 luglio
Butirra precoce Morettini
 
albero vigoroso e produttivo, frutti dolci e succosi ‘Abate’, ‘Passacrassana’, ‘Coscia’, ‘S. Maria’ 20 luglio
Santa Maria
 
albero vigoroso e produttivo, frutto grosso, polpa croccante e succosa ‘Abate Fetel’, ‘Butirra Precoce Morettini’, ‘Coscia’, ‘Passacrassana’, ‘William’ 25 luglio
‘Spadona’
 
albero vigoroso e produttivo, frutto succoso e leggermente acido   5 agosto
‘Williams’
 
varietà più diffusa al mondo, disaffine col cotogno, frutti dolci e aromatici, adatti per sciroppati. ‘Abate Fetel’, ‘Conference’, ‘Decana del Comizio’, ‘Kaiser’, ‘Passacrassana’.  (parzialmente autocompatibile) 10 agosto
‘Max Red Bartlett’ (William rosso)
 
mutazione a buccia rossa di William ‘Abate’, ‘Conference’, ‘Decana’, ‘Kaiser’, ‘Passacrassana’  parzialmente autocompatibile 15 agosto
‘Buona Luisa d’Avranches’
 
pianta di media vigoria, frutti dolci e aromatici, polpa leggermente granulosa ‘Abate’, ‘Conference’, ‘Decana’, ‘Kaiser’, ‘Passacrassana’ 20 agosto
‘Pakam’s Triumph’
 
frutti succosi, leggermente aciduli, caratteristica epidermide ondulata e “rugosa” ‘William’, parzialmente autocompatibile 25 agosto
‘Decana del Comizio’
 
varietà vigorosa, spesso la fruttificazione è alternante, frutto molto aromatico con polpa fine e succosa
 
‘Conference’, ‘Passacrassana’, ‘William’ 30 agosto
‘Abate Fetel’
 
varietà coltivata su vaste superfici solo in Italia, può avere problemi di disaffinità col cotogno, il frutto ha una caratteristica forma allungata con polpa fondente e zuccherina ‘William’, ‘Kaiser’, ‘Passacrassana’ 5 settembre
‘Conference’
 
molto produttiva, frutto dolce, con epidermide rugginosa, poco sensibile a ticchiolatura ‘Morettini’, ‘Kaiser’, ‘William’ (parzialmente autocompatibile) 15 settembre
‘Kaiser’ o ‘Imperatore Alessandro’
 
albero vigoroso, disaffine col cotogno, frutti rugginosi, con polpa fondente e zuccherina, un po’ granulosa, adatti anche alla cottura ‘Decana’, ‘William’ 20 settembre
‘Madernassa’
 
tipica varietà piemontese, particolarmente adatta per la cottura, poco sensibile a ticchiolatura parzialmente autocompatibile 10 ottobre
‘Passacrassana’
 
pianta molto produttiva, è una delle varietà a maturazione più tardiva, polpa dolce, un po’ granulosa, si possono conservare a lungo anche in ambienti domestici ‘Abate’, ‘Decana’, ‘William’ 15 ottobre

* Per assicurare un’abbondante fruttificazione per la maggioranza delle varietà è necessaria la vicinanza di un impollinatore, cioè una differente varietà di pero con polline compatibile. Alcune varietà sono autocompatibili, cioè il proprio polline è in grado di fecondare l’ovario e un impollinatore non è indispensabile.

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