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Alimentazione del cane

di Alessandro Mesini
  • Amici animali
Corretta alimentazione del cane (Disegno di Gabriella Gallerani)
Corretta alimentazione del cane (Disegno di Gabriella Gallerani)


 
Nutrire il cane in modo corretto in tempo di crisi economica diventa ogni giorno più difficile ed il tentativo di contenere la spesa può indurre a commettere errori involontari che si ripercuotono in tempi lunghi sulla salute dell’animale. La convinzione che il cane può mangiare tutto quello che proviene dalla nostra tavola non sempre è corretto. Un esempio su tutti: il cane non può mangiare cioccolata, il cacao contiene, infatti, sostanze potenzialmente pericolose per la sua salute, anche se ne è ghiotto. Per comportarci in modo corretto basta fare un confronto fra i cibi forniti dall’industria dell’alimentazione animale e gli scarti di casa.
 
I cibi confezionati sono caratterizzati da: elevata sicurezza sanitaria, bilanciamento fra le varie componenti nutrizionali (proteine, lipidi, amido, fibra), corretti apporti di micronutrienti (minerali e vitamine), assenza di fattori antinutrizionali (tossine, muffe, minerali pesanti, perossidi).
A fronte di queste caratteristiche di pregio e di queste garanzie di sicurezza hanno però un costo elevato, almeno quelli che non sono compresi nella fascia di primo prezzo.
 
Gli errori più comuni
Per sostituire gli alimenti confezionati utilizzando al meglio gli avanzi di casa è necessario mettere in atto qualche piccolo accorgimento.
Il primo è la giusta conservazione. La cottura uccide la quasi totalità dei microrganismi presenti, ma rende anche i cibi facilmente contaminabili. L’abitudine di porli in una pentola da conservare sul davanzale o all’aperto è un errore diffusissimo. E’ meglio tenerli in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.
Il secondo è la quantità che si somministra. Molti sono soliti mettere a disposizione del cane tutti gli avanzi rimasti. Così, se si hanno avuto degli ospiti o il quantitativo supera in ogni caso la capacità di consumo dell’animale, il cibo è destinato a rimanere nella ciotola per tempi lungi, una o due giornate. In questo intervallo è soggetto a fermentazioni e irrancidimenti, ossidazione e scadimento qualitativo dal punto di vista nutrizionale ed organolettico. Il cane ne consuma sempre meno. Spesso sembra inappetente, ma in realtà rifiuta il “fondo” della ciotola che dovrà essere gettato. Meglio, allora, somministrare gli avanzi un poco per volta, magari affiancandoli ad un cibo secco di buona qualità, ben bilanciato e ricco di vitamine, quasi assenti nei cibi cotti e mal conservati.
 
La pasta avanzata
La pasta è l’avanzo che più si somministra ai cani, anzi, se ne cuoce un po’ di più appositamente, specie oggi che non esiste una sostanziale differenza di prezzo fra una pasta per cani di qualità ed una per uso umano acquistata nella grande distribuzione. Per migliorarne la digeribilità è consigliato rimetterla nell’acqua bollente, che non si è gettata, per prolungarne la cottura, specie se si è soliti consumarla al dente. Meglio non condirla con sughi, specie se grassi e cotti a lungo. Preferiamo, per migliorarne l’apporto energetico e vitaminico, un po’ d’olio d’oliva o di semi, e carne macinata cruda. Pochi grassi cotti e niente fritti, possibilmente, se il cane gradisce, un poco di frutta.

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AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.