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Giardino di Gian Lupo Osti

di Patrizia Spinelli Napoletano
  • Giardini privati
  • Segrete nella campagna viterbese si rivela il modulare dolce delle campiture ordinate dell’allevamento delle peonie arbustive dell’ingegnere Osti sulla magnifica veduta del lago di Bolsena
  • Ciuffi di rosmarino e ginepri radenti, arredi in castagno per la siesta incorniciano simmetrici la facciata con vista sul lago della villa su cui prosegue la nivea ricchezza rampicante delle rose ‘Alberic Barbier’ doppiate dalla tessitura candida delle profumatissime Rosa banksiae
  • Tralci generosi giallo paglierino delle Rosa banksiae ‘Lutea’ ornano e tappezzano inseme alle rose ‘Celsiana’ l’altezza delle siepi e le belle mura antiche laterali della villa fra arredi in castagno e forme di stagionali e perenni
  • Fra il fogliame lanceolato il fiore semplice porpora della peonia officinale ‘Wade’s Memory’
  • Gian Lupo Osti accanto al ricadere delle rose ‘Alberic Barbier’, alle spalle il fontanile con le peonie ‘Molly the Switch’, vicino scende la rampa che conduce alla terrazza-belvedere
  • L’incanto della Rosa levigata, rampicante, dal delicatissimo rosa madreperlaceo, che forma l’arco d’ingresso al giardino
  • Opulenti viburni “Palle di neve” arrampicati da grappoli di Rosa banksiae ‘Lutea’ fanno parete lungo il viale che porta al giardino
  • Particolare della fioritura della Buddleia alternifolia
  • Bellissimo esemplare di peonia ‘Rockii’ dal profumo intenso, cultivar caratterizzata dalla presenza di una macchia scura – unghia - quasi nera alla base dei petali, il cui nome deriva da Joseph Rock che per primo le portò in occidente all’inizio del ‘900
  • Particolare delle corolle aperte e lievi come farfalle della Rosa laevigata
  • ‘Maria Grazia’ la delicata, doppia e rosea peonia – dedicata dall’ingegnere alla moglie - cultivar delle arbustive vigorose, a forma di loto e di rapido sviluppo alle quali i cinesi hanno dato il nome di Osti per essere stato il primo a descriverle come specie sé stante in uno dei suoi viaggi in Cina
  • Caro ricordo e curioso riconoscimento, uno dei tanti, in cinese e inglese, donato a Gian Lupo Osti durante uno dei suoi molti viaggi alla ricerca delle peonie negli interni, spesso montani e impervi, dell’estremo Oriente
  • La meraviglia oro intenso della pervadente fioritura della Berberis julianae, dedicata alla regina Giuliana d’Olanda, sbuca e deborda dalla cinta vegetale che recinge l’affaccio del giardino sul viale dei viburni
  • Nella radura idealmente appoggiata sul panorama arredi in castagno per colazioni all’aperto fra alberature ingemmate dalla primavera, melograni yucca, succulente e l’elevarsi azzurro di uno straordinario Ceanothus le cui ramature fanno capolino intorno le sedute
  • Bellissima la corolla gialla della peonia arbustiva ‘Molly the Witch’ – Molly la Strega – che fiorisce intorno a un fontanile laterale alla discesa per la terrazza-belvedere
  • Come un tulipano schiuso il fiore fascinoso della Magnolia x soulangeana
  • Nella cornice di macchia, altofusti e conifere il paesaggio della terrazza-belvedere recinto dalla pergola d’uva in castagno tinteggiata verderame termina con una balconata naturale sulla veduta incorniciata di sempreverde scolpito e centrato dal carré della peschiera delle ninfee dal cui mezzo emerge un isola di iris d’acqua
  • La coppa carnosa di una ninfea nella peschiera della terrazza-belvedere fra le grandi foglie idrofobe e cuoriformi
  • Semidoppia dai petali viola all’interno e rosati all’esterno è un esemplare di peonia arbustiva in crescita nei ranghi di allevo di Gian Lupo Osti



Giardino di Gian Lupo Osti, signore delle peonie

La campagna viterbese, ricca d’antica storia etrusca e romana intorno la bellezza del lago di Bolsena, grande bacino vulcanico dall’acqua così cristallina da essere soprannominato il lago da bere, annida il regno di sole, collezioni uniche e di silenzi operosi dell’ingegnere Gian Lupo Osti. Per primi appaiono, di fronte lo scenario del lago, i ranghi ondulati delle peonie in allevamento, la straordinaria nursery di “arbustive” accende il verde del fogliame lanceolato e lobato con la moltitudine delle bellissime corolle dalle forme e tonalità differenti. L’affascinante arabesco recinto d’olivi affianca il sentiero fino alla casa e al suo giardino. Da qui un folto di alti viburni arrampicati dall’esuberanza dorata di Rosa banksiae e ornati, alle radici, dalle forme rotondeggianti di peonie arbustive, i petali cangianti dal rosa al porpora più intenso, creano un viale di chiaroscuri intorno il percorso che precede l’ingresso all’insieme privato. Ancora prima d’entrare già il giardino deborda oltre l’altezza delle siepi con la fantastica fioritura giallo oro della Berberis julianae.

 

L’arco basso ingemmato dal madreperla delle deliziose rose ‘Cherokee Rose’ apre al giardino di famiglia di Gian Lupo Osti, importante maneger divenuto notissimo dendrologo, e appassionato studioso, scrittore e collezionista di peonie di fama internzionale insignito dalla Royal Horticultural Society della medaglia d’oro Veitchii Memorial in riconoscimento del contributo dato al progresso dell’orticultura e della botanica. Affascinante e carissimo ospite, una gioia ascoltarlo raccontare episodi dei molti viaggi compiuti nel mondo per il reperimento anche di un solo esemplare o di come la sua notevole altezza fosse motivo d’ammirazione e stupore fra gli orientali. Tappe di una vita dedicata all’appassionata ricerca di una storia botanica, ripagata da scoperte uniche, dalla possibilità di diffondere la conoscenza di cultivar impensabili, oltre riconoscimenti e attestazioni di stima degli studiosi e appassionati occidentali e dei paesi d’origine della peonia.

 

L’ingegnere mi riceve e accompagna nella scoperta del paesaggio affettuoso e familiare, modulato ora a terrazze discendenti al panorama, ora in piano, con la semplicità di un anello botanico, colmo di sorprese e raccolte, fra la casa e la veduta sullo specchio del lago. L’arco delle Rosa laevigata accompagna alla facciata laterale, qui un passeggio profondo s’insinua e allunga fra la villa rivestita dalla generosità rampicante giallo paglierino delle Rosa banksiae ‘Lutea’ e un’alta spalliera arrampicata dal rosa delicato delle damascene. Sul calpestio muschiato, nella mezz’ombra degli altofusti e delle conifere, comodi arredi di legno, un fontanile immerso fra le peonie e ancora le streganti ranuncolacee insieme alla fragranza del sottobosco scendono lungo una rampa d’angolo, fino alla terrazza-giardino del belvedere con il carré della peschiera per le ninfee e il delimite di una pergola d’uva conclusa con l’angolo meditativo del belvedere affacciato sul lago attraverso una cornice d’intaglio vegetale – suggeritami – racconta l’ingegner Osti – da Paolo Peyrone durante una sua visita –

 

Risaliti dalla terrazza-giardino si ritorna al giardino in piano con la radura ampia con comode sedute  davanti la facciata principale della villa, qui tappezzata dal ricadere niveo e fragrante di specie di rose rampicanti, affacciata sul lago attraverso una rigogliosa bordura di ginepri radenti, yucca, macchia, melograni e Ceanothus. A destra un corridoio muschiato affonda nella multiformità del giardino più interno fino all’intrico del “selvatico” fra ranghi di Magnolia x soulangeana e M. stellata da un lato e dall’altro alte spalliere bluviola di Buddleia alternifolia e rose ‘PonPon de Paris’ dall’intensa fioritura rosata e cadenze pennate di Washingtonia verso altre scoperte e nuove collezioni.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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