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Giardini des Vergers nel riminese

di Eraldo Antonini
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  •  La monumentale facciata della villa, disegnata dall’architetto francese Arthur Stanislas Diet
  • La grande vasca di gusto barocco, progettata da Pietro Porcinai, che fronteggia la facciata principale della villa
  • L’originale disegno delle aiuole poste in prossimità della facciata principale della villa
  • All’interno della vasca compare una statua femminile
  • La vasca vista dalla villa; si osservi il perimetro mistilineo della vasca e il grande zampillo centrale entrambi di gusto barocco
  • Oltre la vasca si trova una sorta di esedra, progettata da Pietro Porcinai, che raccorda le due scale, già presenti nel giardino progettato da Diet, che conducono al giardino superiore
  • Le statue poste a coronamento dell’esedra. Qui Porcinai ha ricavato un punto di osservazione del giardino che fronteggia la villa e della facciata sua imponente facciata
  • Una delle due statue simmetriche poste ai lati dell’esedra
  • I dettagli costruttivi, essenziali ma molto curati di una delle due scale che fiancheggiano l’esedra e sullo sfondo una delle due statue poste nel sottostante prato e simmetriche all’esedra stessa
  • Il prospetto posteriore della facciata della villa si apre con un terrazzo, sul giardino sottostante
  • Il giardino all’italiana che si sviluppa oltre la parte posteriore della villa visto dalla terrazza la cui balaustra è ornata da putti.
  • Il grande prato del giardino superiore collegato a quello inferiore da due scale
  • Il giardino all’italiana che si sviluppa oltre la parte posteriore della villa si conclude con una “finestra di verzura” che si affaccia sulla piana di Rimini
  • Uno dei portali neobarocchi, progettati da Porcinai segnano il limite tra il giardino formale e quello paesaggistico
  • Il percorso pergolato con la pergola disegnata da Porcinai, posta al centro di una “piazza” all’interno del giardino paesaggistico



Una piccola Versailles a San Lorenzo in Correggiano sulle prime colline riminesi

 

L’attuale palazzo è il risultato dell’intervento dell’architetto Arthur Stanislas Diet (1827-1890) che intervenne su un preesistente edificio, di cui si hanno notizie sin dal Seicento quando la proprietà apparteneva alla famiglia Diotallevi. Da questa passò dapprima ai Martinelli, poi ai Belmonti delle Caminate che la vendettero, nel 1846 al marchese Adolphe Nöel des Vergers (1804-1867) archeologo, etruscologo e orientalista parigino il quale conservò i preesistenti palazzo e giardino. Alla morte del marchese, il figlio Gaston Nöel e la moglie Emma Firmin Didot, figlia del celebre stampatore parigino Ambroise, diedero avvio alla trasformazione della villa incaricando del progetto Diet il quale trasformò il palazzo secondo le esigenze della committenza e modificò sensibilmente la facciata facendole assumere l’aspetto che tutt’ora conserva e che richiama la grandeur francese.

 

Anche il giardino subì una radicale trasformazione in stile eclettico. L’intervento interessò una superficie di 7 ettari che venne sistemata nelle zone più prossime alla villa, in maniera formale, in sintonia con lo stile eclettico che la villa aveva assunto e nella parte più lontana in maniera paesaggistica, con vegetazione in forma libera costituita per lo più da alberi d’alto fusto e arbusti lasciati crescere liberamente. Di fronte alla villa fu realizzato un parterre, una vasca di forma rettangolare e due scale di collegamento che mettevano in comunicazione il primo giardino con un altro giardino, sopraelevato di circa 4 metri, rispetto il piano di campagna della villa. Tutto intorno si realizzò il giardino paesaggistico al cui interno, con molte probabilità, venne creato anche da un lago di forma irregolare e relativa isoletta.

 

Nel 1938 il complesso venne acquistato dal principe Mario Ruspoli di Poggio Suasa. Questi incaricò l’allora giovane paesaggista Pietro Porcinai al quale commissionò la ristrutturazione del vasto giardino. Porcinai effettuò dei cambiamenti “in stile” soprattutto nella parte prossimale alla villa attingendo al repertorio del giardino storico. In particolare ampliò la vasca d’acqua e la dotò di due file parallele di zampilli d’acqua, ora rimossi, che davano maggiore movimento e rilievo alla scena vegetale che si andava completando. Il riferimento alle fontane zampillanti dell’epoca barocca è chiaramente leggibile. Oltre a ciò, tra le due scale ascendenti ideò una sorta di esedra, arricchita da statue poste sulla balaustra e da mascheroni posti sul muro dell’esedra, che costituisce il tratto conclusivo di questa porzione del giardino. In questo modo il giardino diventa più affine allo stile architettonico della villa, la cui facciata aveva assunto ai tempi dei des Vergers un aspetto “monumentale”. Porcinai aggiunge anche due portali neobarocchi che costituiscono il punto di passaggio tra il giardino formale e il giardino paesaggistico. Ad est, poi sviluppa un giardino di sapore rinascimentale (o all’italiana”) che si conclude con una finestra di verzura che si affaccia sul paesaggio riminese. Sulla restante parte del giardino, quello paesaggistico, pare Porcinai non sia intervenuto in modo pesante limitandosi, a quanto risulta, a inserire punti di sosta e a creare un percorso coperto realizzato da pergole in ferro battuto.

 

Attualmente villa e giardino sono di proprietà privata e vengono affittati per matrimoni, ricevimenti meetings e servizi fotografici. Il giardino è visitabile su appuntamento. Grand Hotel Primavera tel. 0549 90 20 07

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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