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Giardini Fracanzan Piovene nel vicentino

di Eraldo Antonini
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • La villa vista dal giardino. Si nota la scalinata che della terrazza della villa conduce al giardino. A ridosso del muro di sostegno della terrazza sono presenti strutture lignee di protezione per le piante in vaso
  • La villa vista dal brolo
  • Dalla scalinata che conduce alla villa si intravedono le strutture in legno per il riparo delle piante in vaso e, sullo sfondo il prato che ospita la collezione di trattori agricoli, nell’area anticamente destinata a “civil corte”
  • Uno dei trattori della collezione storica dislocata nel grande prato posto a lato della villa
  • La barchessa prossima alla villa ove ora sono collocati alcuni dei trattori storici, in mostra permanente
  • L’asse principale del giardino che si protende fino alle propaggini del serraglio
  • Il lungo asse prospettico che attraversa la proprietà, visto da una porta finestra della villa
  • Le aiuole di bosso e uno dei quattro grandi tassi presenti nel giardino
  • Uno scorcio del giardino con, a sinistra, una vasca d’acqua
  • Il pozzo, posto all’interno del brolo, destinato all’approvvigionamento idrico degli ortaggi e delle piante da frutto
  • Il brolo, ossia il giardino produttivo, contornato da siepi di bosso, al cui interno sono presenti piante da frutto
  • Il brolo con ortaggi (carciofi in primo piano) e piante da fiore
  • Il pergolato di vite presente nel brolo
  • Il doppio filare alberato, realizzato in epoca successiva al progetto al progetto dell’architetto Francesco Muttoni, separa il brolo dai prati circostanti.
  • Un acanto in fiore nella zona del brolo
  • Una parte del serraglio
  • La villa vista dal lungo asse prospettico che attraversa il serraglio (zona un tempo destinata agli animali) e il giardino
  • Un imponente ippocastano sorge nei pressi dei fabbricati di servizio della villa
  • Zona umida posta nella zona del serraglio
  • Un locale di servizio destinato al ricovero delle piante in vaso
  • I proprietari nel momento della consegna della targa di Grandi Giardini Italiani

L’origine della tenuta è legata alla famiglia veneta dei Fracanzan e risale al 1316 anno in cui furono acquistati, ad Orgiano, nel vicentino, i terreni agricoli con gli annessi fabbricati. La nascita della villa e del giardino è riconducibile agli inizi del Settecento quando i Fracanzan, che ricoprivano importanti incarichi nella Repubblica Veneta, incaricarono l’architetto Francesco Muttoni della progettazione della villa, dei fabbricati di servizio e rurali e del giardino. Muttoni (1667-1747) era uno dei più importanti architetti di area veneta del tempo. Studioso di Palladio operò soprattutto a Vicenza e nel vicentino dove progettò, tra le altre, villa Valmarana Morosini, Villa Trissino Da Porto, villa Zilieri dal Verme, palazzo Trento Valmarana. La costruzione del nuovo complesso residenziale è legato all’ascesa della famiglia Fracanzan che volle avere un complesso residenziale di rappresentanza nel paese in cui possedeva vaste proprietà terriere.

Sul fronte principale della villa, oltre la strada pubblica, sorge “l’anfiteatro collinare”, progettato da Francesco Muttoni per intrattenere i proprietari e i loro ospiti mediante rappresentazioni teatrali e musicali.

La villa, dopo la costruzione, ospitò anche un importante salotto letterario. Subì l’occupazione dell’esercito francese dopo la battaglia di Arcole, fu poi occupata dalle truppe austriache nel 1866. Nel 1870 la proprietà fu rilevata dagli Orzan per passare, per successione testamentaria ai Piovene che, tutt’ora, ne detengono il possesso. La villa fu sede, nel corso della Prima Guerra mondiale, di un comando militare italiano e, nella fase conclusiva dell’ultimo conflitto mondiale, di un comando tedesco.

 

Attualmente la villa ospita il museo “Vita quotidiana e lavoro in villa” che consente al visitatore di rivivere le varie fasi di una giornata in una villa padronale attraverso una visita guidata che, di stanza in stanza, mostra attività giornaliere, passatempi e lavori domestici.

La proprietà è cintata da un muro perimetrale che racchiude il giardino, il brolo e il grande serraglio destinato agli animali. La villa, sul prospetto posteriore, quello che guarda i campi, presenta una terrazza dalla quale, mediante una scalinata, si raggiunge il sottostante giardino. A ridosso del muro di sostegno della terrazza si osserva, oggi, la presenza di una struttura in legno destinata ad ospitare le piante in vaso. Il giardino formale ha un disegno abbastanza semplice, tipico dei giardini all’italiana, con basse siepi di bosso e quattro tassi che ormai hanno raggiunto dimensioni notevoli.

 

Al lato del giardino nel progetto del Muttoni c’era, il brolo cioè il giardino produttivo, destinato alle piante da frutto, ortaggi e vite. Attualmente il brolo risulta di dimensioni più contenute rispetto al progetto settecentesco. Originariamente il brolo presentava anche una “cedrara” e un boschetto di carpini, ora non più esistenti. Dalla parte opposta al brolo, cioè a sinistra della villa, si succedevano, rispettivamente il “cortil civile” e la “corte rustica” separati, tra loro, dai fabbricati rurali, tra cui una stalla e la “barchessa rurale”. Attualmente il “cortil civile” si presenta come un grande prato che ospita una collezione di trattori storici. Dalla villa si diparte un lungo viale che attraversa il giardino e il serraglio e si conclude, con una lunga fuga prospettica, verso l’infinito, secondo una tradizione tipicamente barocca, inaugurata da André Le Notre nei giardini di Vaux le Vicompte e di Versailles e poi ripresa in tutti i giardini del Seicento e del Settecento.

 

Nella vasta area sono presenti anche due grandi peschiere e boschetti per il rifugio della selvaggina. Nel complesso Fracanzan Piovene risulta evidente la concentrazione, in un unico sito, sia di attività mondane che di attività produttive. Siamo di fronte ad un tipico esempio di insediamento padronale veneto attento sia agli aspetti ludico-ricreativi, rappresentati dal giardino ornamentale che agli aspetti produttivi, evidenziati dalla presenza del brolo destinato a foraggiare la cucina della villa padronale e dai fabbricati rurali, centro aziendale che organizzava le attività produttive connesse alla coltivazione dei campi. Il giardino, dal 2008, fa parte del circuito grandi Giardini Italiani.

 

La visita

Villa Fracanzan Piovene

Via San Francesco, 2 - Orgiano (Vicenza)

Tel 02 72 00 36 58 - 0444  87 45 89

www.villafracanzanpiovene.com

Il giardino e la villa sono aperti al pubblico. Tutte le visite sono guidate ed hanno la durata di 1 ora. Includono la villa, il museo “Vita quotidiana e lavoro in villa” i fabbricati rurali, le collezioni di attrezzi agricoli e di trattori, l’abitazione del gastaldo. A fine visita l’accesso al parco e al giardino è libero. Visite: individuali domeniche e festivi dal 20 marzo al 30 ottobre, dalle ore 15 alle ore 19; per gruppi e scuole: visite tutto l’anno previo appuntamento telefonico.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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