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Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano

di Eraldo Antonini
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • Uno scorcio di Castel Trauttmansdorff , si nota la vegetazione mediterranea contrassegnata dai sottili e alti cipressi e dalla massa grigia delle chiome degli olivi, a testimonianza della mitezza del clima del luogo
  • Il percorso posto sotto il castello e i terrazzamenti ricoperti di vegetazione mediterranea
  • Un gruppo di Euphorbia dendroides posta lungo il percorso
  • Un interessante abbinamento di lavanda, santolina (fogliame grigio chiaro) e Allium ‘Ambassador’
  • Calliandra twedii una delle piante in vaso coltivate nel giardino di Castel Trauttamnsdorff
  • Uno scorcio del paesaggio agrario meranese, qui costituito da vigneti, visto da uno dei punti prospettici presenti nel giardino
  • I percorsi, curati nei minimi dettagli, costituiscono la trama che collega i vari settori tematici
  • Uno dei padiglioni che si incontrano lungo il percorso; in questo caso l’ampia copertura è formata da un tetto verde che riduce l’impatto ambientale della struttura e la integra nel giardino
  • Un altro punto di sosta che consente di osservare, dal giardino, la meravigliosa vista verso il piano
  • Il percorso lambisce un punto di sosta dal quale godere del sottostante paesaggio
  • Il laghetto delle ninfee con l’isola-terrazza del bar caffetteria interno al giardino
  • Il tratto di vialetto lambito da Narcissus ‘Jetfire’; i sentieri sono quasi sempre bordati da gruppi di piante la cui spettacolare fioritura crea giochi di colore che rendono sempre emozionante il passaggio da un settore all’altro
  • Un tratto del percorso, posto ai limiti del giardino che confina con un bosco di roverella, ombreggiato da una moderna pergola sormontata da vite americana
  • Uno dei percorsi che conduce al laghetto delle ninfee, la scarpata è ricoperta da rosmarino in piena fioritura, in primo piano in baso si notano le calle in fiore
  • Il padiglione delle piante acquatiche ha un originale design che riprende la forma delle barche rovesciate; la copertura in rame, vista dall’alto ricorda le foglie che scivolano sull’acqua
  • Un angolo del bosco del bambù
  • L’originale copertura di questo padiglione è in lamine d’acciaio che oscillano al vento creando suoni particolari
  • Un suggestivo scorcio del percorso che costeggia i settori dedicati agli ambienti umidi
  • L’originale padiglione, sospeso sul laghetto prossimo all’ingresso del giardino, dedicato alle “piante ornamentali dal mondo”
  • Il fiore di Metrosideros tomentosa, una delle piante in vaso coltivate nel giardino di Castel Trauttamnsdorff
  • Bordura di tulipani e viole
  • Castel Trauttmansdorff domina dall’alto il giardino all’italiana del quale si intravedono le siepi formali del labirinto
  • Un Cornus florida ‘Rubra’ in piena fioritura
  • Frillaria imperialis ‘Lutea Maxima’
  • Il giardino presenta una rilevante quantità di arbusti ornamentali, in questa immagine i fiori di Syringa pubescens subsp. microphylla ‘Superba’, una cultivar molto interessante per i piccoli giardini
  • Le piante presenti nel giardino sono quasi tutte cartellinate; il gruppo la centro con fiori di colore giallo è costituito da Potentilla neumanniana, quello a destra è Calamintha nepeta subs. nepeta ‘Blue Cloud’

 

Merano è una delle località del sud dell’Impero Austro Ungarico che godettero, nella seconda metà dell’Ottocento, di una discreta “fortuna” a causa del particolare microclima. L’imperatrice Elisabetta d’Austria, la celeberrima Sissi, moglie dell’imperatore Francesco Giuseppe, elesse Castel Trauttmansdorff suo luogo di villeggiatura invernale. A partire dal 1994 in questo sito, su una superficie di 12 ettari, è stato costruito il primo giardino botanico dell’Alto Adige, gestito del Centro di sperimentazione agraria e forestale di Lainburg per conto della Provincia autonoma di Bolzano, cui si deve la meritoria opera. I giardini di Castel Trauttmansdorff non sono solo una coltivazione ed esposizione di piante particolari ma costituiscono anche un rilevante esempio di giardino ornamentale, progettato secondo criteri estetici, in grado di attirare visitatori esperti ma anche il grande pubblico che vuole godere dello spettacolo della natura e delle sue forme coltivate. In realtà il giardino botanico è un insieme di giardini tematici (o settori tematici), oltre 50, all’interno dei quali vengono ospitate piante per lo più insolite e rare che, molte delle quali, difficilmente allignerebbero nel nord Italia. La trama del giardino è data dai percorsi attentamente studiati nei dettagli costruttivi, che si succedono a specchi d’acqua, cascatelle, torrentelli, ma anche a vere e proprie folies quali padiglioni, pergolati, installazioni che hanno la funzione di richiamare l’attenzione del visitatore sui vari tematismi vegetali che li circondano. Inoltre studiate prospettive consentono di poter godere anche della vista del paesaggio circostante, dei terrazzamenti destinati a vigneto, dei monti circostanti, del sottostante piano, dai frutteti in modo tale che il giardino, punto privilegiato per un bel-vedere, si estenda al paesaggio circostante che funge da quinta prospettica.

Infatti Castel Trauttmansdorff sorge, ad est di Merano, sui primi rilievi che sovrastano il piano, e gode di un’ottima esposizione. La mitezza del clima consente di trovare in questo giardino specie il cui areale d’origine è assai lontano dall’area fitoclimatica in cui ricade l’Alto Adige e, più in generale, il nord Italia.

 

Nel giardino si hanno così il settore delle specie tipiche del clima mediterraneo come, ad esempio, il cisto, il leccio, la sughera, l’olivo, e quello della vegetazione submediterranea quali la boscaglia decidua tipica della non lontana Dalmazia o il bosco di alberi da frutto dell’Asia anteriore, la vegetazione dei paesaggi naturali e antropizzati dell’Alto Adige tra i quali il bosco di roverella, di faggio, di ontano, il bosco ripariale, la vegetazione delle rive dei laghi, il vigneto, il castagneto, le siepi e i cespugli, l’orto di montagna. Ma i settori tematici non si fermano qui, infatti ai visitatori viene offerta un’ampia panoramica della vegetazione mondiale: sud America, Giappone, Nord America occidentale e orientale, piante coltivate extraeuropee quali quelle dell’America e dell’Asia orientale (tè e riso). Oltre alla ricostruzione dei vari ambienti naturali e delle colture agrarie si ha anche una rappresentazione dei vari stili di giardini ornamentali: da quello all’italiana con siepi squadrate dalle forbici dei giardinieri e dall’immancabile labirinto al giardino all’inglese con la bordura mista, il giardino dei sensi, il palmeto, il laghetto delle ninfee.

La comprensione delle tematiche rappresentate è facilitata dalla presenza di totem esplicativi e da cartelli che consentono di identificare le specie presenti.

 

I giardini Castel Trauttmansdorff valgono bene almeno una visita!

Merano - via San Valentino, 51/a - Tel. 0473 23 57 30

Aperti dal 1 aprile al 15 novembre 2009

www.trauttmansdorff.it

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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