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Virescenza della digitale

di Maria Grazia Bellardi
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  • La digitale infetta da fitoplasmi è di ridotte dimensioni ed al posto della spiga fiorale colorata compare uno strano ammasso di foglioline giallo-verdi.
  • La digitale infetta da fitoplasmi è di ridotte dimensioni ed al posto della spiga fiorale colorata compare uno strano ammasso di foglioline giallo-verdi.
  • La “virescenza” è quello strano fenomeno per cui i fiori, pur mantenendo la propria fisionomia, assumono la colorazione verde. In questo caso solo alcuni fiori sono virescenti.
  • La digitale infetta assume un aspetto irriconoscibile. Dov’’è finita la sua bella spiga?

“Virescenza” della digitale: un’infezione causata da fitiplasmi

 

Tutti noi conosciamo la digitale, o meglio le Digitalis, dato che a questo genere botanico appartengono diverse specie, fra cui molte ornamentali. Basti pensare alla bella ed elegante D. purpurea o “digitale rossa”, oppure alla più modesta ma altrettanto apprezzata D. lanata o “digitale lanata”, con i suoi fiori biancastri, venati di bruno, raccolti in densi e lunghi racemi (spighe) terminali.

Oltre che per motivi puramente estetici e decorativi, le specie appartenenti al genere Digitalis sono coltivate da secoli in quanto note officinali. Dalle loro foglie si estraggono infatti importanti fitocomplessi cardioattivi utilizzati nel trattamento dell’insufficienza cardiaca e delle aritmie in genere.

Ma per noi che amiamo circondarci di piante belle e colorate, le digitali costituiscono innanzitutto degli splendidi ornamenti del nostro giardino. Ciò è vero finché non intervengono degli strani ed insoliti patogeni chiamati fitoplasmi. Si tratta di organismi unicellulari, privi di nucleo, che vivono nella pianta alterando la circolazione della linfa elaborata, l'equilibrio degli ormoni e dei regolatori di crescita, ed inducendo così gravi malformazioni ed anomalie nello sviluppo.

 

Il danno

La digitale infetta da fitoplasmi è quasi irriconoscibile. Non solo le foglie evidenziano i tipici “giallumi”, ma anche le spighe mostrano sintomi di “virescenza” (ossia inverdimento dei petali) e “fillodia” (trasformazione di organi fiorali in foglie o germogli), con sviluppo anomalo di germogli laterali, originatisi spesso dagli stessi organi fiorali. In altre parole, i racemi diventano degli ammassi di piccole foglioline, oppure, nei casi meno gravi, parte dei fiori prodotti su di una stessa spiga sono completamente verdi. Le immagini, in questo caso relative alla digitale lanata, più d’ogni parola danno l’idea di come possa trasformarsi una pianta infetta.

 

Cosa fare?

E’ intuitivo che di fronte ad una malattia così grave e devastante per la digitale non si può fare nulla, se non eliminare tutti gli individui sintomatici. Non dimentichiamo che i fitoplasmi possono essere facilmente trasmessi alle piante sane circostanti (anche di altri generi) dalle cicaline. Niente paura, invece, per quel che riguarda il terreno che, pur avendo ospitato piante infette, non ne rimane contaminato, per cui non occorrono sterilizzazioni o precauzioni particolari.

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Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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