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Arbusti piccoli e nani

di Paolo Cottini
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  • Spiraea japonica 'Goldflame'
  • Tulipa 'Apeldoorn Elite'
  • Chrysanthemum 'Apricot'

 
Il concetto di “arbusto”, scientificamente parlando, non è chiarissimo, anzi sembra un po’ ambiguo nella sua genericità. Dato per scontato che si tratta di una pianta legnosa e perenne, poi non tutti sono d’accordo circa la disposizione e la quantità di fusti e rami, ma soprattutto non vi è unanimità di pensiero riguardo alla sua altezza: chi pone un limite massimo di 5 m, chi invece arriva a definire “arbusto” anche un alloro (Laurus nobilis), il quale, lasciato libero di crescere, può toccare i 15 m o più. In questa nostra panoramica di arbusti che ci sembrano utilissimi per accompagnare le perenni in una bordura mista, non useremo rigorosamente il righello, ma prenderemo in considerazione esemplari che tutti noi, con il solo buon senso, riteniamo “piccoli”. Ciò che conta, allora, è il tema che ci siamo proposti: in quale modo e con quali arbusti è possibile rendere completa una bordura di perenni, conferendole un disegno esteticamente piacevole e in pari tempo agronomicamente sostenibile? Gli arbusti da bordura, infatti, regalano al giardiniere due qualità impareggiabili, la robustezza e la persistenza, su cui è possibile contare per intrecciare una collana di mille altre divagazioni. Inoltre, essi possono essere dotati di foglie particolarmente attraenti per forma, colore, dimensione, ma anche di fiori, bacche e perfino di cortecce insolite. Molto differenti fra loro per aspetto, portamento, grandezza e consistenza del fogliame, gli arbusti da bordura rappresentano l’ossatura del nostro giardino.
 
I nostri consigli

  • Quando ci mettiamo all’opera per realizzare una bordura mista, spesso mettiamo a dimora subito le erbacee che più ci piacciono, combinandole in un insieme che giudichiamo gradevole, per poi aggiungere solo in un secondo momento alcuni arbusti, allo scopo di riempire i vuoti e creare linee divisorie. Il primo consiglio è di partire invece proprio con le legnose, che costituiranno l’impalcatura di tutta l’opera.
  • Per un buon inizio, è opportuno migliorare il terreno, rendendolo più soffice e ricco con una generosa quantità di composta, cui si possono aggiungere sabbia e ghiaietto, con l’obiettivo fisso di evitare qualunque ristagno d’acqua.
  • Le legnose di questo settore di norma sono assolutamente adattabili e prive di pretese, perché al massimo richiedono un po’ di concimazione annuale e qualche leggera potatura.
  • Se si vuole sfruttare in misura elevata la presenza di arbusti, è bene ricorrere a quelle specie che, in una certa stagione, restano al centro dell’attenzione per la loro fioritura, ma che poi sono pronte a ricoprire il ruolo di spalla generosa nel resto dell’anno. Per fare un paio di esempi, si pensi alla camelia invernale (Camellia sasanqua) o a Spiraea japonica.
  • Il posizionamento degli arbusti in una bordura dipende, ovviamente, dalla forma e dalle dimensioni delle piante. Le più piccole, di norma, si piantano ai margini dell’area, in modo da delimitarne il fronte in modo non geometrico, ma “mosso”, e contemporaneamente essere sottratte all’invadenza delle perenni più vigorose. 
  • Quando in una bordura si mettono a dimora gli arbusti, va ricordato che le piante giovani cresceranno e richiederanno uno spazio adeguato alle dimensioni di piante adulte.
  • Le specie decidue sono in molti casi più disponibili rispetto alle sempreverdi e parecchie di loro possono addirittura gareggiare con le perenni più belle, a condizione che non le si costringa in un angolo.
  • Almeno in un primo momento, è raccomandabile fare in modo che le perenni più vicine non siano troppo invadenti e vigorose, tali cioè da prevaricare sulle specie legnose.

 
 
Situazioni e associazioni

  • Se si desidera conferire una forma più dettagliata ad una zona destinata a piante da mezz’ombra – magari sotto la chioma di un albero – o più in generale se s’intende suscitare una sensazione di maggiore formalità, è bene ricorrere ad arbusti dalla foglia minuta, come Buxus microphylla ‘Faulkner’ (60 x 70 cm), Hebe topiaria (60 x 90) o Euonymus fortunei ‘Emerald ‘n’ Gold’ (60 x 90), tre sempreverdi con aspetto quasi a palla.
  • Quando la bordura rischia di diventare troppo formale ed è quindi consigliabile ricorrere a linee meno geometriche e più “naturali”, ci si può avvalere di piante con fogliame che ammorbidisce i tracciati: per es. Indigofera decora f. alba (60 x 90), deciduo, o i sempreverdi Juniperus horizontalis ‘Ice Blue’ (30 x 100 e più) e Rhododendron ‘Saffrano’ (100 x 100).
  • Esistono arbusti – tuttofare, che sono in grado di svolgere più funzioni secondo la stagione. Per es. Deutzia gracilis ‘Aurea’ (100 x 100), con i suoi fiorellini bianchi e le foglioline dorate, può stare sia sul fronte della bordura sia in posizione più arretrata, accompagnando dapprima bulbose primaverili come i Muscari, e poi perenni come Euphorbia schillingii, sia nel suo verde-giallo estivo sia nella colorazione fucsia autunnale.
  • I rosai nani sono pure eccellenti arbusti da bordura: per es. Rosa ‘The Fairy’ (60 x 90) o Rosa ‘Fleurette’ (120 x 150), che durante l’estate si combinano perfettamente con i multicolori fiori increspati degli Helianthemum.
  • L’elegantissimo arbusto deciduo Caryopteris x clandonensis (100 x 120), con le sue attraenti cultivar (‘Grand Bleu’, ‘Autumn Pink’, ‘Summer Sorbet’) che fioriscono in tarda estate, spesso viene messo a dimora in masse, ma anche in singoli esemplari è ottimo a metà bordura. L’associazione con perenni d’impatto può essere di grande effetto, per es. con Geranium psilostemon, Salvia involucrata ‘Bethellii’, Lobelia laxiflora. 
  • La specialità di alcuni arbusti è di fiorire presto e in modo appariscente, ma anche di colorarsi vivacemente in autunno, prestandosi a combinazioni interessanti su entrambi i fronti. Uno di loro, da noi poco usato, è il deciduo Fothergilla gardenii (100 x 100), dotato a fine inverno di profumate infiorescenze a piumino e in autunno di foglie rosso-oro. Le sue compagne ideali possono essere Epilobium angustifolium ‘Album’, Gillenia trifoliata e la tappezzante Saxifraga stolonifera.
  • Il genere Spiraea annovera numerose specie e varietà decidue che sembrano fatte apposta per le bordure miste. S. japonica ‘Goldflame’ (80 x 90) è famosa e molto conosciuta per la sua versatilità e per le sue variazioni cromatiche. Con il rosso-bronzo primaverile ed il rame aranciato autunnale, si accompagna dapprima a tulipani caldi (come ‘Apeldoorn Elite’), poi a giaggioli blu (come Iris sibirica) ed infine a Chrysanthemum ed Aster (come C. ‘Apricot’ ed A. x frikartii ‘Moench’).
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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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