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Viva il rosso

di Paolo Cottini
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Viva il rosso
 
I fisici lo misurano in millesimi di millimetro di lunghezza d’onda (da 0,8 a 0,65 μ), i chimici lo usano per ottenere inchiostri e miscele, i pittori lo considerano un pigmento da usare con parsimonia, i politici lo adorano o lo detestano secondo i punti di vista, mentre a noi che ci adoperiamo in giardino, per diletto o per professione, generalmente il rosso piace molto in teoria… ma non abbastanza in pratica, forse perché talvolta non lo utilizziamo con i dovuti accorgimenti. Va sempre considerato che non solo è uno dei sette colori fondamentali dello spettro visibile, ma è anche uno dei tre colori primari al pari del giallo e del blu, con i quali viene variamente mescolato allo scopo di ottenere due tinte secondarie, vale a dire il viola e l’arancione. Quando è puro, si tratta in ogni caso di un colore un po’ “problematico”, tanto che spesso lo ignoriamo di proposito proprio perché non si sa bene come usarlo, nel timore di creare pasticci o, peggio, orripilanti macchie che s’inquadrano più nel kitsch che non nell’arte decorativa. E in questo sbagliamo, perché, come scriveva il grande paesaggista Christopher Lloyd, “evitare di coltivare fiori rossi, con la motivazione che si tratta di un colore difficile, è tragico quanto desiderare di arrivare alla mezza età prima di aver assaporato l’elisir di essere giovani, audaci e liberi”. Il risultato è che frequentemente assistiamo ad una malinconica parata di “white gardens”, di bordure bianco-grigiastre o, al massimo, di timide pennellate sui toni del pastello: il tutto, forse, in omaggio ai sacri principi del moderno giardinaggio inglese (alla Sackville-West, per intenderci), in parte male interpretato e in parte troppo mitizzato. Una sapiente trasfusione di rosso, invece, conferisce un tocco di sensualità e quasi sempre introduce piacevoli sorprese: insomma, non è vero che il rosso è grossolano e che lo smorto è bello. Ma, come sempre suggeriamo, il senso della misura è fondamentale.
 
Situazioni, consigli, associazioni

  • A volte non basta inserire del rosso in una scena per ottenere l’effetto desiderato. Per esempio, per “sostenere” delle Linaria, dei Verbascum o delle Stachys, non è sufficiente un gruppo di Salvia rossa, ma occorre che alle loro spalle si stagli un arbusto di Cotinus ‘Royal Purple’ o una Rosa con foglie rosseggianti per rendere più articolata e attraente la composizione.
  • Una vampata di rosso può modificare il modo in cui osserviamo le singole piante. Per esempio, le “erbe” (o graminacee) sono spesso molto interessanti, ma talvolta il nostro sguardo si limita a “scorrere” su di loro. Si provi invece a mescolarvi delle macchie rosse, come le foglie autunnali di Vitis vinifera ‘Purpurea’ o di Vitis coignetiae e l’effetto dei contrasti risulterà totalmente differente.
  • Non sono moltissime le perenni caratterizzate da un colore rosso puro, così che alcune volte bisogna ricorrere alle specie annuali: il fuoco con cui si esprimono gli Amaranthus è pressoché impareggiabile.
  • Non è sempre detto che le piante “rosse” (o quasi rosse) debbano venire associate ad altre perenni od arbusti colorati. In più di un caso, infatti, è sufficiente che lo sfondo sia costituito da un bel “verde”. Si faccia la prova, ad esempio, con le difficili Oxalis bowiei e alcune Lobelia.
  • Parecchie varietà del genere Heuchera hanno foglie rossastre, che però tendono ad avvizzire se poste in pieno sole o ad essere invisibili se sono in ombra. Trovata la giusta posizione (con sole solo di mattino), esse si esaltano se poste in vicinanza di “ondate” di graminacee dalle tinte similari, come Imperata cylindrica ‘Rubra’.
  • I gialli delicati (non troppo forti) di alcune Achillea si esaltano se nei pressi sono coltivate piante dai toni forti del rosso-mattone o rosso-bronzo, come quelli di Sedum telephium ‘Purple Emperor’ o di Sempervivum ‘Corsair’. Il mutuo scambio di favori fa bene anche a queste succulente, che altrimenti rischiano di passare quasi inosservate in parti poco illuminate del giardino.
  • Sempre giocando con la combinazione rosso-giallo, a volte si ottiene un abbassamento delle vibrazioni eccessive del primo. Per esempio, accanto ad un gladiolo vivacissimo come ‘Robinetta’, la tonalità un po’ fredda di Dianthus knappii funge da sapiente moderatore.
  • I colori “scarlatto” o anche “rosso violaceo” sono i migliori compagni delle piante sui toni pastello, come il pesca o il rosa salmone. In questo senso, un rosaio come ‘Scharlachglut’ dà la giusta evidenza a certi Hemerocallis, come ‘Gaucho’ o ‘Christmas Is’.
  • I rossi caldi e vivi, che sono tipici di perenni esaltanti qual è Lychnis chalcedonica, aiutano a stimolare la potenza del fogliame o degli steli quasi scuri di altre specie, che pure sono dotate di fiori giallo oro (v. Ligularia dentata). Un effetto ancor più sorprendente si ottiene con la coppia Lychnis chalcedonica / Sambucus nigra ‘Eva’.
  • Qualora sia necessario dare risalto ad alcune tappezzanti dalle tinte scure, qual è Ophiopogon planiscapus ‘Nigrescens’, si ottengono buoni risultati con l’impiego di una specie che coltiviamo come annuale, Coleus (oggi chiamata Solenostemon).
  • Alcune piante fanno tutto da sé, senza che il giardiniere debba intervenire per migliorare la scena. I Cornus, come C. florida ‘Cleary Moon’, in autunno hanno la bella idea di colorare di rosso vivo le foglie, senza peraltro perdere un po’ di macchie di un bellissimo verde con cui creano un contrasto impressionante.
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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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