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Melissa

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Melissa (Melissa officinalis), disegno di Gabriella Gallerani
  • Le foglie della melissa opposte, ovate e cordate, leggermente tomentose anche se lucide possono avere forma e colore variabile
  • La melissa forma ciuffi densi e compatti, alti solitamente 40-50 cm, ma può raggiungere anche gli 80 cm
  • Le piante di melissa temono i rigori invernali e per proteggerle dal freddo dopo il taglio dei fusti tardo autunnale vanno protette con pacciamatura vegetale
  • Melissa (Melissa officinalis)

Melissa (Melissa officinalis)
 
Basta riconoscerla una volta, Melissa officinalis, famiglia Labiatae, e subito il nostro occhio si abituerà a scovarla fra mille altre lungo un sentiero. La melissa è pianta erbacea, perenne, alta fino a 80 cm, ma è più frequente raggiunga un’altezza compresa fra i 40 ed i 50 cm, con rizoma legnoso e fusti a sezione quadrata ramificati alla base disposti in ciuffi densi e compatti.
Le foglie sono opposte, di forma ovale e cordate, lucide anche se leggermente tormentose. La forma può variare leggermente e le foglie possono essere più o meno cuoriformi, più o meno allungate, più o meno appuntite. Il colore verde può variare moltissimo di tono, dal chiaro allo scuro, in funzione del terreno, dell’esposizione e dell’acqua disponibile. La pagina inferiore è sempre più chiara. Le foglie, lasciate crescere fino all’autunno senza essere raccolte, possono superare i cinque centimetri di lunghezza e raggiungere la stessa misura in larghezza.
I fiori, che compaiono da giugno fino a settembre, sono inizialmente di colore bianco per poi sfumarsi in rosa ed in giallo, portati all’estremità degli steli in glomeruli ascellari.
Il frutto è un tetrachenio scuro di forma ovale.
 
Dove trovarla
Per avere una conferma che la pianta individuata sia effettivamente melissa basta prendere una foglia e sfregarla fra le dita: se sprigiona un inconfondibile aroma che sa di limone, ma non è così aspro, ed ha una nota finale dolce abbiamo fatto centro. I nomi popolari richiamano questa proprietà: cedronella, erba limona, citronella, erba cedra, limunina.
Si trova dal piano fino alla collina, dalle coste all’interno, in luoghi freschi e ricchi d’ombra, lungo le siepi e le strade di campagna, spesso dentro alle scoline, ai margini del bosco, negli incolti.
 
In giardino
La melissa può essere trattata sia come pianta da orto sia come pianta da giardino, magari nell’angolo dedicato alle aromatiche. Dal punto di vista estetico dà il meglio di sé quando cresce in gruppi compatti e non si allunga troppo mostrando vuoti eccessivi. La raccolta, che comporta il taglio dei fusti alla base, piuttosto che la sola cimatura, aiuta a rinnovare e ringiovanire le piante.
Non ha particolari esigenze; basta porla in un terreno profondo e ricco, umido, ma senza ristagni. La posizione ideale è quella in pieno sole, ma non per tutto il giorno, perché in estate potrebbe rivelarsi eccessivo.
Capace di attirare le api per la ricca produzione di nettare, viene anche chiamata “fior d’api”, non deve essere posta dove abitualmente giocano i bambini o riposano gli animali.
 
Come si coltiva
Non depauperiamo i cespugli selvatici per prelevare delle piante da portare a casa e trapiantare nell’orto o nel giardino. Il danno che faremmo è di certo superiore al beneficio, tanto più che oggi è possibile reperire con facilità piantine di melissa in tutti i vivai e i garden. Acquistiamole in primavera quando saranno appena giunte nei punti vendita e non lasciamole invecchiare in vaso.
Le piante selvatiche possono essere impiegate per integrare il nostro raccolto.
Il tallone d’Achille della melissa è rappresentato dai rigori invernali e, ancor di più, dall’arrivo improvviso e imprevisto di questi se non si sono ancora compiute le operazioni di difesa contro il gelo. Come altre aromatiche simili la melissa andrà tagliata a livello del terreno e coperta con uno strato di foglie, terriccio e foglie, o paglia. A volte, nonostante la stagione sia avanzata, la melissa emette nuovi ricacci che dovremo eliminare prima del gelo.
I mesi di novembre e dicembre sono anche il periodo indicato per la moltiplicazione delle piante attuata per divisione dei cespi. 
 
La raccolta
La melissa deve essere raccolta in maggio prima che inizi la fioritura e i fiori all’inizio della fioritura. Poniamo foglie e fiori ad essiccare all’aria in posto ombreggiato e conserviamo in un sacchetto di carta da pane al buio. Se non vogliamo tisane monogusto possiamo sempre stupire i nostri ospiti aggiungendo qualche foglia al tè, soprattutto al tè verde.
Fresca può essere usata per impreziosire insalate, dolci e marmellate a cui conferisce una nota fresca.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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