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Lantana

di Alessandro Mesini
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  • Lantana (Viburnum lantana), disegno di Gabriella Gallerani
  • I frutti della lantana sono bacche che dal rosso virano verso il nero, molto gradite da uccelli e piccoli roditori contengono semi velenosi per l’uomo
  • I frutti della lantana sono bacche che dal rosso virano verso il nero, molto gradite da uccelli e piccoli roditori contengono semi velenosi per l’uomo
  • La lantana si appresta a fiorire mostrando ombrelle cariche di boccioli all’inizio di aprile quando a dominare sono le fioriture gialle del tarassaco e la temperatura inizia a stabilizzarsi
  • I fiori della lantana, persistenti e profumati, accendono il margine del bosco di macchie bianche attirando frotte di insetti

Lantana (Viburnum lantana)
 
La lantana (Viburnum lantana) è diffusa su un areale molto ampio che comprende tutta l’Europa e l’Asia minore. Da livello del mare sale con facilità fino a 1.000 metri d’altitudine, ma è capace, in condizioni favorevoli, di raggiungere i 1.300 metri. Preferisce i versanti soleggiati e aperti, i suoli calcarei, magri e seccagni. Dotata di una grande adattabilità è possibile incontrarla anche in luoghi ombreggiati e freschi.
Vive, infatti, nei boschi misti al margine della vegetazione, lungo i sentieri, nelle radure o dove la competizione per la luce non sia eccessiva. Si accompagna a tutte le specie tipiche del bosco termofilo caducifoglio e con aceri, faggi, castagni, betulle e conifere.
Il ruolo che gioca nella formazione del bosco è importante perché si tratta di una pianta pioniera con spiccata tendenza a colonizzare le aree esterne o marginali. Il suo insediamento, a volte dà vita a dense macchie quasi in purezza, precede la crescita di un vero e proprio bosco.
 
Come si riconosce
La lantana si presenta come un cespuglio con chioma di forma ovale dotato, nelle piante già mature, di rami esterni ricadenti. I rami giovani si possono riconoscere per l’aspetto feltroso ed il colore grigiastro. La corteccia del tronco e dei rami più vecchi vira dal grigio ad una colorazione fra il roseo ed il bruno.
Le foglie sono semplici e opposte. La lamina fogliare, di forma ovata e lanceolata, si presenta al tatto spessa e rugosa, ben reticolata. La pagina inferiore è tormentosa e di colore più chiaro, il margine dentellato.
L’apparato radicale è poco profondo, ma forte e si diffonde ad esplorare il terreno tanto da essere indicata per il recupero di pendici franose e aree degradate.  
 
Bellissimi fiori, frutti velenosi
I fiori si aprono da aprile a maggio. Sono riuniti in ombrelle fitte e compatte portate all’apice dei rami che possono raggiungere il diametro di 10-12 cm. I fiori sono piccoli di colore bianco o bianco-crema con cinque petali. Il profumo, intenso e dolciastro, attira numerose specie di insetti.
I frutti sono drupe ovali e compresse di colore verde che via via virano in un rosso lucido per diventare nere a maturazione. La maturazione all’interno della stessa infruttescenza a grappolo è scalare e troveremo così sia drupe rosse sia drupe nere.
Il seme della lantana è velenoso ed è tanto più pericoloso perché l’aspetto del frutto è molto invitante. Mettiamo sempre in guardia i bambini spiegando loro la tossicità del frutto. I sintomi per avvelenamento sono facilmente riconoscibili perché comportano vertigini, la pericolosità è considerata media.
I frutti sono però molto graditi da diverse specie di uccelli che così saranno attirati nel nostro giardino: fringuelli, capinere, tordi, merli e frosoni. Anche i roditori arboricoli, come il moscardino, e quelli terricoli non disdegnano di cibarsene.
 
In giardino
La lantana può crescere, se ben curata, fino a diventare un arbusto alto sino a 3 metri, compatto e di forma globosa grazie ai numerosi polloni basali che nel tempo allargano e arricchiscono il cespuglio. Esemplari così conformati possono essere collocati all’interno di parchi o giardini o boschi curati, in posizione isolata e ben evidente che permetta di godere della fioritura e del bellissimo fogliame.
In alternativa può essere inserito all’interno di siepi miste o naturali dove potrà contribuire, in scalarità con le altre specie, ad ottenere un effetto di rinnovo dei colori durante tutto l’arco dell’anno.
 
Cure colturali
In una siepe o ai margini del bosco la lantana deve essere ceduata, cioè tagliata alla base, circa ogni sette anni. Questo intervento drastico ha lo scopo di ringiovanire la pianta che nel giro di poco, grazie alla crescita rapida e numerosa di nuovi polloni, riprenderà a vegetare con forza. Per i soggetti da parco e giardino interverremo con leggere potature per eliminare rami spezzati o secchi e mantenere la forma della pianta.
Il metodo di propagazione più veloce e certo è la divisione dei cespi o la ripicchettatura dei polloni radicali in un terreno fertile e soleggiato.
Meno impiegate la talea e la semina. I semi devono essere seminati in primavera, ma solo dopo una stratificazione in sabbia e torba per un periodo di 60-120 giorni.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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