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Falsa ortica

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee

Falsa ortica (Lamium maculatum)
 
Le specie di Lamium presenti nel nostro Paese sono diverse, alcune di queste sono note con nomi popolari di “falsa ortica” perché le foglie e il portamento della pianta ricordano quelle dell’ortica. Con il nome di Lamium si indica di solito Lamium maculatum, con le sue circa 35 cultivar facilmente riconoscibili per la particolare colorazione delle foglie attraversate da una banda di colore grigio chiaro, tra il bianco, l’oro e l’argento, che la rende immediatamente riconoscibile. Il genere Lamium conta circa 40 specie tappezzanti che rifuggono l’esposizione in pieno sole.
 
Descrizione
Lamium maculatum è pianta erbacea perenne presente in natura allo stato spontaneo in un vasto areale che comprende l’Europa, l’Asia occidentale e il Nord dell’Africa.
Si trova comunemente in boschi, arbusteti e prati, sempre in terreni freschi, e benché presente un po’ ovunque, solo nelle zone ombreggiate e fresche forma ricche macchie, così folte da risultare monospecifiche, assumendo un aspetto tappezzante. In questi casi la pianta che pur può elevarsi abbastanza, fino a 60 cm, resta compatta e raggiunge un’altezza compresa fra i 15 ed i 30 cm.
È pianta stolonifera, con lunghi stoloni striscianti che raggiungono una lunghezza di 80 cm e radicano con facilità. I fusti sono quadrangolari e ricoperti da una leggera peluria. Le foglie, di forma ovale o cuoriforme, con bordo inciso, sono semipersistenti, pubescenti, ed hanno al centro una macchia allungata, quasi una marcatura lineare, di color argenteo o bianco. Fiorisce da metà primavera fino all’estate, secondo l’esposizione, anche se molte delle piante in ombra non salgono a fiore. I fiori sono piccoli e di color malva, raramente bianchi, raccolti in infiorescenze spiciformi apicali formate da quattro od otto fiori. Il fiore è bilabiato ed il petalo superiore, notevolmente più grande, è portato ricurvo così da formare una protezione ed un invito per gli insetti pronubi che per compiere la loro azione bottinatrice devono solo forzarlo leggermente, senza danneggiarlo. Si formano all’ascella di due foglie opposte.
 
In giardino
La falsa ortica in giardino può servire come tappezzante nelle zone fresche ed ombrose del giardino, ma anche in quelle con ombreggiatura parziale, meglio solo con sole del mattino. Ai piedi delle siepi, vicino ad uno specchio d’acqua, fra un gruppo di arbusti, nella zona di passaggio verso un’area lasciata a parco, o ancor meglio lungo il sentiero che porta oltre i confini della proprietà e si inoltra nel bosco, laddove la gestione del prato diventa problematica perché la persistente umidità e la scarsa radiazione solare facilitano la crescita dei muschi a discapito del cotico erboso.
 
La limitata altezza, soli 20 cm, la rende adatta a formare bordure basse e compatte. Per ottenere un effetto tappezzante si pongono le piante ad una distanza di 30 cm una dall’altra piantandole in primavera o in autunno. Possono fare da contorno alle conifere nane che si allargano sul terreno, o arricchire la base dei rampicanti che rappresenta spesso, dal punto di vista estetico, il lato debole di questo genere di piante, contribuendo, con la loro azione di copertura, a mantenere fresco il terreno.
 
In condizioni ottimali tende a divenire semiinfestante travalicando i limiti di spazio assegnati. Si interviene con la vanga a lama trapezoidale recidendo e separando la parte più esterna delle macchie. Il materiale prelevato può essere utilizzato per creare nuovi cespi.
Il Lamium può essere coltivato anche in vaso. In basket appesi ricade oltre i bordi oppure riempie gli spazi fra una pianta e l’altra con effetto tappezzante.
 
Poche cure, grandi risultati
Richiede poche cure, vuole soprattutto un terreno fresco, ben drenato, soffice e non costipato, dotato di buona fertilità per sostenere uno sviluppo rapido ed abbondante. In ogni caso è dotato di una grande capacità di adattamento e riesce a prosperare in terreni anche lontani da quello ideale.
Ha una grande resistenza al gelo e non ha bisogno di protezioni dal freddo. Nelle zone a clima mite non si spoglia, le foglie semipersistenti resistono sulla pianta. Per rinnovare la vegetazione a inizio primavera si tagliano i fusti alla base, la nuova vegetazione crescerà in poche settimane. Per nutrirla si cosparge l'area su cui insiste la pianta con un buon terricciato di letame maturo, utilizzando anche un cucchiaio per pianta di fertilizzante granulare a lenta cessione.
Una pianta, radicando con i rami striscianti, raggiunge un diametro fra i 60 ed i 90 cm. Le infiorescenze, una volta sfiorite, non devono essere tagliate.
 
Riproduzione
All’inizio dell’autunno o alla fine della primavera si possono dividere i cespi ripiantandoli subito in un terreno adatto da mantenere umido per almeno due settimane così da dare tempo alla nuova pianta di attecchire.
In giugno si prelevano talee di fusti non saliti a fiore da porre in vasi con un mix di sabbia e torba da collocare all’ombra e mantenere umidi fino a quando riprenderanno la crescita. Si pongono a dimora nella primavera successiva.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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