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Fragola di bosco

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Fragole di bosco (Disegno di Gabriella Gallerani)
  • Coltivare le fragole di bosco in un angolo del giardino o dell’orto non è impresa impossibile.
  • Raccogliamo le fragole di bosco solo quando sono a completa maturazione per gustarne a pieno il sapore. (Foto Ermes Lasagni)
  • Il confronto con le fragole domestiche è inevitabile, ma se le dimensioni sono minori il sapore è di gran lunga più intenso.
  • Le piantine nate in semensaio si trapiantano a primavera in terreno ben lavorato. (Disegno di Daniela Baldoni)
  • Le piantine si possono propagare sfruttando i loro stoloni (Disegno di Daniela Baldoni)
  • Le piantine si possono propagare sfruttando i loro stoloni (Disegno di Daniela Baldoni)
  • Le piantine si possono propagare sfruttando i loro stoloni (Disegno di Daniela Baldoni)
  • Le piantine nate in semensaio si trapiantano a primavera in terreno ben lavorato. (Disegno di Daniela Baldoni)

Fragola di bosco (Fragraria vesca)
 
Il nome deriva dal latino “fragrare” che vuol dire profumare perché, oltre ad essere considerate una prelibatezza, i popoli antichi tenevano in gran conto le fragole come ingrediente per preparati di cosmesi. Indirettamente, come scherzo sagace, il grande valore che veniva tributato a questo frutto spontaneo ci è confermato dall’insuperato fumetto di Asterix e Obelix: uno degli ingredienti della pozione magica che dona forza sono, appunto, le fragoline di bosco.
 
Piccola, ma tenace
La fragola, Fragraria vesca, famiglia Rosaceae, è pianta perenne, erbacea, diffusa in tutto il territorio del nostro paese dove si spinge fin verso i 2000 m. s.l.m.
Facilmente riconoscibile, come miniatura delle piante coltivate, di cui è progenitrice, ha foglie lungamente picciolate e composte da tre foglioline con bordi dentati. Il fiore bianco, che si apre da primavera fino all’autunno, ha 5 petali bianchi. Si diffonde per seme, ma anche grazie agli stoloni che emette così da allargarsi sul terreno formando dense colonie quando trova le condizioni ideali.
 
Non “rubiamo” le piante al bosco
Oggi non è necessario depauperare il patrimonio naturale con tentativi non sempre riusciti di trapianti in giardino di soggetti selvatici. A giocare contro di noi in questo caso sono, nella maggior parte dei casi, il tempo, la distanza e l’inadeguatezza dei mezzi adottati. Il tempo e la distanza sono facilmente comprensibili: spesso le piante di fragoline si trovano lontano dal nostro giardino ed è facile arrivare a casa con soggetti afflosciati e appassiti. L’inadeguatezza è spiegabile con l’estemporaneità del nostro intento e quindi con la mancanza di contenitori, palette, e quanto altro occorre. Non si parte da casa per “raccogliere” le piante di fragole, ma l’idea ci può cogliere improvvisa.
 
Coltiviamole a partire dal seme
Sul mercato, con una certa facilità, si possono trovare semi di fragoline di bosco ad un costo elevato, se paragonato ai semi delle orticole, ma non proibitivo. Poco superiore ai quattro Euro per busta. In una cassetta prepariamo terriccio e torba, in ragione del 60% il primo, del 40% la seconda, inumidiamo prima della semina, e seminiamo. La cassetta deve essere mantenuta in casa, non in piena luce, sotto un tavolo andrà benissimo, ad una temperatura di circa 18°C. Le scale o una cantina sarebbero troppo fredde e in ogni caso è meglio tenerle sollevate dal pavimento perché la temperatura a questo livello è sempre molto più bassa. La cassetta deve essere coperta con materiale trasparente, è più sicura la plastica del vetro, per fare passare la luce ed evitare un’eccessiva perdita d’umidità. Diradiamo le piantine prima dell’emissione della quinta foglia mettendo quelle in esubero nelle stesse condizioni delle altre.
 
Dove in giardino
A metà primavera trapiantiamo in pieno campo, in un angolo del giardino poco frequentato e non soggetto a calpestio. Tutto il terreno dell’area d’impianto deve essere ben lavorato con anticipo, in zona ombreggiata per buona parte della giornata.
La distanza fra le varie piante è piuttosto soggettiva e quella consigliata di trenta centimetri può essere ridotta per ottenere un maggiore effetto di copertura del terreno. Cerchiamo, per salvaguardare un aspetto naturale, di evitare schematismi rigidi e disposizioni troppo ordinate. Si prestano bene anche per terreni declivi, margini di strade e vialetti, bordi di pinete o di siepi, terreni difficili con scheletro purché non argillosi.
Temono la siccità ed in estate può essere necessario soccorrerle con irrigazioni mirate.
 
Fragole e poco altro
Le macedonie di frutti di bosco, la panna cotta, il gelato, la panna montata, e ogni altra commistione di gusti pur raggiungendo livelli elevati finiscono per svilire la semplice ed incredibile bontà delle fragole selvatiche. Si gustano direttamente dalla pianta oppure, come raccomandano i puristi, con poco zucchero (magari anche un goccio di aceto balsamico) da lasciare il tempo necessario a far rilasciare il sugo, infine si può aggiungere un’ombra di pepe subito prima di servire.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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