Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Farfaraccio

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Farfaraccio (Petasites)
  • All’apertura la maggior parte dei capolini che formano l’infiorescenza è ancora poco sviluppata con i fiori ligulati non ancora distesi
  • L’infiorescenza del farfaraccio bianco forma una cupola ordinata di colore chiaro tra il bianco e l’avorio
  • L’infiorescenza, a seconda dello sviluppo dei capolini e dell’asse, può essere rada o compatta
  • In natura i farfaracci non perdono tempo, la primavera è ancora lontana e incuranti del gelo salgono a fiore

Farfaraccio (Petasites)

 

I farfaracci fioriscono già a partire da gennaio formando racemi con capolini che portano all’esterno fiori ligulati circondati da brattee di aspetto fogliaceo. Fecondati dalle api si trasformeranno in frutti pelosi che saranno diffusi dal vento.

Le foglie diventano evidenti e crescono solo dopo la fioritura. Sono grandi ed è proprio alla loro particolare ampiezza che si deve il nome, deriva, infatti, dal greco Petàsos, un cappello a falde larghe usato dagli antichi per coprirsi la testa e ripararsi dalla pioggia. Sono piante erbacee e perenni dotate di un forte rizoma tuberoso strisciante. Diffuse in Europa, Asia e Nord America.

Impiegato come pianta medicinale fin dall’antichità, godette il momento di maggior fama nel XV secolo quando fu utilizzato per curare la peste, oggi come pianta medicamentosa è di uso sporadico.

 

In giardino

Poco comune nei giardini di piccole dimensioni, a volte presente nei parchi dove vi siano zone ombrose, fresche e umide come i greti dei ruscelli, il farfaraccio se si ha l’accortezza di mantenere umido il terreno può rappresentare la prima fioritura del giardino, in diretta competizione con il bucaneve. E’ pianta insolita, con un aspetto rustico e selvaggio, ma non privo di grazia, capace di destare meraviglia per quel suo già essere in boccio sotto la crosta di neve. I migliori da adattare al giardino sono le specie spontanee che si possono trovare in zona. Possono essere prelevate alcune piante, da tre a cinque, per costituire una piccola colonia. Il forte tasso di riproduzione rende la pianta invadente se il terreno e le condizioni sono adatte. Vive in suoli umidi, ricchi d’acqua, freschi e ricchi di scheletro, meglio se calcarei, con luce abbondante, ma preferibilmente non diretta. Sono facilissimi da coltivare e non richiedono nessuna cura particolare se non bagnare il terreno quando manca neve e pioggia.

Perfetti anche per i terreni scoscesi purché umidi, così vigorosi da divenire potenzialmente invadenti, tanto da dover essere estirpati. Il robusto sviluppo dei rizomi può servire a consolidare terreni alluvionali e dilavati. Si riproducono con facilità per divisione dei rizomi da effettuare nei mesi di ottobre o di novembre. Unico avvertimento riporli subito nel terreno senza lasciarli asciugare.

 

Cinque specie

Il genere Petasites, famiglia delle Asteraceae, è composto da sole cinque specie. Il più bello ed elegante è di certo Petasites albus, il farfaraccio bianco, che si trova con facilità nei luoghi umidi, nelle radure, lungo le scoline delle strade bianche. I fiori, capolini di colore bianco o biancastro, sono riuniti in dense infiorescenze di forma emisferica od oblunga. Le foglie, riconducibili ad una forma reniforme o arrotondata, ma dal profilo angolo e dentato, sono riconoscibili per il tomento lanuginoso di colore biancastro che ricopre la pagina inferiore. Pianta spontanea non è di norma coltivata, ma può essere naturalizzata con successo nei parchi, lungo il corso dei torrenti e nelle vicinanze di specchio d’acqua.

 

Il farfaraccio maggiore, conosciuto anche come tussilaggine maggiore o slavazza, Petasites hybridus, un tempo Petasites officinalis, è pianta di grandi dimensioni, con un fusti alti da 30 a 100 cm e foglie grandissime. Ha capolini tra il rosa ed il porpora riuniti in racemi terminali. I fiori maschili, di circonferenza di circa un cm, sono grandi il doppio di quelli femminili che possono essere distinti anche dal peduncolo di maggiore lunghezza. Le foglie cuoriformi, con i lobi basali arrotondati ed il margine dentato, sorrette da un lungo picciolo e da una rete di robuste venature, possono raggiungere una lunghezza di un metro ed una larghezza di 60 cm. La pagina inferiore è ragnatelosa, quella superiore è ricoperta di corti peli. Si parla solitamente di foglie estive perché il loro sviluppo segue quello delle infiorescenze e raggiungono il loro pieno sviluppo quando di questi, spesso, non resta traccia. Ha un vaso areale di diffusione raggiungendo i 1500 metri di altitudine.

 

Petasites fragrans, originario della Sardegna, della Sicilia e del Nord Africa, ma naturalizzatosi a macchia di leopardo in tutto il territorio peninsulare, è caratterizzato da un delicato profumo di vaniglia. Coltivato nei giardini per la fioritura anticipata col nome popolare di “Vaniglia d’inverno” ha capolini sui toni del rosa, raggruppati in racemi terminali di circa dieci unità. Simile al P. albus raggiunge un’altezza di circa 30 cm, e sviluppa contemporaneamente fiori e foglie. Le foglie basali, a margine dentato, sono cuoriformi e picciolate.

»
  • Share/Save

Piante Spontanee

  • Acero montano
  • Alloro
  • Anemone di bosco
  • Aquilegia
  • Aralda
  • Arnica
  • Arum
  • Assenzio
  • Azzeruolo
  • Biancospino
  • Boccaleone
  • Calendula
  • Campanellino
  • Cappero
  • Cardo mariano
  • Carpino nero
  • Cicoria selvatica
  • Ciliegio selvatico
  • Cipollaccio dal fiocco, Lampascione
  • Colombina
  • Corniolo
  • Corydalis
  • Cotogno
  • Croco o Zafferano maggiore
  • Doronico
  • Elleboro
  • Equiseto o Coda cavallina
  • Erba moscatella
  • Falsa ortica
  • Farfaraccio
  • Favagello
  • Finocchio selvatico
  • Fragola di bosco
  • Frassino maggiore
  • Geranio
  • Giglio di San Giovanni
  • Giglio martagone
  • Ginepro
  • Ginestra dei carbonai
  • Girasole
  • Lamium maculatum
  • Lampone
  • Lantana
  • Laurotino o Lentaggine
  • Leucojum vernum
  • Levistico o Sedano di monte
  • Lisimachia
  • Melissa
  • Melograno
  • Menta
  • Mirtillo nero
  • Mora di rovo
  • Nespolo
  • Nocciolo
  • Noce
  • Olivello spinoso
  • Orchidee selvatiche
  • Orniello
  • Panace comune
  • Papavero
  • Pero corvino
  • Pratolina o Margheritina
  • Primula
  • Ribes rosso
  • Rosa selvarica, Rosa di macchia
  • Rosmarino
  • Ruta
  • Salvia dei prati
  • Salvia sclarea
  • Sambuco nero
  • Sambuco rosso
  • Saponaria
  • Sempervivum
  • Serenella o Lillà
  • Sigillo di Salomone
  • Sorbo dell'uccellatore
  • Sorbo montano
  • Tarassaco o Dente di leone
  • Timo
  • Topinambur
  • Verbena officinale
  • Vescicaria maggiore o Alisso utriculato
  • Vitalba

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!