Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Corniolo

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee

Corniolo (Cornus mas)
 
Il corniolo è un piccolo albero, che però può raggiungere anche l’altezza di sette-otto metri, diventando un vero e proprio signore del paesaggio per la bellezza della sua fioritura e per la fruttificazione preziosa.
Molto ramoso, con corteccia grigiastra percorsa da crepe sottili. Le foglie con nervature evidenti, opposte ed ellittiche raggiungono la lunghezza di dieci centimetri. I fiori, di color giallo, raggruppati in piccole ombrelle, con peduncolo evidente, possono comparire già alla fine del mese di febbraio. Cornus mas, famiglia delle Cornaceae, è il nome latino del corniolo, e il termine “cornus” significa sia corniolo, sia corno a sottolineare i due preziosi doni che questo piccolo albero ci regala: frutti squisiti e legno durissimo.
 
Diffusione e raccolta dei frutti
Il corniolo arriva dall’Asia minore o dal sud-est dell’Europa. Più raro al sud che al nord, nel nostro paese, non ama la vicinanza col mare ed è assai raro nelle terre insulari. Dal piano può spingersi abbondantemente oltre i mille metri d’altitudine preferendo i margini soleggiati dei boschi di latifoglie.
I frutti sono drupe che ricordano le olive e cambiano colore nel tempo passando dal verde al giallo, dall’arancio al rosso acceso, per diventare opache e di colore vinoso. A maturazione completa cadono a terra ed è il momento di gustarne il sapore.
Acidulo, ma dolce, splendidamente dissetante. Perfetto nel mese più caldo dell’anno.
 
Marmellata e gelatina di corniole
La marmellata di sole corniole è un prodotto ricercato e richiede grossi quantitativi di prodotto; meglio allora una marmellata di corniole e mele. Le mele più indicate sono le renette, o cultivar con caratteristiche simili. Per un Kg di corniole mature uniamo tre mele, quattro se piccole, sbucciate. Copriamo il tutto con acqua, o vino bianco secco o un mix di acqua e vino. Lasciamo bollire fino a quando le corniole inizieranno a disfarsi. Passiamo al setaccio per eliminare i noccioli e pesiamo. Aggiungiamo, secondo il grado di maturazione dei frutti e del nostro gusto, un quantitativo di zucchero fra i 600 e gli 800 grammi di zucchero per ogni chilo di composto. Rimettiamo sul fuoco e facciamo addensare lentamente. Come tocco finale, a cottura quasi ultimata, possiamo aggiungere la parte gialla della buccia di un limone biologico, o il suo succo, e un poco di cannella finemente macinata.
Per la gelatina basterà bollire per mezz’ora le corniole in poca acqua, passarle al setaccio, aggiungere zucchero in eguale quantità e rimettere sul fuoco fino a gelificazione.
 
Una salsa dal sapore antico
Il sapore acidulo delle corniole si sposa molto bene con il carrello dei bolliti. Ottenere una salsa per accompagnare la carne richiede una certa lavorazione, ma il risultato finale è sicuramente interessante perché richiama, dal nostro immaginario comune, un sapore antico e desueto.
In un tegame d’acciaio mettiamo un litro di succo d’uva bianca da vino (meglio ottenerlo per spremitura per compressione che per centrifuga) o, se possiamo procurarcelo, mosto appena spremuto non ancora fermentato. A fuoco lento lo faremo ritirare fino a circa un terzo del suo volume iniziale. Aggiungiamo circa duecento grammi di corniole mature snocciolate con qualche foglia d’alloro e per un quarto d’ora facciamo bollire mescolando spesso. A questo punto non dobbiamo far altro che regolare con sale e pepe bianco a piacere. Passiamo al setaccio per togliere noccioli e bucce, e uniformare il prodotto. La consistenza deve essere tale da non correre sul piatto, ma poter essere aggiunta a piacere sui diversi bocconi; se necessario rimettete sul fuoco.
 
Sostituto delle olive
Oggi è piuttosto insolito pensare a frutti sostitutivi delle diffusissime olive, ma anche le corniole possono essere messe in salamoia. Sciogliamo sale in acqua fino a che la soluzione consenta ad un uovo immersovi di galleggiare. Ricordiamoci di lavare accuratamente l’uovo prima di effettuare la prova e ricordiamoci anche di utilizzarlo nel breve perché privato di quella pellicola che lo isola dall’esterno e che gli consente di conservarsi nel tempo. Aggiungiamo come in tutte le salamoie spezie a piacere come alloro, pepe e finocchio selvatico.
Laviamo le corniole raccolte poco prima della maturazione e immergiamole nella soluzione, devono essere completamente ricoperte. Conserviamole per almeno un mese al buio ed in luogo fresco a temperatura costante. Prima di servire effettuiamo un risciacquo in acqua corrente.
 
In un angolo del giardino
Un alberello di corniolo può trovare posto in un angolo assolato o laddove il terreno è così magro da non consentire ad altre essenze di prosperare. Tenace e caparbio il corniolo crescerà lentamente, ma non si arrenderà. La fioritura precoce, una spruzzata di giallo sui rami ancora spogli, sarà una gioia per il giardino.
 
Note omeopatiche di Ennio Masciello
In autunno se ne raccolgono i frutti ben maturi e la corteccia, che sono le parti di interesse farmacologico, per la preparazione di tinture e decotti. La corteccia è un buon antipiretico (combatte la febbre ). I frutti servono, oltre che per marmellate e liquori, in virtù di proprietà astringenti (riducono la secrezione delle mucose infiammate ) nelle malattie diarroiche.

»
  • Share/Save

Piante Spontanee

  • Acero montano
  • Alloro
  • Anemone di bosco
  • Aquilegia
  • Aralda
  • Arnica
  • Arum
  • Assenzio
  • Azzeruolo
  • Biancospino
  • Boccaleone
  • Calendula
  • Campanellino
  • Cappero
  • Cardo mariano
  • Carpino nero
  • Cicoria selvatica
  • Ciliegio selvatico
  • Cipollaccio dal fiocco, Lampascione
  • Colombina
  • Corniolo
  • Corydalis
  • Cotogno
  • Croco o Zafferano maggiore
  • Doronico
  • Elleboro
  • Equiseto o Coda cavallina
  • Erba moscatella
  • Falsa ortica
  • Farfaraccio
  • Favagello
  • Finocchio selvatico
  • Fragola di bosco
  • Frassino maggiore
  • Geranio
  • Giglio di San Giovanni
  • Giglio martagone
  • Ginepro
  • Ginestra dei carbonai
  • Girasole
  • Lamium maculatum
  • Lampone
  • Lantana
  • Laurotino o Lentaggine
  • Leucojum vernum
  • Levistico o Sedano di monte
  • Lisimachia
  • Melissa
  • Melograno
  • Menta
  • Mirtillo nero
  • Mora di rovo
  • Nespolo
  • Nocciolo
  • Noce
  • Olivello spinoso
  • Orchidee selvatiche
  • Orniello
  • Panace comune
  • Papavero
  • Pero corvino
  • Pratolina o Margheritina
  • Primula
  • Ribes rosso
  • Rosa selvarica, Rosa di macchia
  • Rosmarino
  • Ruta
  • Salvia dei prati
  • Salvia sclarea
  • Sambuco nero
  • Sambuco rosso
  • Saponaria
  • Sempervivum
  • Serenella o Lillà
  • Sigillo di Salomone
  • Sorbo dell'uccellatore
  • Sorbo montano
  • Tarassaco o Dente di leone
  • Timo
  • Topinambur
  • Verbena officinale
  • Vescicaria maggiore o Alisso utriculato
  • Vitalba

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!