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Cappero

di Alessandro Mesini
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  • Piante spontanee

Cappero (Capparis spinosa)
 
 
Il cappero è una pianta generosa. Ci regala fiori bellissimi dai grandi petali bianchi e dagli stami violacei visibilissimi per l’accentuato contrasto di colore, offrono boccioli e frutti eduli, radici dalle virtù medicamentose, ma più di ogni altra cosa è impagabile la tranquilla bellezza che una pianta di cappero regala ad un muro, sa di casa, di famiglia, di tempo passato. E non diamoci pensiero per le radici, per quanto ben sviluppate, potranno scrostarlo il muro di casa, ma mai portarne al crollo.
 
Descrizione botanica
Il cappero, Capparis spinosa, famiglia Capparidaceae, è un suffrutice con una lunga radice e molti fusti lunghi fino ad 80 cm. di portamento vario. I fusti, semplici o ramificati, si originano tutti dal colletto radicale. Le foglie, di colore verde nella pagina superiore e glauche in quella inferiore, sono alterne e arrotondate, brevemente picciolate e di consistenza carnosa.
I fiori hanno quattro petali arrotondati e quattro sepali rotondi, sono ascellari e lungamente picciolati. Effimeri, si aprono verso sera e nella mattinata successiva iniziano ad appassire, dal mese di maggio fino alla fine dell’estate.
I frutti sono delle bacche di color verde scuro e forma oblunga. Giunti a maturazione si aprono mostrando un gran numero di semi quasi neri.
 
Dove si trova
Pianta tipicamente mediterranea, il cappero riesce ad adattarsi anche in piccoli areali di nicchia nella Pianura padana o in luoghi che riescono a garantire condizioni calde e soleggiate. E’ diffusissimo al sud, frequente al centro, dirada la sua presenza mano a mano che si sale verso nord.
In natura possiamo trovarlo sulle scogliere, in vecchi muri a secco dove affonda le radici fra sasso e sasso, in terreni tendenzialmente aridi e rocciosi.
 
Coltivare i capperi dentro ad un mattone
Un metodo originale per avere piante di capperi in giardino è quello consigliato da Francesco Corbetta nel suo “Piante spontanee mangerecce”. Prendiamo un mattone forato chiudiamo con cemento i fori da un lato, rovesciamolo e riempiamo i fori con calcinacci e frammenti di mattone tritati. In autunno cospargiamo il mattone di semi e dalla primavera iniziamo ad annaffiare con estrema regolarità. Per mantenere un livello base di umidità costante mettiamo il mattone all’interno di un sottovaso capiente. In autunno, quando iniziano le piogge, togliamo il sottovaso per evitare ristagni. Nella primavera successiva, a risultato positivo raggiunto, collochiamo il mattone, in un muretto a secco del giardino ben esposto al sole.
Nei vivai oggi è possibile acquistare dalla fine di aprile piante di cappero in vasetto. La scelta del luogo di messa a dimora è basilare per la loro sopravvivenza, non sempre garantita.
Se vogliamo regolare lo sviluppo eccessivo delle piante tagliamo i rami alla fine dell’inverno ad una lunghezza di circa 20 centimetri.
 
Cosa e quando raccogliere
I boccioli del cappero devono essere raccolti in modo scalare per seguirne il progressivo ingrossamento. Ogni due o tre giorni visiteremo le piante senza però operare mai una raccolta totale, è meglio lasciare che una parte dei boccioli possa schiudersi e divenire frutti.
Le radici, impiegate come fitoterapico domestico dalle proprietà diuretiche e depurative, si raccolgono in autunno.
I frutti prima della completa maturazione quando stanno già ingrossandosi, ma sono teneri e carnosi con i semi ancora immaturi, teneri e chiari.
 
Conservazione dei capperi
Raccogliamo i boccioli dei capperi e puliamoli con un panno leggermente umido. Stendiamoli e lasciamoli asciugare all’aria, mai al sole, a sera mettiamoli in aceto bianco precedentemente salato oppure in salamoia. Inseriamo un distanziatore fra coperchio e boccioli così che tutti rimangano coperti dal liquido. Durante la “stagionatura” i boccioli che alla raccolta risultano essere di sapore quasi neutro divengono piacevolmente aciduli.
Per mantenerli sotto sale, lasciamoli a bagno in acqua per un giorno intero, cambiandola spesso, poi per due giorni dentro ad un vaso riempito per metà di aceto di vino bianco, agitandoli spesso, infine, dopo averli lasciati scolare ed asciugare per una notte intera, li copriremo di sale.

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