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Calendula

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Calendula (Disegno di Gabriella Gallerani)
  • Fiore dal sapore semplice e antico, la calendula con il suo capolino dorato è pianta capace di animare da sola un muro o un angolo del giardino fiorendo fino al sopraggiungere del gelo
  • La calendula apre i fiori tutte le mattine rivolgendo il capolino in direzione del sole, li richiuderà a sera ripiegandoli.
  • Le calendule fioriscono ininterrottamente per mesi e mesi così che sulla pianta è sempre possibile trovare boccioli pronti a schiudersi.

Calendula (Calendula officinalis)
 
Calendula officinalis, appartenente alla famiglia delle Compositae, deve il suo nome al termine latino “calendae” per indicare che in ogni mese dell’anno, a seconda delle condizioni climatiche, può fiorire, dalla primavera all’autunno inoltrato, persino in inverno se il clima è mite.
Pianta erbacea biennale è originaria dell’area mediterranea, ma cresce anche nell’Asia minore, nell’Africa settentrionale e in parte dell’Europa continentale.
E’ facile trovarla nei terreni abbandonati, negli incolti, nei campi ed in prossimità delle abitazioni rurali, sempre in posizioni ben soleggiate. E’ pianta tenace che grazie alla sua incredibile capacità di diffondersi può sopravvivere per molto tempo intorno al luogo di coltivazione. Più comune nel meridione della penisola.
 
Come riconoscerla
Calendula officinalis, quella spontanea (o, come si dice in gergo, “botanica”), è facilmente riconoscibile. Ha la forma di una grande margherita isolata e terminale con fiori ligulari, disposti in due o tre serie, di colore arancio o giallo, luminoso e deciso. I fiori tubolari al centro sono di colore scuro e contrastano apertamente con la corolla, oppure ne hanno lo stesso colore.
Le foglie oblunghe formano una rosetta basale, quelle che si inseriscono sul fusto, angoloso, vellutato e ramificato, sono sessili, alterne, oblunghe, leggermente dentate. Se strofinate emanano un odore gradevole.
I frutti sono grossi acheni a forma di cornetto aperto muniti di spini solo sulla faccia dorsale.
La radice è fittonante. Raggiunge un’altezza compresa fra i 30 ed i 50 cm.
 
Bella per il giardino
Esistono molte varietà di calendula disponibili nei vivai, di colori e forme diversi, a fiori doppi, doppi e pieni, sono cultivar di Calendula officinalis e le modalità di coltivazione sono le stesse.
La calendula non è un fiore statico, ma è un piacere guardarla al mattino quando sotto l’invito dei raggi del sole i capolini si aprono e si orientano verso la fonte di luce e calore. Così è anche alla sera quando reclina i fiori e li piega verso terra. Un tempo da questi movimenti e dalla loro velocità si traevano auspici sul tempo.
Ideale per macchie di colore, aiuole lungo i viali d’ingresso, bordure.
Per stimolare una fioritura più ricca il consiglio è quello di cimare le piante così che siano emesse un maggior numero di ramificazioni e, di conseguenza, un maggior numero di fiori. Allo stesso modo eliminando i fiori appassiti si prolunga il tempo di fioritura della pianta.
I fiori della calendula una volta recisi, anche delle nuove varietà, sono molto durevoli. 
 
Buona nell’orto
Come pianta orticola, oltre a conferire un piacevole tocco di colore alle nostre aiuole, può avere diversi utilizzi. I boccioli possono essere messi sotto sale e impiegati proprio come i capperi. Le giovani foglie possono entrare a far parte di insalate miste di campo, le foglie, i boccioli ed i fiori si utilizzano per zuppe e risotti con l’avvertenza di unire i fiori tritati negli ultimi cinque minuti di cottura così da conferire un colore giallo che ricorda quello dello zafferano.
 
Pianta facile e sobria
La calendula è pianta biennale e l’inverno rappresenta il punto critico da superare sia per le piante nate da poco sia per quelle seminate in primavera. Senza temere di danneggiare la pianta al sopraggiungere del freddo dobbiamo tagliare la parte aerea riducendola ad un’altezza di circa 4 cm. Per proteggere ciò che rimane copriamo con materiale vegetale come paglia e foglie secche, magari mescolato a terriccio buono.
La fioritura della calendula è massima nelle stagioni a clima mite. In inverno ed in estate quando le temperature divengono estreme le fioriture cessano o diventano molto rarefatte con fiori di piccoli dimensioni. Bagniamo solo per soccorrere le piante in caso di siccità.
Per favorire un ciclo di fioriture continuo possiamo adottare una semina scalare a partire dal mese di maggio. I semi andranno posti in un terreno ben drenato, lavorato con cura e letamato ad una profondità di circa 2 cm. Seminiamo a spaglio e diradiamo scegliendo i soggetti migliori e mantenendo una distanza di almeno 10 cm in ogni direzione. Le piantine in eccesso possono anche essere ripichettate nei prati intorno a casa.
Per ottenere fiori grandi e numerosi concimiamo durante tutto il periodo della fioritura con un prodotto liquido per piante da fiore.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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