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Calliandra tweedii

di Maurizio Vecchia
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La pianta insolita di questo mese non è forse adattabile a tutte le zone climatiche italiane, ma merita di essere conosciuta per la sua ricca fioritura: fiori rossi come fiamme gettate nel verde a richiamare l’esplosione di fuochi artificiali.

La Calliandra twedii è un arbusto inerme ornamentale, leggero e di dimensioni limitate. Col passare degli anni, nelle regioni più calde della penisola, raggiunge notevoli dimensioni, pur mantenendo il portamento arbustivo. È apprezzata per gli eleganti fiori di colore rosso vivo, riuniti in capolini globosi e formati da lunghi e sericei stami. La corolla, di colore verde-giallo, è infatti piccola, nascosta e non contribuisce all’estetica del fiore.

La denominazione del genere deriva dal greco (kalòs = bello, aner = uomo, con riferimento agli stami che sono gli organi maschili dell’infiorescenza) e significa quindi  ‘bell’uomo’.

 

Caratteristiche botaniche

Il genere Calliandra (Fam. Mimosacee) comprende circa 200 specie sempreverdi, originarie delle regioni tropicali e subtropicali dell’Africa, India ed America. Appartengono allo stesso genere altre piante decorative: C. portoricensis dai fiori candidi, simili a leggeri piumini, C. ematocephala (sin. C. inaequilatera), dai fiori rossi, bianchi o rosa,  utilizzata anche come pianta d’appartamento, C. eriophylla, dai fiori rosa scuro, C. surinamensis, dai fiori rosso scarlatto, C. calothyrsus, color porpora.

La Calliandra twedi Benth. (sin. Inga pulcherrima Sweet.), originaria del Brasile meridionale,  del’Uruguay ed Argentina settentrionale,  è certamente una delle più belle e vistose.

Come la maggior parte delle mimosacee, ha caratteristiche foglie bipennate, composte da 15-20 paia di minute foglioline pubescenti connesse ad uno stelo centrale. Misurano circa 10-15 cm di lunghezza e richiamano quelle delle acacie, piante appartenenti alla stessa famiglia. La loro lieve bellezza aumenta il pregio decorativo di questo cespuglio. I fiori  sferici raggiungono i 7 cm di diametro. Ad essi seguono i frutti costituiti da piccoli legumi.

Le piante adulte superano normalmente i 2 m di altezza, ma  possono col tempo arrivare a 5 m. La chioma ha una circonferenza di 1,5 – 2 m.

 

In giardino

In Italia questo arbusto è coltivabile all’aperto solo nella zona degli agrumi. Lo si più ammirare  sulla riviera ligure, utilizzato per decorare aiole pubbliche e giardini. È presente anche al sud dell’Italia, a volte persino negli incolti.

Nelle altre regioni può essere tenuto in vaso, poiché ha la caratteristica di fiorire anche quando è di ridotte dimensioni. Ho potuto osservare delle piccole talee in radicazione sviluppare fiori senza problemi.

D’inverno, naturalmente, occorre ricoverarlo. L’ambiente può essere poco riscaldato, purché sia luminoso. È importante che non si scenda sotto i 13 °C.

Le innaffiature, abbondanti durante la bella stagione, vanno diradate nel periodo di riposo e riprese a primavera per stimolare l’emissione di nuove gemme. Almeno mensilmente si devono aggiungere concimazioni liquide.

Il terriccio ideale per la coltivazione in vaso corrisponde alla composta di media fertilità John Innes n° 2, ricca di terriccio da giardino con aggiunta di torba e di sabbia.  In piena terra gradisce terreni ben drenati, anche poveri e sabbiosi. È comunque una pianta adattabile e di facile coltivazione.

La potatura si effettua dopo la fioritura, che avviene alla fine dell’inverno e dura fino all’inizio dell’estate. Le piante coltivate in vaso sopportano potature drastiche, necessarie per limitarne le dimensioni.

L’esposizione consigliata è in pieno sole. La moltiplicazione, oltre che per seme, è facile pure per talea.

 

La coltivazione

  • in vaso: terriccio da giardino con torba e sabbia
  • in terra: terreno ben drenato, anche povero e sabbioso
  • esposizione: in pieno sole
  • in inverno: ritirare i vasi in posizione luminosa non sotto i 13 C°
  • fioritura: da fine inverno a inizio estate
  • annaffiature: abbondanti in estate, diradate in inverno, riprendere in primavera
  • concimazione: liquide, mensilmente
  • potature: dopo la fioritura
  • moltiplicazione: per seme o talea
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Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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