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Pyrus calleryana ‘Chanticleer’

di Francesco Vignoli
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Il genere Pyrus conta una trentina di specie diffuse un po’ in tutto il mondo e ad una specie, Pyrus communis, appartengono gli alberi da frutto. Dal punto di vista ornamentale, questa famiglia non ha dato sinora piante molto importanti per i nostri giardini. Da alcuni anni invece è disponibile nei vivai una varietà di pero di origine cinese, che si chiama Pyrus calleryana ‘Chanticleer’ che ha eccellenti caratteristiche ornamentali, tali da meritare un posto di riguardo nei giardini privati, come anche nei parchi e nei viali cittadini. Perché dovremmo piantare nel nostro giardino un pero ‘Chanticleer’? Perché è un albero facile, resistente allo smog, agli stress da siccità, al freddo anche intenso e quindi si può utilizzare in quasi tutta l’Italia.

 

 

Fiori in primavera e colori in autunno

Il pero ‘Chanticleer’ è una pianta dal portamento piramidale, che non si allarga oltre i 5/6 metri, cresce abbastanza robusta durante i primi anni, ha i rami eretti, rigidi e tozzi che non vanno mai fuori forma anche in assenza di potature. I fiori bianchi, riuniti in racemi, sono molto simili a quelli del pero da frutto, sbocciano prima delle foglie e sono talmente abbondanti che, nel periodo di fioritura, la pianta assomiglia a una nuvola bianca; ai fiori seguono poi una miriade di piccoli frutti tondeggianti, dal lungo peduncolo, molto graditi dagli uccelli, ma la bellezza di questa pianta è nel fogliame. Le foglie sono ovate,  di consistenza coriacea e lucide quasi che fossero ricoperte di cera, il colore è verde lucente e fanno un ombra fitta. In autunno, prima di cadere, si colorano molto presto assumendo caldi toni gialli, arancio e rosso così intensi che possono competere con Liquidambar styraciflua e Parrotia persica.

 

Cresce in tutti i terreni

L’apparato radicale è fittonante, robustissimo (si innesta infatti sul Pyrus calleryana) ed è in grado di vivere bene in tutti i terreni, anche i più poveri e sassosi; vive un po’ meno bene, invece, in quelli umidi e con forti ristagni d’acqua. Ottimo è quindi il suo impiego nei terreni in declivio, dove le sue radici possono contribuire ad ancorare il terreno ed evitare frane.

Questa pianta sopporta bene le potature pur non essendo necessario intervenire tutti gli anni. Le potature si possono fare subito dopo la fioritura, prima che inizi la nuova vegetazione per non perdere la massa dei fiori.

 

Resistente alle malattie

Le malattie sono tutte quelle tipiche della sua specie: afidi, bruchi, oidio, ticchiolatura, ma non dobbiamo preoccuparci più di tanto, perchè fra tutti i peri ornamentali, questo è forse il più resistente alle malattie ed è raro vedere piante ammalate anche in assenza di qualunque trattamento. Tra l’altro, negli Stati Uniti, viene segnalata come resistente al colpo di fuoco batterico (Missouri Botanical Garden).

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

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Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

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... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

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Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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