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Prunus serrulata ‘Royal Burgundy’

di Francesco Vignoli
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  • Prunus serrulata ‘Royal Burgundy’

 

 

I Prunus da fiore sono tanti, veramente tanti, tuttavia quelli che possiamo reperire comunemente dal vivaista sotto casa sono molti meno, non si va credo, più in là di una decina tra specie e cultivar. Le ragioni ovviamente ci sono. Molti Prunus ad esempio non hanno una grande ornamentalità per i nostri gusti occidentali, altri sono difficili da riprodurre o da coltivare, più sensibili a certe malattie e su tutti incombe l’universale legge della commercializzazione che dice che si produce e si vende quello che il mercato compra. Tutte le varietà che non trovano sbocchi commerciali continui vengono abbandonate e restano relegate ad una ristretta cerchia di amatori o di orti botanici.

 

Prunus cerasifera ‘Nigra’ e P. serrulata ‘Kanzan’

Fra i Prunus da fiore più comunemente reperibili, due di questi sicuramente hanno la parte del leone e da soli coprono l’ottanta per cento della produzione vivaistica del genere in questione: sono il Prunus cerasifera ‘Nigra’ (comunemente chiamato, nel settore vivaistico, “Prunus pissardi nigra” in quanto molto simile al Prunus cerasifera ‘Pissardi’, anch’esso molto diffuso) e il Prunus serrulata ‘Kanzan’.

Il primo, Prunus cerasifera ‘Nigra’ è un susino dalle foglie strette, rosso porpora scuro, con un fioritura rosa chiaro fatta di piccoli fiorellini. E’ comunemente impiegato a cespuglio e nei viali cittadini educato ad alberello, quando si richiede una pianta che non ingombri molto. E’ rustico, facile a coltivarsi, la sua maggiore ornamentalità è nel fogliame rosso per tutta l’estate.

Il secondo, Prunus serrulata ‘Kanzan’ è un ciliegio proveniente dal Giappone. E’ una pianta dall’aspetto nobile, robusta, si allarga abbastanza e si usa sia educato ad albero che come un grande cespuglio. Arriva a 8 metri di altezza. La sua fioritura primaverile è delle più spettacolari, con i fiori grandi, vistosi, doppi, rosa acceso  ed è anche abbastanza prolungata. In estate le sue foglie sono verdi, quelle classiche dei ciliegi anche se un tantino più eleganti, comunque sia, dopo la sua esplosione primaverile, in estate rientra nell’anonimato.

 

Come nasce P. serrulata ‘Royal Burgundy’

Non so da quanti anni, generazioni di vivaisti, appassionati e ricercatori hanno sognato di trovare o di ibridare un Prunus che avesse la fioritura del ‘Kanzan’ e un fogliame ornamentale come il P. cerasifera ‘Nigra’.

Io per esempio sono uno di quelli!

La fortuna è toccata al direttore di un vivaio americano, Frank Park dei vivai Speer & Son in Oregon il quale, nell’estate del 1990, tra le piante di Prunus ‘Kanzan’ da lui coltivate ha notato un ramo dalle foglie rosse che aveva fiorito uguale al resto della pianta. Botanicamente questo fenomeno si chiama “mutazione” ed è abbastanza comune. Di meno comune c’è che una mutazione sia estremamente migliorativa e che sia notata e riprodotta da qualcuno.

Frank Park non se l’è lasciata sfuggire, ha riprodotto il ramo e cosi è nato il Prunus serrulata ‘Royal Burgundy’, forse il più bel ciliegio da fiore del futuro.

 

Le caratteristiche

Prunus serrulata ‘Royal Burgundy’ assomiglia in tutto al suo progenitore P. ‘Kanzan’, ha lo stesso portamento, anche se forse cresce un po’ meno. La stessa fioritura e la stessa forma delle foglie, solo che queste sono di un bel rosso porpora molto simili a quelle del P. ‘Nigra’, ma più ampie ed eleganti. Il colore intenso si manifesta subito appena le foglie cominciano ad aprirsi e si accavalla con la fine della fioritura creando un effetto molto bello. Anche durante tutta l’estate il colore si mantiene inalterato diventando un po’ più cupo.

 

La coltivazione

Il ‘Royal Burgundy’ ha le stesse esigenze culturali degli altri ciliegi. Si innesta infatti sul ciliegio selvatico (Prunus avium) ama il sole, vuole terreno fresco e fertile, senza ristagni d’acqua. La potatura non è necessaria ma utile per tenere più giovane la vegetazione e si fa subito alla fine della fioritura. C’è anche chi preferisce potare i Prunus in inverno, togliendo via un po’ di fiori ma ottenendo una pianta più “pettinata”.

Le malattie sono quelle classiche dei ciliegi, afidi, ragno rosso, gommosi.

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