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Carpinus betulus ‘Lucas’

di Francesco Vignoli
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Il carpino o carpano o carpine (Carpinus betulus) è sicuramente una delle piante più conosciute in Italia. Pianta autoctona per eccellenza, è cosi storicamente diffusa da aver dato il nome a molte località il cui toponimo deriva da questa pianta.

 

Raramente il carpino si trova nei giardini come pianta isolata, viene invece utilizzato per creare siepi rustiche grazie alla sua caratteristica di conservare le foglie secche attaccate alla pianta anche in inverno, formando cosi una barriera visiva tutto l’anno. Ne sono un esempio le lunghe siepi che delimitano i giardini delle ville venete. Per la realizzazione di siepi frangivento, il carpino comune è invece meno indicato perché la pianta si sviluppa molto in larghezza, perdendo la forma e obbligando a una manutenzione periodica forte e costosa.

 

Carpinus betulus ‘Fastigiata’

Il carpino non ha molte varietà, ed anche la più conosciuta, Carpinus betulus ‘Fastigiata’, non è adatta alla creazione di siepi frangivento. È infatti una pianta stretta ed elegante da giovane, ma che col tempo tende ad allargarsi alla base, diventando da adulta una piramide ampia che occupa molto spazio, inoltre in autunno perde le foglie e l’albero rimane completamente spoglio

 

La varietà giusta per siepi frangivento

Da pochissimi anni è stata trovata in Olanda e diffusa dai vivai Van Aart un varietà nuova, Carpinus betulus ‘Lucas’ caratterizzata da una forma colonnare, molto più stretta del carpino fastigiato anche da adulta; ha inoltre il vantaggio che le sue foglie in inverno restano attaccate alla pianta, esattamente come il carpino selvatico.

Carpinus betulus ‘Lucas’ è dunque una varietà paesaggisticamente importante, perché può essere posta isolata o a gruppi donando verticalità al giardino, senza ingombrare troppo la superficie disponibile, o può essere utilizzata come siepe frangivento, anche alta 5/6 metri, senza che sia necessario dover ricorrere a costose potature per mantenerne la forma.

Per il resto, questa nuova varietà, che si riproduce con innesto su Carpinus betulus, ha tutte le caratteristiche positive della sua specie: rustica, frugale, adattabile alla maggior parte dei terreni, quasi immune da malattie importanti e sopporta benissimo le potature e i trapianti.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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