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Albizia julibrissin ‘Ombrella’

di Francesco Vignoli
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  • Giovane pianta di Albizia julibrissin ‘Ombrella’ in vivaio

 

 

Borgo degli Albizzi è un rione di Firenze che deve il suo nome ad una importante famiglia fiorentina del Rinascimento che, in quel rione, aveva il suo palazzo e la sede dei suoi commerci. Fu proprio un discendente di questa illustre famiglia che recatosi in Medio Oriente riportò nel 1770 i semi di questa pianta che là era già diffusa nei giardini.

Il suo successo fu immediato: questa specie di mimosa dalla caratteristica forma ad ombrello, dal fogliame leggero e dai numerosi fiori rosa chiaro che sbocciavano in tarda estate, si riproduceva facilmente da seme. In breve, ogni giardino di Firenze ebbe questa pianta denominata dai botanici Albizia in onore del suo scopritore e julibrissin che significa ‘fiore di seta’. I fiorentini però la chiamavano Acacia di Costantinopoli e con questo nome volgare è conosciuta ancora oggi.

 

Solo poche varietà

Da allora è passato molto tempo ma di questa pianta non sono state trovate nuove cultivar che potessero differenziarsi apprezzabilmente nella forma o nella fioritura; solo negli ultimi decenni un ricercatore francese  ha individuato e brevettato una nuova varietà che ha chiamato ‘Ombrella’.

L’Albizia julibrissin ‘Ombrella’ ha il fogliame più scuro della specie tipica, cresce leggermente più compatta, la sua fioritura è molto più abbondante e, soprattutto, produce fiori di un intenso rosso aranciato. La fioritura è più precoce della specie e sembra questa varietà è anche più resistente al freddo, ma quest’ultima affermazione è naturalmente da verificare.

 

Un estate con ombra e fiori

L’Albizia julibrissin predilige i terreni freschi, ricchi di humus ma può vivere anche in terreni poveri, ama il sole; in giardino va piantata isolata. Emette le sue foglie tardi in primavera e fa un’ombra tenue. La fioritura è continua da fine giugno a settembre. E’ una specie proveniente da climi caldi, ma le piante adulte possono resistere a temperature minime anche di –20° purché sia un freddo asciutto.

Sopporta molto bene i tagli  e alle potature drastiche reagisce cacciando una nuova vegetazione vigorosa ma che per quell’anno porta una scarsa fioritura; solo la cultivar ‘Ombrella’ riesce a fiorire ugualmente bene dopo una forte potatura. A dire il vero, ogni tanto la pianta ha bisogno di essere potata per ringiovanirsi, se non lo si fa, la natura provvede da sé e la pianta stessa fa seccare rami anche abbastanza grossi.

 

Malattie

L’Albizia julibrissin è soggetta a tutte le malattie delle mimose, piante con le quali l’Albizzia è imparentata: i cancri rameali, gli afidi, la Psilla, l’Iceria,  ma nessuna di queste normalmente causa danni cosi gravi da dover intervenire con trattamenti. Il pericolo più grande è forse il cancro del legno che si può insediare quando si fanno potature di grossi rami, lo si previene pennellando i tagli con pasta fungicida o sali di rame.

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